L’epidemia della propaganda, peggiore del Covid-19

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La Casa Bianca è infestata da un’epidemia da Covid che sta decimando funzionari e personale. Ma in realtà la vera epidemia di questa Casa Bianca è quella della propaganda. E la prima è conseguenza della seconda. La propaganda è un travisamento dei fatti o per renderli cosmeticamente più presentabili o per annullarli del tutto e sostituirli con una realtà alternativa. Ed alterare i fatti è il leitmotiv della amministrazione Trump.

Quando il presidente, lo scorso lunedì, è stato pseudo dimesso dal Walter Reed Medical Center, piuttosto che andare subito a rinchiudersi in quarantena nel reparto ospedaliero della Casa Bianca, ha iniziato una pantomima propagandistica che alcuni giornalisti hanno battezzato il “momento mussoliniano”. E’ asceso alla loggia e si è affacciato al balcone centrale; si è levato con irritazione la mascherina, ha salutato militarmente l’elicottero che lo aveva prelevato dal Walter Reed ed è stato lì di fronte alla folla virtuale che avrebbero televisato, con accompagnamento musicale adeguato, il ritorno dell’eroe. Tradito solo dal debito di ossigeno che lo costringeva a boccheggiare. Senza quel boccheggiamento, con i pugni sui fianchi, le gambe divaricate, il petto in fuori e il mento per aria, sarebbe stato perfetto. Poi rientrato, con luci alla Barbara D’urso, ha comunicato agli americani di non preoccuparsi del virus perché, grazie a lui, esistono le cure per renderlo inoffensivo.  

Mr. Trump, come trattamento anti Covid, ha avuto somministrate dosi, anche massicce, di dexamethasone, remdesivir ed un cocktail di droghe antibody, con potenti steroidi, inclusi o a parte. Tutte medicine non alla portata del paziente comune, sia perché sperimentali, ma sopratutto perché avrebbero comportato un costo superiore ai 100,000 dollari, fuori dalla portata della maggior parte degli americani. Ma non per il paziente Trump che, come contribuente, secondo un’inchiesta del New York Times, ha pagato in tasse federali 750 dollari sia nel 2017 che nel 2018, mentre nei 10 anni precedenti ha pagato niente, zero, nothing at all. E che un personaggio del genere abbassi ancora di più la guardia dei suoi seguaci per puri scopi propagandistici è incomprensibile e sfiora la pura stupidità. Non vi è bisogno di aggiungere che durante tutta la pantomima il presidente è rimasto senza mascherina, circondato a distanza ravvicinata da fotografi, video operatori, funzionari e personale vario. Ma perché preoccuparsi quando il Covid-19 è meno letale di un semplice raffreddore?

Follotitta vive tra New York e Miami, è architetto e appassionato di storia, architettura e politica. Una visione a 360° sul clima made in USA vista dagli occhi di un professionista "italiano in trasferta".

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