Tagli alla Sanità per 300 milioni all’anno dal 2023

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di Giacomo Torresi –

Una migliore riorganizzazione e una maggiore digitalizzazione potrebbe portare il fondo sanitario a un taglio importante, ma le Regioni sono allarmate.

Si tratta della Relazione Tecnica allegata alla Legge di Bilancio, che contiene una insidiosa precisazione sui tagli alla Sanità, a partire dal 2023.

Leggendo il testo della manovra non si capisce di primo acchito cosa accadrà. Occorre ricostruire i rimandi ad altri testi.

L’articolo 72 del documento tecnico sottolinea prima di tutto che “il fabbisogno standard è normativamente stabilito solo fino all’anno 2021. Dall’anno 2023 per effetto dei processi connessi alla riorganizzazione dei servizi sanitari anche attraverso il potenziamento dei processi di digitalizzazione, si prevede una minore spesa di 300 milioni di euro annui, con conseguente riduzione del livello del finanziamento”.

Una scelta che sta allarmando le Regioni italiane, considerando le difficoltà che proprio in questi mesi la Sanità è stata costretta a sopportare.

Il fondo sanitario nazionale dal 2023 dovrebbe avere quindi, se questa impostazione verrà mantenuta, 300 milioni in meno. Considerando che il fondo beneficia ad oggi di 120 miliardi, a cui nel 2021 se ne aggiungerà un altro, può sembrare una riduzione non così marcata. Tuttavia va sottolineato che guardando lo schema illustrato nella stessa Relazione tecnica, per il 2022 e gli anni successivi non viene specificato l’ammontare totale del fondo.

Si parla già di tagli permanenti da 300 milioni all’anno a partire dal 2023, ma non delle risorse complessive del fondo. C’è solo la sottrazione insomma, ma non il quantitativo totale da cui i 300 milioni verranno sottratti.

I 300 milioni in meno non sono indicati come tagli, bensì come minori finanziamenti dovuti ad una migliore digitalizzazione. Un risparmio in sostanza, dovuto allo sviluppo delle nuove tecnologie.

Tuttavia ad oggi è difficile immaginare uno scenario del genere considerando che alcuni territori italiani ancora non sono raggiunti dalle infrastrutture per la connessione a banda larga.

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