Antisemitismo, Mons. Spreafico (CEI): “vergognoso l’attacco online a Lia Tagliacozzo. È ora di finirla”

//
3 mins read

di Giacomo Torresi –

È vergognoso che in un momento così difficile, di crisi e di pandemia, ci siano persone che approfittano di pregiudizi e della crisi per lanciare insulti di stampo antisemita e nazista, non considerando la gravità di riprendere stereotipi antichi che si rifanno alla più tragica e oscura pagina della nostra storia e non hanno alcun fondamento con la realtà di oggi per affermare teorie deliranti. Su questi fenomeni sono molto duro. È ora di finirla!

Parole durissime quelle usate da Monsignor Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione CEI per l’ecumenismo e il dialogo e Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, a condanna dell’attacco antisemita alla giornalista Lia Tagliacozzo.

Domenica 10 gennaio, mentre sulla piattaforma Zoom si stava discutendo di “memoria e responsabilità” alla presentazione del libro “La generazione del deserto. Storie di famiglia, di giusti e di infami durante le persecuzioni razziali in Italia”, sono state inviate sullo schermo immagini di video nazisti accompagnati da una voce che inneggiava ad Hitler. Si sono così sentite e viste minacce varie come “torneremo a prendervi” o “vi bruceremo tutti”, scritte e insulti in diretta contro gli ebrei e svastiche.

Il vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino rivela subito che purtroppo quanto accaduto non è che l’ultimo di una lunga serie di atti antisemiti che continuano ad accadere nel nostro Paese.

Lo stesso Vescovo ricorda che, secondo il rapporto dell’Osservatorio antisemitismo della Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea (CDEC) relativo solo al primo trimestre del 2020, ci sono stati ben 79 atti di antisemitismo contro i 63 dello stesso periodo del 2019 e i 37 del 2018. “È di qualche giorno fa la pubblicazione su Facebook da parte del consigliere comunale di Frosinone, Marco Ferrara, di un fotomontaggio con cui paragona i vaccini alle atrocità naziste”. Si tratta di un fotomontaggio sui cancelli di Auschwitz con la scritta “Il vaccino rende liberi”.

Il fotomontaggio del consigliere Marco Ferrara

Si tratta di balordi che insieme ad altri, purtroppo numerosi, approfittano di questa situazione di crisi per dividere attraverso la divulgazione di stereotipi e contenuti altamente offensivi. Bisogna dire molto chiaramente – ribadisce Mons. Spreafico – che questi signori che si permettono ancora di affermare simili atrocità ed esprimersi con questo linguaggio antisemita vanno perseguiti dalla legge. Le leggi esistono. Non è più accettabile”.

A questo proposito, il vescovo ricorda l’istituzione da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri del “Gruppo di lavoro per la ricognizione sulla definizione di antisemitismo approvata dall’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance)”, in cui anche il vescovo è stato chiamato a rappresentare la Conferenza episcopale italiana: “Si tratta di un segnale importante di contrasto”.

La giornalista Lia Tagliacozzo ha affidato ad un post su Facebook in tarda serata una riflessione su quanto accaduto:

Articolo Precedente

Pitti Connect: la piattaforma digitale che lancia la moda nel futuro

nintendo
Articolo Successivo

Nintendo difference: il segreto di Shigeru Miyamoto

Ultime News