Chiellini: la giusta mentalità, il massimo del successo

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Lo sport, come la vita di tutti i giorni, non è fatto solo di atletismo e tecniche specifiche; ma anche e soprattutto di mentalità giusta e dedizione al lavoro.
La tecnica se non allenata è quasi inutile, come una squadra composta da giocatori individualisti non riuscirà mai a vincere in confronto ad una squadra coesa, composta da 11 giocatori che lavorano all’unisono con la stessa determinazione.
Ed è proprio la determinazione che fa la differenza tra un giocatore normale ed un campione, tra una squadra mediocre ed una vincente, tra un allenatore di Serie C ed uno di Champions League; tra una piccola azienda ed un colosso mondiale.
Un giocatore che ha dimostrato grande determinazione per arrivare ai massimi livelli del proprio ambiente è Cristiano Ronaldo, da sempre dedito al lavoro per vincere e migliorarsi anno dopo anno. Ma ci sono anche dei giocatori, per esempio Antonio Cassano, che nonostante fossero dotati di un talento naturale non si sono dedicati all’allenamento quel tanto che bastava per dimostrare il loro pieno valore. Giocatori che si sono fatti sfuggire le grandi occasioni come fosse sabbia che scivola tra le dita.
Molti giocatori poi, a fine carriera, decidono di rimare nel proprio ambito lavorativo e passare dall’altra parte della barricata; divenendo allenatori e trasmettendo la loro grinta e mentalità alle generazioni future. Esistono allenatori che gestiscono lo spogliatoio con il pugno di ferro, chi predilige il metodo del bastone e della carota e chi, invece, fa più da psicologo o motivatore. Vari approcci, determinati principalmente dal carattere dell’allenatore.
Altri giocatori, invece, si limitano a commentare in radio o televisione le gesta dei propri colleghi; mentre altri decidono di cambiare totalmente ambiente e dedicarsi ad altre attività.
Poi ci sono quei giocatori, tra i quali ricordiamo Kobe Bryant, che hanno scelto di trasmettere le tecniche lavorative e mentali ai posteri per poter primeggiare nello sport. In particolare Bryant, tramite la sua “Mamba Mentality“, suggeriva di costruire la mentalità vincente attraverso la passione, il sacrifico, l’ossessione (intesa come cura dei dettagli) e la resilienza (attraversare le difficoltà e trarne insegnamento).
Ma c’è un giocatore che, nonostante sia ancora in attività, ha scelto di dedicarsi all’ambito lavorativo a cui ha dedicato gli studi per trasmettere la propria mentalità vincente a gruppi di lavoro.
Stiamo parlando di un giocatore che ha fatto della mentalità vincente il suo credo, e con la giusta mentalità è riuscito a combinare l’attività sportiva con quella scolastica primeggiando in entrambe.
Il giocatore di cui stiamo parlando è il nostro capitano, Giorgio Chiellini, rappresentante di spicco della nazionale italiana e della Juventus a livello di club.
Chiellini nasce a Pisa ma cresce a Livorno, dove muove i primi passi nel mondo del pallone ed esordisce in Serie C nel 2000, vincendo l’anno successivo il campionato di categoria e festeggiando la promozione in Serie B. Nella serie cadetta si mette in mostra e dopo due stagione realizza il sogno di giocare in Serie A, vestendo la maglia della Fiorentina (in prestito dal Livorno) . Dopo una sola stagione, in cui fa vedere grinta e determinazione nonostante la giovane età, viene acquistato dalla Juventus che non lascerà mai più e con la quale vincerà tutto a livello nazionale. A Torino, oltre a giocare, si laurea in Economia e Commercio conseguendo anche un master in Business Administration.
Traguardi che dimostrano come Chiellini sia stato sempre determinato a raggiungere i propri traguardi sia sportivi che privati. Come lo sport giocato ai massimi livelli, rappresentando la propria nazionale dall’Under 15 fino alla nazionale maggiore di cui è tutt’ora capitano, non ha influito negativamente sulla propria formazione scolastica ed universitaria. Di come la giusta mentalità e determinazione possano aiutare una persona in tutta la vita.
E Chiellini è stato sempre determinato e motivato, dimostrando sul campo nel modo in cui marca l’avversario con grinta, che la sconfitta non è contemplata nel suo vocabolario. Che si può anche perdere ma non senza lottare. Che si deve lavorare sempre e duramente per raggiungere il massimo e diventare i migliori. Che sia esso sport, studio o lavoro. Ma Chiellini non ha vinto da solo, ha vinto con la propria squadra (la Juventus), conosciuta in Italia e nel Mondo come una delle squadre con le mentalità vincenti più solide del panorama calcistico. Una squadre che nel 2006/7 ha vissuto la Serie B (vincendola) dopo lo scandalo Calciopoli, ma è risorta dalle proprie ceneri come una fenice tornando nel calcio che conta e imponendo la propria mentalità conquistando trofei su trofei. Anche Zinedine Zidane, ex giocatore ed oggi allenatore vincente del Real Madrid ha ammesso: “La mentalità vincente l’ho imparata alla Juventus. Soltanto li ho capito che vincere era un obbligo. Quando perdevamo era un dramma. E quando perdi sei obbligato a lavorare più duramente“.
Una squadra i cui giocatori sanno lavorare di gruppo e remano tutti nella stessa direzione e verso il successo.
Ed è proprio questa mentalità che Chiellini vuole trasmettere nel mondo del lavoro tramite dei corsi specifici, per dimostrare che la giusta testa ha lo stesso valore sia nello sport che nella vita. Che una squadra, sia essa di calcio o un team di lavoro, può basare la propria struttura sugli stessi valori per arrivare al top.
Dunque non si deve dar per scontato che un giocatore al termine della carriera può trasmettere la mentalità vincente solo nel proprio ambiente. Si può scegliere di fare gli allenatori, ma invece di guidare i giocatori si possono guidare i lavoratori. Si può “allenare” la mentalità di un’azienda per aumentare il proprio fatturato e ritagliarsi uno spazio importante nel proprio settore.
Per vincere ed essere vincenti nel lavoro come nella vita bisogna avere determinazione e saper andare anche oltre i propri limiti per sperimentare e magari trovare una propria via vincente. Per citare chi ha realizzato il massimo partendo da un piccolo garage “Siate affamati, siate folli” (Steve Jobs).

Giornalista pubblicista dal 2015. Nato a Catanzaro ma romano di adozione. Appassionato di sport e tutto quello che vi gira intorno. Mi piace trasmettere la mia passione per lo sport tramite la scrittura. Lettore accanito e divoratore di Serie TV. Ex giocatore di Football Americano

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