Ho un piano, almeno

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Pretendere di vivere come se non ci fosse il coronavirus è un’illusione distruttiva. Perché il corona c’è, ed è qui per restare. Non si tratta di stringere i denti finché scompare. Perché nessuno può dire se e quando scomparirà.

Si tratta di vivere, vivere pienamente da subito, in coesistenza col coronavirus. E in coesistenza anche con tutte le cose che non si possono cambiare, compresa la inadeguatezza della classe dirigente che ci siamo scelti.

È patetico, infantile, controproducente fare i capiricci per quello che non piace e quello che non è stato fatto. È una merdata, ma è così, e non c’è niente per cambiarlo in tempi meno che lunghi. Non è la pioggia, è la pandemia.

Voi potete decidere di vivere male. Io ho deciso di vivere bene, che ho già mille altri problemi oltre la pandemia. La mia vita sarà molto diversa da 12 mesi fa, le prospettive anche, ma è un dato di realtà che posso solo subire.

Questo vuol dire fare cose diverse da prima. Non rimpiangere (troppo) quelle che non si possono fare. Farne di nuove che altrimenti non avrei fatto. Rimescolare le carte del mio quotidiano e del mio futuro.

* Ripreso da un post di Stefano Lentati

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