Test rapidi validi come i tamponi, come cambia l’assegnazione dei colori nelle Regioni

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di Giacomo Torresi –

La positività al Covid19 potrà essere certificata anche dai tamponi rapidi che danno il risultato nel giro di 20 minuti. Non servirà più il tampone molecolare di conferma di fronte a una positività a quello antigenico.

Esclusi alcuni casi, ad esempio quando viene utilizzato per attività di screening (come nelle scuole), mentre nel caso di positività in cluster dove ci sono altri positivi sarà sufficiente il test antigenico.

Questa è la mini-rivoluzione che si annuncia con l’arrivo in questi giorni di una circolare del ministero della Salute a firma del direttore della Prevenzione Gianni Rezza che ci sta lavorando con le Regioni.

Rivoluzione che peserà sull’assegnazione dei colori (giallo, arancione e rosso) per le chiusure regionali in base ai contagi.

Dopo diversi mesi di sperimentazione e dopo il via libera degli Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) e della Commissione Ue al loro utilizzo, anche l’Italia ha deciso di “promuoverli”.

La circolare dovrà dettagliare i casi in cui questi test saranno considerati “diagnostici” (cioè in grado di certificare da soli la positività) e quelli in cui servirà la conferma del tampone molecolare (che ha bisogno di almeno 24 ore per i risultati).

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