birch forest in sunny afternoon while autumn season. Autumn Landscape. Discover the world of beauty.

Verde d’autunno per ridurre lo stress

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Il verde ci fa stare bene. I colori tenui dell’autunno ci rilassano. Assumono quelle tonalità dal verde al marrone che riconosciamo naturalmente come calmanti. Viviamo circondati dal verde praticamente da sempre. Se pensi che fino a pochi decenni fa la natura sovrastava i paesaggi, relegando le città a piccoli nei sparsi qua e là.

Oggi il ritmo frenetico delle città ci porta a vivere a stretto contatto in poco spazio e in condizioni artificiali. A peggiorare la situazione è tornato anche il temuto virus, la seconda ondata, e tutti noi siamo più angosciati, dubbiosi sul futuro, in cerca di soluzioni personali e sociali. In questo clima di paura, la distanza dalla nostra, dimensione invece ideale per ritrovare stabilità, si fa sempre più grande ed è per questo che di “verde” abbiamo sempre più bisogno.

Il colore verde è il colore dell’equilibrio. Lo dice la medicina olistica orientale. E’, infatti, il colore del quarto chakra, quello legato al cuore e quello al centro di una catena di 7 livelli energetici teorizzati in alcune filosofie che affidano a questi centri di energia le funzioni organiche, psichiche ed emotive dell’individuo. Concentrarsi sul verde, quindi, porta equilibrio interiore. Lo dice anche uno studio dell’Università di Berna sugli effetti psicologici di questo colore datata 2007, che ha dimostrato come la percezione delle diverse sfumature di verde ha un effetto altamente rilassante. Fermarsi a guardare un bel paesaggio stimola stati d’animo positivi, non solo, facilita la concentrazione, diminuendo allo stesso tempo i livelli di stress e le tensioni muscolari. Ma, visto che il nostro cervello non fa differenze tra esperienze vissute o solo immaginate (le aree che attiva sono le medesime), chiudere gli occhi e pensare a un paesaggio, a una pianta, immaginare di passeggiare in un bel bosco, dona gli stessi benefici.

A proposito di stress. Lo stress è la malattia del nostro tempo, Ognuno di noi ogni tanto ne ha sperimentato gli effetti: quella certa difficoltà a dormire, il morso allo stomaco causato dall’ansia, le palpitazioni, i tremori. Il cervello in casi di tensione inizia a produrre cortisolo, l’ormone cosiddetto “dello stress” e, mentre l’amigdala mette la quarta marcia, spingendosi a tutto motore al centro di comando per rispondere al pericolo incombente (più spesso percepito che effettivamente causato da un predatore che ci ha preso di mira), il sistema simpatico non dà più spazio al parasimpatico, prendendosi anche lui il palco tutto per sé. Così, tutto l’organismo vive una particolare tensione che causa un certo malessere. Ma attenzione: lo stress non è il nemico. Anzi. In realtà sta lì per una funzione che è quella di prepararci al meglio per la prestazione che siamo chiamati ad affrontare.

Se non esistesse lo stress riusciremmo a far ben poche cose. Per questo dobbiamo imparare a considerare gli effetti come la tensione o la “sudarella” prima dell’esame all’università, una condizione ottimale. Se lo chiamiamo con un altro nome, trova tu il tuo preferito (euforia, tonico, Peppino), puoi letteralmente trasformare il vissuto da negativo a positivo, e trovare nello stress un amico, smettendo di subirlo e traendone vantaggio.

Detto questo, torniamo al verde e a questo autunno foriero di tranquillità, per chi lo saprà sfruttare. Mentre siamo circondati la maggior parte del tempo da un paesaggio artificiale, in cui tutto richiede attenzione: le luci, la folla, gli schermi, le pubblicità, il traffico, il rumore, le mascherine, gli ingressi contingentati ecc. e siamo chiamati a compiere scelte, gestire situazioni, arrivare a fine giornata in condizioni dignitose, un’arma ci viene in soccorso, quella di focalizzarci per qualche minuto sul verde. Entrare in un parco e prenderci pochi istanti per noi, oppure dedicare una domenica per una gita fuori porta, in bicicletta magari o passeggiando in mezzo a un bosco, lungo un sentiero pacifico, ascoltare i suoni della natura, respirare lentamente e lasciare andare i pensieri, slacciandoli dai “devo” della vita, è una straordinaria medicina, spiega Yoshifumi Miyazaki, docente di architettura del paesaggio all’Università di Chiba, in Giappone.

A noi non rimane che seguire la “via” e, tra una fuitina fuori porta e l’altra, concederci attimi di verde, magari sistemare una pianta in casa e una in ufficio, AZZARDARE MAGARI CON UN ORTO, oggi ne esistono di smart come puoi scoprire qui, e tornare a essere quegli “animali naturali” che così bene ci ha sempre fatto.

Immagine: Fattoria foto creata da freepik – it.freepik.com

Paul k. Fasciano, co-owner di InsideMagazine, formatore, autore e business coach, mette competenza, etica ed empatia al servizio di professionisti e aziende, orientandoli alle migliori strategie di comunicazione.

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