Chi ha finanziato l’assalto al Congresso degli Stati Uniti del 6 gennaio?

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di Follotitta –

Gli organizzatori della rivolta al Congresso degli USA del 6 gennaio sono stati pagati? Chi c’è dietro le sigle che hanno dato vita alla “March to Save the United States”.
Yahoo! finance riporta la notizia che la manifestazione al Campidoglio degli Stati Uniti è stata organizzata principalmente da un gruppo noto come Women for America First. Non solo.

Yahoo News ha riportato una storia esclusiva dal quale risulterebbe che un mese prima dell’assalto al Capitol del 6 gennaio, sostanziosi pagamenti in bitcoin, provenienti da un conto estero, siano stati elargiti ad attivisti di estrema destra.

Secondo Yahoo News, personaggi legati alla destra e ad alcuni siti web, inclusi VDARE (un sito web opposto all’emigrazione e legato ad ambienti nazionalisti di estrema destra), Daily Stormer (altro sito web neonazista, misoginista e scettico dell’olocausto) e Nick Fuentes (un commentatore politico di estrema destra con un canale su Youtube sospeso nel febbraio 2020 per il suo incitamento all’odio razziale), hanno ricevuto generose donazioni da un conto in bitcoin legato ad una agenzia di cambio di “cryptocurrency” francese. Questo secondo la compagnia software Chainalysis che controlla un insieme di informazioni su scambi in cryptocurrency e che, attraverso i suoi mezzi, fornisce servizi di investigazione per la polizia ed il  settore pubblico e privato. Chainalysis ha iniziato ad investigare dopo che Yahoo News ha condiviso i dati della transazione.

Una notizia allarmante che prospetta la possibilità che queste “elargizioni” ad ambienti di estrema destra non siano stati un fatto isolato. E che vi sia del marcio non solo nelle menti di chi ha assaltato Capitol Hill, ma all’interno degli stessi ambienti governativi. In altre parole, non si sarebbe trattato tanto di un incitamento verbale a sovvertire i risultati di una elezione (“impeachment” di Trump), quanto di aver organizzato e pianificato l’inizio di un vero e proprio colpo di stato.

Con l’amministrazione Biden, questi gruppi terroristici ed organizzazioni sediziose, dovrebbero essere passati al setaccio e condannati. Così come i media, autocensuratisi sinora per la latente minaccia di Trump, dovrebbero finalmente fare incetta di notizie legate al terrorismo domestico e ai suoi sponsor. Se tutto questo è vero, come sembra essere, anche i facilitatori governativi dovrebbero essere subito defenestrati. Soltanto un repulisti profondo ed accurato potrebbe riportare nel Paese americano, dopo 4 anni di una presidenza sciagurata, un minimo di decenza e di pace sociale. E Biden, con la sua calma determinazione, sembra avere le carte in regola per ricucire un Paese lacerato da divisioni e contrapposizioni. Non sarà facile, visto quanto odio e disinformazione abbiano portato l’America in una deriva non solo antidemocratica, ma di pura inciviltà ed ignoranza. Si tratta di invertire il modo di pensare di milioni di americani e di persuadere coscienze traviate.

Quello che è successo il 6 gennaio non è stata solo una aberrazione, ma qualcosa di ancora più oscuro.      

Per quanto riguarda l’eventuale investigazione dentro questa generosa “donazione”, essendovi coinvolte varie agenzie, ed eventualmente attori stranieri, sarà complessa e potrebbe portare allo scoperto un attacco alle istituzioni democratiche americane sferrato dall’interno e da fuori.

Inoltre tutto questo ci farebbe pensare (a pensar male si fa peccato ma secondo qualcuno ci si azzecca sempre) che il feroce terrore di Trump e dei repubblicani per aver perso le elezioni, aveva delle ragioni ancora più oscure e tutte da scoprire.

Continuare a far finta di essere il Presidente degli USA, non solo avrebbe soddisfatto le doti teatrali di Trump, ma gli avrebbe evitato l’imbarazzo di porre allo scoperto 4 anni di scandali e probabilmente di veri e propri crimini. Contro si è trovato la maggioranza degli americani che compatti hanno votato per Biden. Non se ne è fatta ancora una ragione ed ora, al lasciare la WH, pretende un tappeto rosso che lo guidi verso l’aereo presidenziale e di essere salutato da 21 colpi di cannone. 

Per uno che ha sulla coscienza quasi 400 mila morti per Covid, mi sembra decisamente un po’ troppo.           

Follotitta vive tra New York e Miami, è architetto e appassionato di storia, architettura e politica. Una visione a 360° sul clima made in USA vista dagli occhi di un professionista "italiano in trasferta".

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