Vaccinazioni: le 2 nuove imposizioni di Israele

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Di Nicola Venturini –

Il 5 gennaio il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu ha dichiarato che il paese è “in uno stato di emergenza”. I ministri hanno concordato un blocco di due settimane che è iniziato venerdì 8 gennaio. Il mandato ordina la chiusura di scuole e attività commerciali non essenziali e limita i residenti entro un raggio di un chilometro dalle loro case. Le due condizioni primarie:

  1. Tutte le scuole passeranno all’insegnamento online
  2. Chiunque arrivi da un altro paese dovrà sottoporsi immediatamente a un test per il coronavirus e sottoporsi a una quarantena di 14 giorni.

Israele aveva già vaccinato circa il 7% dei suoi abitanti – circa 640.000 persone – dall’ultima settimana di dicembre 2020. Fino al 90% della popolazione “a rischio” riceverà la seconda dose di coronavirus entro i prossimi 25 giorni , secondo il Ministero della Salute israeliano.

Il Direttore Generale Associato del Ministero della Salute, il Dr. Itamar Grotto, ha sottolineato il vantaggio iniziale di Israele dichiarando che:

“Abbiamo un registro nazionale delle vaccinazioni in Israele che è stato istituito alcuni anni fa. L’intero paese è su un database”.

israele

In pratica Israele, come al solito primo della classe, diventa modello da imitare e da esportare nel mondo. Prima la vaccinazione di massa, a ritmi esorbitanti, nettamente diversa dal programma vaccinale di Stati Uniti e di altri paesi che hanno visto una lenta introduzione del vaccino. Poi la digitalizzazione completa, ed efficiente, dei registri vaccinali di tutto il Paese.

Quindi c’è da prendere spunto, e da chi se non da Israele?

Nella “serva Italia”, sempre messa agli ultimi banchi, l’aiuto sanitario del più bravo compagnuccio Israele è già arrivato a Dicembre. Medici ed infermieri provenienti dallo Sheba medical center di Ramat Gan, secondo la rivista statunitense Newsweek uno dei migliori ospedali al mondo, sono partiti da Tel Aviv per raggiungere il Piemonte, una delle zone maggiormente colpite dalla seconda ondata di contagi. 

Il condirettore dello Sheba medical center ha dichiarato che «Israele ha una profonda stima per l’Italia, per noi è uno Stato sorella». E certamente lo è.

Passaporto Verde in Israele

A causa della stretta del lockdown in Israele, il ministero della Salute ha deciso di rimandare la presentazione dell’app “Passaporto Verde”. Chi lo avrà potrà per esempio partecipare ad eventi pubblici o mangiare al ristorante.

La concessione del “passaporto verde” potrebbe essere un modo per invogliare la popolazione a vaccinarsi. Secondo alcuni recenti sondaggi, il 50-75% degli israeliani non vuole sottoporsi al vaccino, temendo che sia stato sviluppato troppo in fretta.

Nella prima fase l’app verrà introdotta per agevolare l’ingresso a Eilat e al Mar Morto, che a novembre sono state definite “isole verdi”, le località dove la ripresa delle attività turistiche e di intrattenimento era consentita previa presentazione di un test negativo per accedervi.

Successivamente l’app verrà utilizzata negli eventi culturali, sportivi, nei congressi, nel tentativo di portare a una ripresa dei settori rimasti paralizzati in un anno di pandemia.

Ogni vaccinato riceverà un certificato valido per sei mesi a partire dalla settimana successiva alla somministrazione della seconda iniezione, che esonererà chi è già stato immunizzato dalla necessità di quarantena in caso di contatti con positivi o rientrando dall’estero.

Israele è in trattative con diversi Stati per consentire ai propri cittadini vaccinati l’esenzione dalla quarantena, nonché dalla necessità di presentare un tampone negativo per accedere a queste destinazioni.

In particolare, come riportato da Viaggiaresicuri, è consentito di volare da Israele verso l’estero solo a coloro i quali hanno già acquistato un biglietto aereo prima dall’entrata in vigore delle nuove misure, fatti salvi specifici motivi di necessità, inclusi il rientro nel Paese di origine o residenza, ovvero specifica richiesta per motivi umanitari soggetta alla approvazione di questo Ministero dei Trasporti.

Veneto. Ex curatore di magazine e libri, approfondisce ora il mondo dell’editoria digitale e del web marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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