Finchè c’è Covid c’è Speranza

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Il Ministro della Salute Speranza, invitato alla trasmissione di Barbara D’Urso, torna a farci conoscere i programmi vaccinali di prossima attuazione. Dichiara il ministro:

«Il nostro auspicio è di avere a disposizione i vaccini a fine gennaio. Arriveranno poche dosi, partiremo dai soggetti che per noi sono più sulla frontiera di questa battaglia, quindi infermieri, medici, personale sanitario. Poi dovremo somministrare il vaccino alla popolazione più a rischio e abbiamo visto in questi mesi che quelli più a rischio sono i più anziani e quelli con più patologie pregresse».

Dopo questa serie di martellanti ovvietà percolate a ripetizione per mesi nella mente di ogni italiano come fossero pezzi da hit parade, la conduttrice interrompe il Ministro della Salute per farlo arrivare al sodo del suo intervento: «C’è nell’aria l’ipotesi di addirittura un vaccino obbligatorio o un patentino per chi si è vaccinato?»

«Guardi, con molta chiarezza: noi partiremo col fare il vaccino con le persone che decideranno di sottoporsi. Quindi all’inizio la nostra impostazione non sarà di obbligatorietà.

Noi faremo una grande campagna che sia in grado di convincere il più grande numero di italiani che il vaccino sia la via giusta per uscire definitivamente dal COVID. E io ho fiducia negli italiani. […] Io non parto dall’idea di obbligatorietà, ma dobbiamo raggiungere l’immunità di gregge.

Quindi noi partiremo con una campagna di persuasione, che a me convince molto di più, poi vedremo che fare».

Personalmente più che da dove si parte, sarei curioso di sapere dove si vuole arrivare. Tra le dichiarazioni di Speranza e quelle del Presidente Conte (riportate qui, ndr) il programma infatti è ormai abbastanza chiaro. L’epidemia c’è, Il gregge c’è, il vaccino pure, le dosi purtroppo si conservano solo a temperature antartiche e quindi bisogna usarle tutte e subito, quindi cosa stiamo aspettando?

Niente di particolare, come diceva Qohelet “C’è un tempo per ogni cosa”, un tempo per il bene ma anche uno per il male…

Veneto. Ex curatore di magazine e libri, approfondisce ora il mondo dell’editoria digitale e del web marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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