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Il “non praevalebunt” di Orban contro Soros, e ci si mette pure George Clooney

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25 novembre 2020, il Primo Ministro ungherese Viktor Orban scrive a George Soros sul blog Project Syndicate, che censura prontamente la risposta del politico. Si parla di società aperta e società sicura, di immigrazione, di mescolanza etnica ma soprattutto delle dimenticate e sempre strumentalizzate radici cristiane dell’Europa. I popoli europei sono in pericolo: alle crisi economica, migratoria, sanitaria, si manifesta ora una crisi profonda, di altra natura.

Allo scontro si aggiunge dalla parte di Soros la star planetaria George Clooney, presa di mira dai media filo-governativi in ​​Ungheria dopo aver accusato il primo ministro Viktor Orban di diffondere “odio e rabbia”. L’attore ha detto che le azioni dei populisti di destra in tutto il mondo potrebbero contribuire a un disastro globale sulla scala di quello che caratterizza il suo nuovo film The Midnight Sky. Cosa non si farebbe per farsi pubblicità?…

Il messaggio di Viktor Orban

«Molti credono che il Primo Ministro non debba discutere con Soros, un criminale che si è arricchito rovinando milioni di persone e ricattando nazioni intere. Così come i governi non possono trattare con i terroristi, così i primi ministri non possono discutere con i criminali economici, tuttavia ora sono costretto ad intervenire perché Soros, speculatore miliardario di origini ungheresi, ha scritto il 18 novembre su Project Syndicate un articolo in cui ha dato degli ordini ai vertici europei. Il comando è di punire duramente i Paesi che non vogliono stare sotto la bandiera della Open Society e non vogliono essere parti del nuovo impero europeo.

La forza dell’Europa in ogni fase della storia è derivata dalle nazioni, anche se noi popoli europei siamo diversi, le radici comuni del nostro credo ci hanno sempre unito.

Il modello familiare basato sulle tradizioni giudaico-cristiane ha costituito il fondamento della nostra società. La libertà cristiana assicurato la libertà di pensiero e culturale e questo ha innescato una sana concorrenza tra i popoli europei. Questa mescolanza di diversità eccezionale ha permesso all’Europa di diventare la potenza guida del mondo. Ogni tentativo di unificare sotto un impero l’Europa è andato male, così la storia ci insegna che l’Europa tornerà grande se le sue nazioni saranno di nuovo grandi, come i suoi popoli, che devono opporsi ad ogni ambizione imperialistica. Di nuovo si stanno muovendo grandi potenze per annullare e distruggere le nazioni e i popoli europei e il continente si sta unendo sotto ad un impero globale. La rete Soros presente in tutta Europa, ramificata nella burocrazia nell’elite politica europea, da anni lavora per trasformare l’Europa in un continente di immigrati. Il più grande pericolo per le nazioni europee la società aperta globale sostenuta dalla rete Soros. Il suo scopo è chiaro, creare una società mescolata etnicamente accelerando l’immigrazione smantellare la volontà sovranità delle nazioni a consegnarla all’elite globale. L’UE è nei guai dal 2008, dal 2015 in crisi migratoria, dal 2020 in crisi sanitaria. Europa non si è ancora ripresa dalle crisi precedenti così la pandemia fa ancora più male.

Si vedono già i sintomi di una crisi più grande.

Debiti pubblici alle stelle in molti paesi, disoccupazione, economia al palo. Mai come ora ci sarebbe bisogno della solidarietà tra i popoli europei. L’auto definito filantropo non ha mai considerato i bisogni delle persone europee, ma i suoi guadagni. Vivo è il ricordo dell’attacco contro il fiorino e la più grande banca ungherese l’OTP, il ricordo dell’accelerazione nel 2015 delle pressioni migratorie, della redistribuzione obbligatoria dei migranti e del piano Soros per finanziare tutto ciò. Ora, invece di promuovere la solidarietà tra europei, egli preme perché ci puniamo a vicenda. La sua rete ormai interviene apertamente dappertutto e vorrebbe sottoporre le nazioni europee a una pressione mai vista, farli scontrare l’un l’altro. L’intreccio della rete arriva in vari ambiti politici: giornalisti, giuristi, burocrati, agitatori politici sono a libro paga di Soros, questi accusa di corruzione ogni oppositore ma è lui il più grande corruttore al mondo. Compra chiunque accetti denaro e con gli altri usa l’arma formidabile dei media di sinistra globalisti con cui emargina, umilia, intimidisce, rovina. Molti euro-burocrati con la rete Soros stanno lavorando alla costruzione di un impero, di un sistema amministrativo sotto l’egida della società aperta Open Society con un pensiero unico, cultura unica, società unica. Tutto questo da imporre forzatamente ai popoli europei, liberi e autonomi, togliendo sovranità. Questo è l’obiettivo della mossa sullo stato di diritto del UE rule of law : riconoscere la sovranità centralista e disconoscere quella nazionale, il diritto europeo sul diritto nazionale. Via il diritto dei popoli di decidere il proprio destino. Rule of law non è sullo stato di diritto ma sullo stato di diritto più forte. Le differenze sono evidenti tra la società aperta e la società sicura, safe society, per la prima l’unica democrazia è quella liberale, per la seconda anche quella cristiana. Per la prima la libertà serve per l’autodeterminazione e l’auto realizzazione, per la seconda serve a difendere la famiglia, servire la patria seguendo l’insegnamento di Cristo.

La libertà di decidere è il fondamento della libertà cristiana, ora è questo ad essere in pericolo.

Noi popoli dell’Europa centro orientale sappiamo che vuol dire essere liberi. La storia del centro Europa è stata caratterizzata da lotte per la libertà contro grandi imperi, lotte continue per decidere noi del nostro destino. Abbiamo vissuto sulla nostra pelle che il fine di ogni impero é quello di schiavizzare. Ci sono ancora popoli che hanno vivo il ricordo delle lotte per la libertà, dall’Estonia alla Slovenia, da Dresda a Sofia nell’ex blocco orientale, il ricordo di come è opporsi all’autoritarismo e alla sua versione comunista.

Intimidazione o pressione mentale e materiale, abuso fisico e spirituale, di queste cose non vogliamo più saperne.

I capi politici occidentali che hanno vissuto sempre in un mondo libero nello stato di diritto, mondo da loro semplicemente ereditato, ora dovrebbero ascoltare chi ha combattuto per la libertà ed è in grado di distinguere per esperienza personale tra stato di diritto e autoritarismo arbitrario dell’uomo solo al comando. Devono accettare che nel XXI secolo non possiamo perdere la nostra libertà conquistata nel XX. La guerra per il nuovo impero di Bruxelles e quella contro di esso non è ancora conclusa. Bruxelles sembra che stia per crollare ma buona parte degli stati membri dell’ovest europeo ancora si oppone al crollo. Se vogliamo proteggere la nostra libertà all’Europa non deve soccombere alla rete Soros».

Al termine di questo chiaro e impeccabile messaggio, non posso che aggiungere:

“Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”. (Matteo 16,18)

Traduzione tratta dal video: https://bit.ly/33ppsq8

Veneto. Dopo l’esperienza come curatore di magazine e libri, approfondisce il mondo dell’editoria digitale e del marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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