USA: scacco matto alla democrazia

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George W. Bush, malgrado abbia iniziato 2 guerre di cui ancora non si vede la fine, essersi circondato di gente poco scrupolosa, ed aver lasciato il paese in recessione, non viene ricordato come il peggior presidente della storia americana. Lo spirito collaborativo e propositivo con cui affrontò gli ultimi mesi della sua presidenza ed in particolare il periodo di transizione con il presidente eletto Obama, in qualche modo lo riscatta. Cercò di alleviare la passata politica regolatoria, ed iniziò a risollevare le sorti dell’industria automobilistica, ponendo l’amministrazione Obama, malgrado la crisi economica, nella migliore condizione per una buona partenza.

Il buon esempio di Bush non ebbe seguito nella legislatura a maggioranza repubblicana capitanata da un Mitch McConnell deciso a fare in modo che la presidenza Obama durasse solo 4 anni. L’opposizione a Obama fu sfrenata e maligna, ma la sua presidenza, malgrado Mitch, durò 8 anni.

E neanche a Trump interessa l’esempio di Bush. Tutt’altro. Probabilmente aveva puntato, con altri 4 anni a disposizione, a rendere l’America simile a quei paesi, tanto ammirati ed invidiati, con un solo partito ed un  presidente a vita. Essendogli sfuggito il tempo supplementare, dovrà puntare sulle elezioni del 2024, e si sta portando avanti col lavoro, cominciando di già una campagna elettorale basata sulla distruzione del sistema Paese in modo da mettere Biden dentro una missione impossibile e dopo  4 anni di critica sfrenata, poter tornare da trionfatore alla Casa Bianca. 

Il Covid gli sta dando una mano; con quasi 200 mila contagi e 2 mila morti al giorno, la sanità e l’economia del Paese sono in ginocchio. Senza l’implementazione di un piano di supporto e senza misure di contenimento, fra 2 mesi Biden dovrà cimentarsi in una guerra persa in partenza. Ma questa è la mentalità dei repubblicani: il partito prima del paese. Gli avversari sono nemici e per fermarli qualsiasi tattica è accettabile. Una lettura sbagliata di Machiavelli. Un tradimento dell’esperimento democratico-federalista. Un’esasperazione del fazionismo difficile da ricucire democraticamente.

Pura velleità auto distruttiva.

Dopo aver perso le elezioni, Donald Trump sta perdendo nei tribunali. Le sue pretese che vi siano stati brogli, vengono completamente rigettate in tutti gli stati dove ha sguinzagliato i suoi avvocati. Un giudice ha commentato di non aver mai visto qualcuno perdere tante cause in così poco tempo. Ma non desiste e sembra abbia cambiato strategia. Ora il cammino verso la vittoria passa attraverso il ritardo della certificazione. Nei vari Stati i funzionari repubblicani incaricati dovranno bloccare il processo di certificazione in modo da insinuare dubbi sulla autenticità della vittoria di Biden, sino a portare tutto questo marasma alla Corte Suprema imbottita di giudici conservatori. E’ tutto quello che gli rimane. E’ senza precedenti. E potendo trascinarsi per mesi è uno scacco matto alla democrazia.

Intanto la crisi sanitaria ed economica si aggrava sempre di più, mentre la fede dei cittadini nelle istituzioni di autogoverno si sta esaurendo. 

Foto di Sides Imagery da Pexels

Follotitta vive tra New York e Miami, è architetto e appassionato di storia, architettura e politica. Una visione a 360° sul clima made in USA vista dagli occhi di un professionista "italiano in trasferta".

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