Amy, la favorita di Trump

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“Chi è Amy Coney Barrett, favorita di Trump per prendere il posto di Ruth Bader Ginsburg alla Corte Suprema? Amy Coney Barrett, 48 anni, sette figli, due dei quali adottati ad Haiti, cattolica fondamentalista e fieramente anti abortista, sembra essere la favorita per succedere Ruth Bader Ginsburg, tra i nove togati della Corte Suprema.” Così esordisce un recente articolo del Corriere della Sera. Abbiamo allora cercato il commento dal nostro corrispondente negli USA.

Sappiamo che Amy Coney Barrett è una ultra-cattolica. Questo non significa che sia più cattolica di me che, malgrado un anno dai padri Scolopi, sono meno cattolico di chiunque. Significa solo che tiene più agli embrioni e ai zigoti che ai bambini separati dai genitori e detenuti in veri e propri campi di concentramento. Evidentemente è più cristiano interferire politicamente nella gestione del corpo di una donna, che dimostrare umanità nei confronti di bambini. Ma una giudice nominata per occupare lo scranno della venerabile Ginsburg, dovrebbe dimostrare almeno di non avere pregiudizi. Invece no, quando afferma col massimo candore: “Non ho mai discriminato sulla base delle preferenze sessuali…”

Giudice Ginsburg, non si tratta di preferenze, ma di orientamenti! Orientamenti sessuali.

Ed a proposito, puntualmente, l’ex-candidato gay alla presidenza Pete Buttigieg le ha mandato a dire, via Twitter: “La mia preferenza è che sia il vincitore delle prossime elezioni a scegliere il prossimo giudice.

Ma sono molte le cose che la Barrett non sa o dimentica. Non sa se sia illegale intimidire chi vota; non sa se sia incostituzionale rinviare unilateralmente le elezioni presidenziali; non sa se abbia incontrato o meno il presidente prima della sua nomina; non sa se ha consegnato al comitato giudiziario del senato le carte che documentano la sua vicinanza ad organizzazioni anti-aborto; ed infatti ha dimenticato di farlo. Persino a una domanda più che blanda del senatore repubblicano Ben Sasse, è entrata in confusione e ha perso il conto delle 5 libertà contenute nel primo emendamento della Costituzione. Si tratta della libertà di religione, parola, stampa, adunanza pacifica e petizione al governo; le ha dovute contare sulla punta delle dita e alla fine, senza il suggerimento di Sasse, non ne sarebbe uscita viva. Un’immagine da squalifica. Ma dopo aver qualificato allo scranno della Corte un alcolizzato e predatore sessuale (secondo le accuse, tra le altre, di Deborah Ramirez che in un’intervista al New Yorker ha riportato i particolari scabrosi della vicenda che iniziano con la frase “Entrò ubriaco nel dormitorio e...) come Brett Kavanaugh, ed alla presidenza degli USA un inqualificabile Trump, ci vuole ben altro per essere squalificati dai repubblicani.  

La votazione per la nomina della Barrett da parte del senato al completo, secondo il New York Times, è prevista per il 26 ottobre, a una settimana e un giorno dalla chiusura dei seggi. Questo dimostra la fretta dei repubblicani di avere un’amabile signora alla Corte Suprema che possa sottrarre a milioni di americani l’assicurazione sanitaria in piena pandemia e che possa costringere una donna alla pratica, questa si obbrobriosa, dell’aborto clandestino.

Tutto questo mentre le elezioni  per eleggere un nuovo presidente sono da tempo in corso. In America è infatti possibile votare in anticipo rispetto alla data di chiusura dei seggi. Sia con voto anticipato di persona, sia per posta. Io ho già votato per posta. 

Follotitta vive tra New York e Miami, è architetto e appassionato di storia, architettura e politica. Una visione a 360° sul clima made in USA vista dagli occhi di un professionista "italiano in trasferta".

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