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La lettera di Bill e Melinda Gates: il futuro della pandemia

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Di Nicola Venturini –

La lettera della Fondazione

Per quanto sia difficile da immaginare in questo momento, mentre così tante persone stanno ancora soffrendo di COVID-19, questa pandemia finirà un giorno. Quando arriverà quel momento, sarà una testimonianza dei leader straordinari che sono emersi nell’ultimo anno per guidarci attraverso questa crisi.

Quando diciamo “leader”, non intendiamo solo i responsabili politici e i funzionari eletti che sono incaricati della risposta ufficiale del governo. Stiamo anche parlando degli operatori sanitari che stanno sopportando traumi inimmaginabili in prima linea. Gli insegnanti, i genitori e gli operatori sanitari che fanno di tutto per assicurarsi che i bambini non rimangano indietro a scuola. Gli scienziati e i ricercatori che stanno lavorando tutto il giorno per fermare questo virus. Anche i vicini che stanno cucinando pasti extra per assicurarsi che nessuno nella loro comunità soffra la fame.

La loro leadership ci aiuterà a superare questa pandemia e dobbiamo a loro recuperare in un modo che ci renda più forti e più preparati per la prossima sfida. Nell’ultimo anno, una minaccia globale ha colpito quasi ogni persona sul pianeta. Entro il prossimo anno, speriamo che una risposta COVID-19 equa ed efficace raggiunga anche il mondo intero.

Ci auguriamo che tu ei tuoi cari stiate bene e al sicuro in questi tempi difficili.

Bill and Melinda Gates Foundation – Annual letter

Così si conclude la lettera annuale della Bill and Melinda Gates Foundation, nota “onlus” di livello mondiale capitanata dal genio di Microsoft Bill Gates il quale, non senza qualche rischio, porta avanti manovre umanitarie in tutto il pianeta. Di conoscenza comune è ormai il suo grande interesse per le vaccinazioni di massa, che lo hanno visto protagonista in Africa con l’ebola virus. Cito ancora:

La storia probabilmente ricorderà questi ultimi due mesi come il punto più doloroso dell’intera pandemia. Ma la speranza è all’orizzonte. Anche se abbiamo una lunga ripresa davanti a noi, il mondo ha ottenuto alcune vittorie significative contro il virus sotto forma di nuovi test, trattamenti e vaccini. Riteniamo che questi nuovi strumenti inizieranno presto a piegare la curva della pandemia.

Il momento in cui ci troviamo ora richiama alla mente una citazione di Winston Churchill. Nell’autunno del 1942, tenne un famoso discorso che segnò una vittoria militare che riteneva sarebbe stata una svolta nella guerra contro la Germania nazista. “Questa non è la fine”, ha avvertito. “Non è nemmeno l’inizio della fine. Ma forse è la fine dell’inizio “.

Quando si tratta di COVID-19, siamo ottimisti sul fatto che la fine dell’inizio sia vicina. Siamo anche realistici su ciò che è necessario per arrivare qui: il più grande sforzo di salute pubblica nella storia del mondo, che coinvolge politici, ricercatori, operatori sanitari, leader aziendali, organizzatori di base, comunità religiose e tanti altri che lavorano insieme in nuove modi.

Pandemie, magneti per magnati

Oltre alle figure professionali citate sopra, come è ormai di dominio comune, le pandemie sono un grande magnete per magnati. Essi, forse per sentirsi più giustificati nella loro immensa ricchezza (qui nessuno giudica), forse per interessi economici, forse per vero spirito di carità, sono sempre presenti quando si tratta di curare e salvare vite nei paesi del terzo mondo. Paesi che loro stessi, in parte, hanno contribuito a rendere in tale stato.

Conoscendo le facoltà “profetiche” di molti di questi magnati, bisogna sempre seguire da vicino le loro dichiarazioni. Oltre a George Soros per quanto riguarda l’avvento della open society, mi viene in mente soprattutto Klaus Schwab e il suo Great Reset. Il magnate tedesco aveva già pubblicato un libro in cui codificava tutti i passaggi di questa quarta rivoluzione industriale giusto un attimo prima che si scatenasse la pandemia. Insomma, tendiamo le orecchie, c’è sempre una nuova sfida che ci aspetta, dicono…

Il futuro secondo Bill Gates

Attraverso quelle che Gates chiama “mega testing diagnostic platforms”, ossia testificazioni massive, di scala e quindi molto più economiche, le future lotte contro le pandemie saranno sempre più efficaci. Detto da un uomo che più che fare dichiarazioni, conoscendo molte più cose del cittadino comune e avendone forse anche degli interessi economici diretti, fa delle vere e proprie profezie, c’è da tenersi pronti alla “prossima sfida”. Questo, a mio parere, non è un grande modo per rassicurare la gente che continuando ad essere “tensionata” e “tirata” rischia di ammalarsi molto più facilmente.

Gates, prevede di utilizzare in un futuro molto prossimo capsule impiantabili (microchip) per l’uomo che contengano i cosiddetti “certificati digitali”. Questo ovviamente, oltre ad ingrassare le vacche dei vari Pfitzer, Moderna ecc. andrà ad alimentare il già straripante mercato dei Big Data, mercato nel quale lo stesso Gates ha enormi interessi.

Il magnate ha annunciato che bisognerà aspettare almeno un altro anno e mezzo per tornare alla normalità pre-coronavirus (una normalità che è poi tutta da capire). È quello che prevede insieme alla moglie Melinda, che ha annunciato la donazione di altri 250 milioni di dollari a sostegno della ricerca, dello sviluppo e dell’equa distribuzione di tutti gli strumenti salva-vita contro Covid-19.

Stiamo a vedere…

Veneto. Ex curatore di magazine e libri, approfondisce ora il mondo dell’editoria digitale e del web marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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