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L’ultima mossa di Donald Trump

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Di Nicola Venturini –

Secondo quanto dichiarato da Foreign Policy a meno di un giorno dall’insediamento al potere del presidente eletto Joe Biden, l’amministrazione Trump uscente nominerà due lealisti per entrare a far parte del massimo comitato consultivo federale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Il capo dello staff del Dipartimento della Difesa Kash Patel, che è entrato nell’agenzia solo un giorno dopo che il presidente Donald Trump ha licenziato l’ex segretario alla Difesa Mark Esper tramite il tweet nel novembre 2020, è stato nominato per entrare a far parte del Consiglio per la politica di difesa insieme ad Anthony Tata, ex senior advisor di Esper al Pentagono.

Dopo l’epurazione di novembre, gli alleati di Trump si sono aggiunti al pannello. Michael Pillsbury, uno dei “falchi cinesi” (coloro che creano pressione politica in altri stati, ndr), ha guadagnato importanza nei ranghi interni dell’amministrazione Trump, è stato infatti promosso a capo del consiglio il mese scorso, ma non ha un nulla osta di sicurezza per convocare riunioni. Un funzionario della difesa a conoscenza della situazione ha confermato che Pillsbury non aveva completato i suoi requisiti di onboarding per il ruolo.

Altre nuove aggiunte al pannello sono Newt Gingrich e l’ex pilota dell’aeronautica Scott O’Grady, insieme a Pillsbury. Gingrich è andato in onda dopo le elezioni e ha affermato la verità sulla frode elettorale, e O’Grady, che è stato abbattuto in Bosnia Erzegovina nel 1995 ed è diventato il candidato postelettorale di Trump per servire come assistente segretario alla difesa per la sicurezza internazionale, ha amplificato il tweet che invitava Trump di dichiarare la legge marziale e ha definito il risultato elettorale un colpo di stato. Oltre a loro anche Charles Glazer, un ex ambasciatore degli Stati Uniti in El Salvador, ha finito di entrare a far parte del Defense Policy Board.

Queste, ed altre manovre che noi non possiamo vedere, fanno parte di una più ampia volata finale per premiare i lealisti di Trump con promozioni dell’ultimo minuto nel Dipartimento della Difesa. Emblematico in questo senso il caso di Michael Ellis, installatosi nella National Security Agency questo fine settimana, una posizione legalmente protetta.

La big surprise dell’ultimo momento è probabilmente in arrivo oggi, ultimo giorno utile prima dell’insediamento inevitabile di Biden. Il Generale Michael Thomas Flynn, consigliere per la sicurezza nazionale del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump dal 20 gennaio al 13 febbraio 2017 e da lui perdonato dopo la “questione russa”, due giorni fa ha pubblicato un post in pieno stile biblico-trumpiano sul social Clouthub:

“Perché [sta giungendo il tempo in cui] non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti”.

Luca 12:2-3

I toni biblici, marchio di fabbrica della comunicazione made in USA, nascondono sicuramente qualche manovra “apocalittica” nel suo senso etimologico di “rivelatoria”. Trump, come altri personaggi che si sono esposti e imposti contro un certo tipo di potere globale, non è uno stinco di santo e non pretende di esserlo. Tantissime cose si sono dette su di lui, tutto e il contrario di tutto, l’odio verso di lui ha toccato picchi quasi ridicoli. Per fare un esempio innocuo, alcuni lo hanno addirittura voluto togliere dal celebre film degli anni ’90 Mamma ho Perso L’aereo 2, che lo vede presente in alcuni fotogrammi.

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Le carte che aveva se le è giocate, con oggi metterà in atto la sua ultima mossa, qualcosa di lungo termine, una bomba a tempo che possa sopravvivere “tra le fila” del governo del nuovo insediato ed esplodere al momento giusto. Certi contatti che Trump ha intessuto negli anni con Areonautica USA, Deep State e Chiesa, non sono da sottovalutare.

Senza fare il santino a nessuno, mi sento però in dovere di ricordare che Trump, al contrario dei suoi serpentini predecessori, è stato il primo presidente sotto il cui mandato gli Stati Uniti non hanno dichiarato né combattuto alcuna “inutile” guerra. Questa “smania bellica” è infatti propria dell’altro schieramento, quello a mio parere davvero irridentista, che avendo interessi ben precisi di dominio sul Medio Oriente, in particolare su Israele, grazie alle pressioni mostruose esercitate sui CEO dei più grandi Media mondiali (che hanno sospeso l’account di Trump) e grazie alle infiltrazioni nei vertici della Chiesa, ha massacrato e strumentalizzato le popolazioni di mezzo mondo per i suoi porci comodi.

Ai posteri…

Fonte: Foreign Policy

Veneto. Ex curatore di magazine e libri, approfondisce ora il mondo dell’editoria digitale e del web marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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