Veneto: Zaia blocca i comuni, Sgarbi va ad Asiago

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“Chiusura dei confini comunali dopo le 14 dal 19 dicembre fino al 6 gennaio

Questa la proposta di Zaia per il Veneto, il governatore continua:

“Mantenendo inalterate tutte attività produttive e commerciali ma dalle 14 in poi si lavora solo con cittadini della propria città per distribuire il flusso commerciale. Questo provvedimento sarà in vigore fino al 6 gennaio. Invierò al Ministro Speranza il provvedimento e proporremo un’intesa su questa ordinanza una volta perfezionata dal punto di vista giuridico”.

Vige il regime dell’incertezza:

“Siamo arrivati a giovedì e a me ancora non è ben chiaro cosa accadrà, non so cosa farà il governo, noi non possiamo aspettare ulteriormente“.

Visti i numeri della pandemia in Veneto si è costretti alla prudenza. Zaia è solito a cambiamenti di direzione “dall’alba al tramonto” e, seppur in questo caso si tratta di un cambio giustificato, troppo spesso si è avuta la sensazione che durante la notte da mamma Roma sia arrivata qualche telefonata non troppo leggera per riportare i veneti sulla “retta via”. Anche stavolta, almeno a parole, quella che per comportamenti e attitudine si può considerare come la regione più “indipendente” d’Italia, torna nei ranghi. Il governatore infatti continua:

“E’ un atto di responsabilità reciproca: abbiamo troppi ricoverati in ospedale […] Arriverà una misura nazionale sarà gerarchicamente superiore a quella veneta che sarà assorbita, ma intanto dobbiamo metterci in sicurezza”.

Certo che la nazione è gerarchicamente superiore alla regione, ma da veneto a veneto la sensazione è chiara: Zaia è completamente spiazzato e tagliato fuori da Roma. Lo ha provato a nascondere, ma dopo la strapazzata da Covid e tutte quelle conferenze stampa dove pian piano ha perso colpi è ormai evidente che non sappia più che pesci pigliare. Nella regione italiana forse più ligia al rispetto delle regole (purtroppo o per fortuna) per il comandante è dura mantenere le redini quando il vento soffia in tutte le direzioni e, se proprio devo dirla tutta, quando il generale a Roma riceve le coordinate dall’estero.

Nel frattempo Vittorio Sgarbi vuole venire a sciare ad Asiago, e come dargli torto…

Veneto. Dopo l’esperienza come curatore di magazine e libri, approfondisce il mondo dell’editoria digitale e del marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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