Clinton nel 2016: “L’atteggiamento vittimistico di Donald è… orribile”

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Una premessa. Con Ebola vi furono 2 morti; sufficienti perché i repubblicani reclamassero a gran voce le dimissioni di Obama. A Benghazi i morti furono 4; e la Segretaria di Stato Clinton fu sottoposta a 11 ore di interrogatori e 33 udienze parlamentari. 

Invece con il Covid, it is what it is: di morti ce ne sono stati, per ora, addirittura 250 mila, con nessuna apparente responsabilità. 

Ed ora c’è questo periodo di transizione fra 2 presidenti, che dovrebbe essere come il passaggio del testimone in una corsa che non si dovrebbe interrompere. Ma che invece è bloccata da Donald Trump, un petulante narcisista che ha trasformato la realtà alternativa degli studi televisivi e dei tribunali, in una campagna elettorale permanente. Anche se i voti sono stati già espressi e contati a favore di Biden, ha costituito un PAC (Political Action Committee) per raccogliere i fondi elettorali per contestarli; e soprattutto pagarsi i debiti. E questo con la nuova ondata della pandemia in salita verticale.

La diagnosi: dereliction of duty, sottrazione al dovere per tornaconto personale. 

Un ritardo costoso per l’America. Si perderanno ancora più vite umane, se si aspetterà sino al 21 gennaio, data dell’insediamento di Biden, per organizzare la distribuzione del vaccino senza una preparazione previa. E lo stesso accadrà se si continuerà a rimandare lo stimolo economico necessario ad oliare la macchina sanitaria con i mezzi e le risorse necessarie per combattere una pandemia sempre più aggressiva; e per sostenere le categorie dei lavoratori più colpite dalla crisi ed evitare una depressione economica      

E poi vi è la sicurezza nazionale. Si vocifera addirittura di un attacco alle centrali nucleari iraniane e di un ritiro delle truppe dall’Afghanistan; e questo in un periodo di transizione di completa incomunicabilità. Già sarebbe complicato non essere messi al corrente in una situazione di relativa calma, figuriamoci se dovesse esserci l’inizio di una guerra o un movimento di truppe che potrebbero destabilizzare ancora di più la polveriera del Medio Oriente,

Ma circondato come è da yes-men e con in testa solo risentimento e rivalsa, l’uomo solo al comando potrebbe essere capace di tutto. Di tutto tranne coordinare una transizione ed avere così a che fare con  la realtà di una elezione persa. Meglio il golf e l’illusione di grandezza di una presidenza usurpata.

Eppure Hillary Clinton, durante uno dei dibattiti presidenziali del 2016, con estrema lucidità e lungimiranza,  aveva posto in risalto questa propensione di Trump a farsi vittima di una cabala contraria. Ecco le sue parole: “Sappiate che appena Donald si rende conto che le circostanze  non gli sono favorevoli, dichiara che sono frutto di un sistema avverso. Ha perso lo Iowa Caucus (assemblea di partito), e le primarie del Wisconsin, e ha detto che erano fraudolente nei suoi confronti. La Trump University è stata condannata per attività criminali e lui ha dichiarato che il tribunale ed il giudice erano prevenuti. E poi quando, per 3 anni di fila, il suo programma televisivo non ha ottenuto un Emmy (premio che riconosce l’eccellenza nell’industria TV), ha cominciato a twittare che l’organizzazione degli Emmy era truccata. Questo è il suo atteggiamento mentale. Sarebbe divertente, se non fosse veramente problematico, e orribile.

Tutti contro Donald, divertente sino a quando contesta gli Emmy, o la mancata prima pagina del Time, o il non aggiudicarsi il Nobel per la Pace (Nobel per la Pace a Trump? Ma chi è il burlone che lo ha proposto). Ma quando si mette a repentaglio la vita dei propri cittadini, ha ragione la Clinton, non si può che definirlo: orribile!     

Follotitta vive tra New York e Miami, è architetto e appassionato di storia, architettura e politica. Una visione a 360° sul clima made in USA vista dagli occhi di un professionista "italiano in trasferta".

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