Zuck ha parlato: Trump “sospeso” da Facebook e Instagram

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Di Nicola Venturini –

Così si è espresso il CEO di Facebook Mark Zuckerberg:

Gli eventi scioccanti delle ultime 24 ore dimostrano chiaramente che il presidente Donald Trump intende utilizzare il tempo in cui è ancora in carica per compromettere la transizione pacifica e lecita del potere al suo successore eletto, Joe Biden. La sua decisione di utilizzare la sua piattaforma per condonare piuttosto che condannare le azioni dei suoi sostenitori al Campidoglio ha giustamente disturbato le persone negli Stati Uniti e nel mondo. Nella giornata di ieri abbiamo rimosso queste affermazioni ieri perché abbiamo giudicato che il loro effetto — e probabilmente il loro intento — sarebbe avrebbe potuto generare ulteriori violenze. A seguito della certificazione dei risultati elettorali da parte del Congresso, la priorità di tutto il paese deve ora essere quella di garantire che i restanti 13 giorni e i giorni successivi all’inaugurazione passino pacificamente e secondo le norme democratiche stabilite. Negli ultimi anni, abbiamo permesso al Presidente Trump di usare la nostra piattaforma in linea con le nostre regole, a volte rimuovendo contenuti o etichettando i suoi post quando violavano le nostre normative. L’abbiamo fatto perché riteniamo che il pubblico abbia diritto all’accesso più ampio possibile al dibattito politico, anche se polemico. Ma la situazione attuale è profondamente diversa, la nostra piattaforma è stata sfruttata per incitare alla violenza tramite un’insurrezione contro un governo democraticamente eletto. Crediamo che i rischi di consentire al Presidente di continuare a utilizzare il nostro servizio in questo periodo siano semplicemente troppo alti. Pertanto, stiamo estendendo il blocco temporaneo che abbiamo imposto ai suoi account Facebook e Instagram a tempo indeterminato e per almeno le prossime due settimane fino al completamento della transizione pacifica del potere.

Notate bene le parole di Zuck, si sente la pressione del Partito Democratico a distanza di chilometri. Certo, Trump l’ha fatta grossa (qui) e tutti lo sapevano (qui), d’altra parte che un megalomane del genere prima di scendere dal seggio presidenziale americano desse un minimo di filo da torcere era da aspettarselo. Ovviamente tutti sono “cascati dal pero” nonostante i ripetuti avvertimenti del presidente e di Steve Bannon.

I mass media parlano dell’assalto al Congresso senza spiegare però perché la gente ha fatto tutto ciò. C’è stata una frode elettorale scandalosa in cui sono stati coinvolti anche Cina, Iran, Israele (qui) oltre alle migliaia di persone al servizio del Deep State (qui). In tutto questo la Corte Suprema e poi il Congresso, compreso buona parte dei Repubblicani, si sono girati dall’altra parte quando si sono presentate le prove, e da buoni servi dei poteri forti i politici hanno accettato tale criminoso operato di buon grado. Questo palesa quanto la giustizia e la democrazia siano solo due vuote parole di facciata, l’ordito dietro cui si nasconde la trama delle secolari famiglie che non hanno mai smesso di governare le masse.

Zuck, genio strumentale al potere (qui), cerca di mantenere in piedi l’azienda di Menlo Park. Anzi, arrivato ormai ben oltre l’apice del successo, cerca di mantenere in piedi se stesso. Le foto del suo volto dal 2010 ad oggi sono la cifra di quello che vive un uomo stritolato da qualcosa di molto più grande di sè.

La mossa silenziosa di questi giorni, quella di obbligare il passaggio “coatto” di dati privati e l’accettazione alle condizioni imposte da Facebook a tutti gli utilizzatori di Whatsapp (ossia il mondo intero) è un indice importante della plasticità d’opinione Zuckerberg. Plasticità che in certi frangenti raggiunge livelli preoccupanti, subdoli direi. Vedremo quali saranno li sviluppi futuri di questo grande Reset digitale, e di questo storytelling che incanta le masse, le tranquillizza, ma intanto ruba loro un bene senza prezzo: l’intimità.

Veneto. Dopo l’esperienza come curatore di magazine e libri, approfondisce il mondo dell’editoria digitale e del marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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