Siamo consapevoli di vivere in un paese in cui vige la democrazia?

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Ma democrazia cosa significa?

Sebbene la democrazia abbia il suo lontano progenitore in Rousseau, essa si è sviluppata tra la fine del XIX sec e la metà di quello seguente.
Possiamo definire che il principio di democrazia è: “l’eguaglianza politica entro una comunità, cioè l’eguale partecipazione di tutti i cittadini adulti alle decisioni politiche vincolanti per tutti”. Dunque, la democrazia rovescia l’idea (già presente in Platone) che solo alcuni uomini, i più qualificati o i più saggi, abbiano diritto di prendere le decisioni politiche.

Si nota che la teoria democratica sia fondata sull’idea di libertà positiva: se gli uomini devono vivere sottoposti alle leggi coercitive di uno stato, l’unica soluzione perché essi non perdano la loro libertà è che, di queste leggi, siano essi stessi gli autori: Kelsen, filosofo politico, afferma che “se dobbiamo essere comandati, lo vogliamo essere da noi stessi”. 
Nel pensiero del Novecento, uno dei maggior teorici della democrazia è stato Hans Kelsen (1881-1973). Il filosofo parte dal presupposto che la democrazia implica la fine della credenza in una verità assoluta o in un bene assoluto (come quello cui orientava Platone). Dunque, la democrazia presuppone il relativismo. Il vero nucleo della democrazia è l’idea di libertà trasformatasi in sovranità popolare, cioè l’autogoverno, e non l’idea di eguaglianza, a meno che non la si intenda come la semplice eguaglianza de diritti politici.    

Allo stesso tempo potremmo affermare che, al giorno d’oggi, non è la volontà dei cittadini a dar luogo alla decisione politica, al contrario, sono le élite politiche, mentre il consenso dei cittadini dovrebbe essere la posta in gioco della lotta concorrenziale che le élite ingaggiano.

Perciò, la democrazia possiamo qui definirla: strumento istituzionale per giungere a decisioni politiche, in base al quale singoli individui ottengono il potere di decidere attraverso una competizione che ha per oggetto il voto popolare. È una concorrenza sul piano del mercato politico, e vi è democrazia finché vi è un minimo di concorrenza e finché i cittadini possono votare per far cadere il governo che tradisce le loro aspettative.

La democrazia politica è parte di un più vasto processo di democratizzazione della società, e che solo in questo contesto assume veramente il suo significato? Per esempio, John Dewey, sostiene che bisogna sempre tener presente due aspetti: la democrazia come idea sociale, che dunque rientra anche nella famiglia, nella scuola, nell’industria, e la democrazia politica come sistema di governo.

Ne consegue che la democrazia non è solamente un metodo politico ma un ideale di società. Il ruolo del pubblico, e più precisamente del dibattito e della discussione politica, è fondamentale poiché i cittadini non sono intesi semplicemente come elettori, ma essi concorrono allo sviluppo di un’opinione pubblica.

Al giorno d’oggi si sta attuando quello che Dewey sostiene come dei pericoli più gravi, ovvero si sta concretizzando l’eclisse del pubblico, ossia il fatto che i cittadini si riducano a consumatori passivi.  Il cittadino italiano dovrebbe incominciare ad avere maggiore chiarezza circa il proprio ruolo nella democrazia.

Imprenditore e consulente aziendale. Filosofo per passione con una forte inclinazione per il tech ed il digital.

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