Covid19: un report sull’analisi dei deceduti in Italia svela dei dati sorprendenti

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di Giacomo Torresi –

L’Istituto Superiore di Sanità ha rilasciato il rapporto sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia.

L’analisi ha preso in esame diversi indici, vediamoli nel dettaglio:

  1. Campione: la tabella riporta la distribuzione geografica dei decessi, in ordine decrescente rispetto al totale, secondo i 3 periodi dall’inizio della pandemia nel 2020: il periodo iniziale (marzo-maggio), il secondo periodo (giugno-settembre), e il terzo (ottobre-dicembre), anche se quest’ultimo è ancora in corso.

Si evince che poco meno della metà dei decessi è avvenuto in Lombardia. Un dato impressionante.

2) Dati Demografici: l’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è 80 anni. Le donne decedute dopo aver contratto infezione da SARS-CoV-2 hanno un’età più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 85 – uomini 80).

3) Patologie preesistenti: il grafico presenta le più comuni patologie croniche preesistenti (diagnosticate prima di contrarre l’infezione) nei pazienti deceduti.

Complessivamente, 180 pazienti (3,1% del campione) presentavano 0 patologie, 712 (12,4%) presentavano 1 patologia, 1060 (18,5%) presentavano 2 patologie e 3774 (65,9%) presentavano 3 o più patologie.

4) Diagnosi di ricovero: nel 90,8% delle diagnosi di ricovero erano menzionate condizioni (per esempio polmonite, insufficienza respiratoria) o sintomi (per esempio, febbre, dispnea, tosse) compatibili con SARS-CoV-2.

In 491 casi (9,2% dei casi) la diagnosi di ricovero non era da correlarsi all’infezione.

In 72 casi la diagnosi di ricovero riguardava esclusivamente patologie neoplastiche, in 165 casi patologie cardiovascolari (per esempio infarto miocardico acuto-IMA, scompenso cardiaco, ictus), in 70 casi patologie gastrointestinali (per esempio colecistite, perforazione intestinale, occlusione intestinale, cirrosi), in 184 casi altre patologie.

5) Sintomi: i sintomi più comunemente osservati prima del ricovero nei pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivo sono febbre, dispnea e tosse e rappresentano i sintomi di più comune riscontro, meno comuni sono diarrea e emottisi. Il 8,1% delle persone non presentava alcun sintomo al momento del ricovero.

6) Complicanze: l’insufficienza respiratoria è stata la complicanza più comunemente osservata in questo campione (94,1% dei casi), seguita da danno renale acuto (23,6%), sovrainfezione (19,3%) e danno miocardico acuto (10,8%).

7) Tempi: i tempi mediani, in giorni, che trascorrono dall’insorgenza dei sintomi al decesso (12 giorni), dall’insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale (5 giorni) e dal ricovero in ospedale al decesso (7 giorni). Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso era di 6 giorni più lungo in coloro che venivano trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che non venivano trasferiti (12 giorni contro 6 giorni).

8) Decessi in pazienti con meno di 50 anni: al 2 dicembre 2020 sono 657, dei 55.824 (1,2%), i pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 163 di questi avevano meno di 40 anni (102 uomini e 61 donne con età compresa tra 0 e 39 anni). Di 29 pazienti di età inferiore ai 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche; degli altri pazienti, 119 presentavano gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità) e 15 non avevano diagnosticate patologie di rilievo.

Sulla base delle indicazioni emanate dal Ministero della Salute nella Circolare pubblicata il 25 febbraio 2020 (protocollo 0005889-25/02/2020), la certificazione di decesso a causa di COVID-19 deve essere accompagnata da parere dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Per questo motivo, è stato creato un gruppo di lavoro dedicato allo studio delle cause di morte dei pazienti deceduti che risultavano positivi all’infezione da SARS-CoV-2.

Fonte: Epicentro – L’epidemiologia per la sanità pubblica (Istituto Superiore di Sanità). QUI lo studio completo.

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