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5 milioni di dosi: Israele sempre il primo della classe

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Di Nicola Venturini –

Israele, come al solito stato capo e primo della classe per quanto riguarda le politiche sanitarie, militari, digitali e geopolitiche mondiali, diventa modello da imitare e da esportare nel mondo. Prima la vaccinazione di massa, a ritmi esorbitanti, nettamente diversa dal programma vaccinale di Stati Uniti e di altri paesi che hanno visto una lenta introduzione del vaccino. Il tutto grazie ad accordi “speciali” con Pfitzer. Poi la digitalizzazione completa, ed efficiente, dei registri vaccinali di tutto il Paese.

La scelta di Netanyahu

Dal 20 dicembre sono state somministrate 5 milioni di dosi su una popolazione di 9 milioni di abitanti. Il governo israeliano ha prolungato l’attuale lockdown fino alle 7 (ora locale) di domenica 7 febbraio. La decisione – che non è stata presa all’unanimità – è avvenuta in una contrastata riunione dell’esecutivo che ha visto lo scontro tra il premier Benyamin Netanyahu e il ministro della Difesa Benny Gantz.

Il governo Netanyahu punta a raggiungere al più presto l’immunità di gregge con l’immunizzazione di tutte le categorie a rischio: per questo è stata estesa la durata delle misure restrittive ed è stato chiuso l’aeroporto di Tel Aviv. Nella stessa riunione è stato stabilito anche l’avvio, a partire dalla stessa data, di un graduale allentamento delle restrizioni le cui modalità saranno esaminate in un nuovo incontro domenica.

Accordi “speciali” per Israele

Il ministero della Sanità ha firmato con Pfizer, e similmente con Moderna, un accordo di venti pagine e ha garantito di fornire tutti i risultati delle vaccinazioni, compresi i dettagli di ogni singola puntura fino al braccio di inoculazione.

L’accordo, che una petizione richiede sia rivelato, mantiene alcuni passaggi secretati«L’obiettivo è analizzare i dati epidemiologici per determinare se l’immunità di gregge viene raggiunta dopo una certa percentuale di vaccinati». Per velocizzare le operazioni il documento è stato approvato senza il parere della commissione Helsinki deputata a definire le regole per le sperimentazioni mediche sugli esseri umani.

E l’Italia?

Nella “serva Italia”, sempre messa agli ultimi banchi, l’aiuto sanitario del più bravo compagnuccio Israele è già arrivato a Dicembre. Medici ed infermieri provenienti dallo Sheba medical center di Ramat Gan, secondo la rivista statunitense Newsweek uno dei migliori ospedali al mondo, sono partiti da Tel Aviv per raggiungere il Piemonte, una delle zone maggiormente colpite dalla seconda ondata di contagi. 

Il condirettore dello Sheba medical center ha dichiarato che «Israele ha una profonda stima per l’Italia, per noi è uno Stato sorella».

E certamente lo è. Una sorellina minore, che se tenuta buona non rompe le scatole e sta alle regole del fratello o di chi per lui. E di sorelline minori Israele ne ha tante, tantissime, anche quelle che non sembrano assolutamente tali. Qui sta lo zampino, e qui sta l’intelligenza…

Fonti: ANSA, Repubblica

Veneto. Ex curatore di magazine e libri, approfondisce ora il mondo dell’editoria digitale e del web marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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