Conte chiede aiuto a Fedez, ma non basta. Serve centralizzare la comunicazione della crisi a un unico ente

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Il premier Giuseppe Conte ha chiesto aiuto a Fedez e Chiara Ferragni per diffondere un messaggio molto importante, chiedendo ai due influencer di spendersi come testimonial e quindi farsi promotori di una campagna di sensibilizzazione per giovani followers che in milioni seguono la celebre coppia.  

Con la nuova ondata autunnale di contagi il Governo ha deciso di attuare una stretta sulle misure di sicurezza, ribadendo che l’igiene delle mani e l’utilizzo delle mascherine sono gli strumenti più importanti per combattere la diffusione del Coronavirus. Immediata la disponibilità di Fedez che subito ha lanciato un messaggio tramite una storia su Instagram – “Ci è stato chiesto un aiuto per esortare la popolazione, in particolare quella più giovane, a utilizzare la mascherina e mi sto sforzando per trovare un modo per essere più convincente possibile. Ci troviamo in una situazione molto, molto, molto delicata, l’Italia non si può permettere un nuovo lockdown. In qualche modo il destino e il futuro dell’Italia sono nelle mani della responsabilità individuale di ognuno di noi. Con un semplice gesto potremmo evitare lo scenario tra i più brutti che abbiamo vissuto nei mesi scorsi. Mi raccomando, ragazzi, usate la mascherina”.

Ottima l’idea del presidente del consiglio che ha individuato due validi testimonial cercando di promuovere, nel minor tempo possibile, un messaggio forte per i giovani. Ma il governo avrebbe bisogno di veicolare questo tipo di messaggi attraverso campagne mediatiche più ragionate e meno impulsive.

Anche se siamo in piena emergenza il nostro governo dovrebbe dotarsi di tutti gli strumenti necessari per attuare delle misure, in termini di comunicazione, che arrivino ad un pubblico sempre più vasto. Le risorse non mancano, il problema è che non esiste una visione comune su come affrontare questi temi. Poco importa se le 2 forze che sostengono il governo giallorosso spesso abbiano avuto approcci diversi sulla metodologia attuativa.

Non basta il lavoro che fanno gli uffici stampa dei vari dicasteri, in questi momenti particolari e di crisi andrebbe centralizzata la comunicazione a un unico ente operativo, che sia un ministero piuttosto che una task-force formata da veri e propri professionisti conta poco, l’importante sarà affidare la comunicazione della CRISI del paese a chi conosce ogni sfumatura del tessuto mediatico italiano. Di sicuro non potrà bastare un Casalino qualunque.  

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