BREAKING USA: Mazzette in cambio di perdono

/
4 mins read

Il perdono, altro elemento corruttivo dell’amministrazione Trump.

In questa faccenda, come ogni schema corruttivo in divenire, vi sono due facce della stessa medaglia. Su una faccia vi è il perdono preventivo (cioè l’annullamento di eventuali crimini ancora da scoprire), ai figli maggiori, Donald Jr., Eric ed Ivanka, insieme al marito Jared Kushner e, perché no, anche il prezzemolo di ogni impresa legale (leggi illegale) Rudy Giuliani. Come a dire, ho figli, genero e avvocato possibili criminali, tanto vale pulirgli in anticipo la fedina penale. 

Dal New York Times: 

Il Presidente Trump ha discusso con consulenti se concedere perdoni preventivi ai figli, al genero e al suo avvocato personale Rudolph W. Giuliani, ed ha parlato con Giuliani sul suo perdono giusto la scorsa settimana, secondo due persone a conoscenza della faccenda.

Mr. Trump ha riferito ad altri di essere preoccupato che il Dipartimento di Giustizia di Biden possa cercare una compensazione nei riguardi del presidente colpendo i 3 maggiori dei suoi 5 figli… ed anche il marito della signora Trump, Jared Kushner, senior consulente della Casa Bianca. Donald Trump Jr. è stato investigato da Robert S. Mueller lll, Consulente Speciale, per contatti che il giovane Mr. Trump ha avuto con esponenti russi che offrivano informazioni danneggianti su Hillary Clinton… Mr Kushner ha fornito informazioni false alle autorità federali riguardo i suoi contatti con entità straniere senza avere credenziali di sicurezza, che in seguito gli furono concesse dal presidente.

La domanda retorica è: che razza di paese permette che simile gente acquisti tanto potere?

Tanto più che lo stesso presidente starà pensando di perdonare preventivamente sé stesso tramite l’escamotage di dimettersi all’ultimo momento e permettere al successore Mike Pence di perdonarlo. Così come a suo tempo fece Richard Nixon, che dimettendosi permise al suo vice, Gerald Ford, nuovo presidente per norma costituzionale, di perdonarlo, anche lui preventivamente.

Ma passiamo all’altra faccia della medaglia. Katelyn Polantz riporta in un tweet la seguente notizia, ricavata dai documenti rilasciati dal giudice responsabile della corte federale di Washington D.C. “NEW NEW: Il Dipartimento di Giustizia sta investigando un potenziale schema criminale di corruzione per un perdono presidenziale. Vi sono molti record di corte con omissis, rilasciati questo pomeriggio dalla Corte del Distretto di DC (District of Columbia).

Sembra che questa donazione (mazzetta) in cambio di un perdono sia datata agosto 20 2020, in piena campagna elettorale. I documenti si presentano con intere pagine cancellate, quindi non si conoscono nomi, come, perché e quando, ma la faccenda si presenta come uno scandalo epocale, mai visto prima. Da essi si ricava solo che sono stati sequestrati, in uffici non identificati, 50 apparati elettronici, IPads, IPhones, laptops e computer drives; gli investigatori sospettavano che vi fosse un’attività criminale su “uno schema segreto di lobbying riguardante una persona sconosciuta.”

E’ difficile capire chi possa essere questa persona, visto che l’entourage di Trump è pieno di possibili sospetti. Staremo a vedere.

Per completare l’argomento accenno che Trump ha già, nel corso del suo mandato, ad oggi,  concesso 5 perdoni e 45 esecutivi atti di clemenza (la clemenza estingue la pena solo parzialmente), tutti bypassando il Dipartimento di Giustizia e sempre per motivi o connessioni personali. Dell’ultimo perdono, prima del Thanksgiving, ha usufruito Michael Flynn, il suo primo consulente sulla sicurezza nazionale (per 22 giorni), condannato per false dichiarazioni all’FBI; e con questo trattenendo informazioni che avrebbero incriminato Trump.

Follotitta vive tra New York e Miami, è architetto e appassionato di storia, architettura e politica. Una visione a 360° sul clima made in USA vista dagli occhi di un professionista "italiano in trasferta".

Articolo Precedente

Settimana lavorativa di 4 giorni pagata come 5. Parte la sperimentazione di Unilever

Articolo Successivo

COVID-19. Vaccino: speranza o dubbio di massa?

Ultime News