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Stop allo sci, avanti coi vaccini

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Di Nicola Venturini –

Il provvedimento firmato dal ministro Speranza vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo 2021, data corrispondente alla scadenza del Dpcm 14 gennaio 2021.

Definitivamente a terra le speranze per l’intero settore sciistico, ancora spiazzato all’ultima ora da un improvviso dietro front di un governo sempre più ballerino. Già il settore alberghiero e quello della ristorazione sono completamente a terra, illusi e delusi dai vari dpcm, manca solo che collassino anche i liberi professionisti e la frittata è fatta.

La parola ai tecnocrati

Monti, come al solito cristallino e glaciale, sostiene che le “attività superflue” siano da eliminare. E questo approccio è condiviso silenziosamente anche da Draghi, e in generale da tutti i tecnocrati, di destra o di sinistra. Anche perché diciamolo, i tecnocrati veri, quelli che contano, insomma quelli come Draghi, non si schierano mai veramente. Chi appone la firma sulle banconote di un continente intero, può far parte per se stesso, non ha bisogno di schierarsi perché il denaro non presuppone schieramento.

C’è una manovra da mettere in atto per raggiungere un obiettivo economico-politico? Magari la famosa monetary balance, o il più esotico e “draghiano” helicopter money? Bene, si decide come farlo, e lo si fa. Il parere degli stati, dai loro politici ai loro cittadini, non conta. Quando si ha a che fare con entità sovranazionali come l’UE, per non citare quelle che le si nascondono (maldestramente) dietro, si può solo venire a compromessi. In Italia, le canne al vento rappresentate dai nostri politici, si sono subito schierate con Draghi. Ultimo baluardo è stata (uso già il passato) Giorgia Meloni, leader dei Fdl, che ha provato a controbattere, ma può solo mettersi in attesa e stare a vedere, buona e tranquilla.

Per mettere in atto pesanti manovre di public sector avere lo stato a regime minimo, con le attività iper-controllate e la popolazione impaurita ed esasperata, a livello teorico è quanto di meglio si possa opinare. Aggiungiamoci le privatizzazioni degli anni ’90 e i giochini fatti con l’indebitamento verso l’UE e il quadro, almeno quello italiano, è completo. Manca solo la manovra finale per portare la nave Italia in acque “sicure”, sicure per chi poi… solo loro lo sanno.

Devono tenere a mente però, questi algidi tecnocrati, che la realtà è diversa dai libri, le strade e le piazze diverse dai palazzi e dagli uffici in cui sono soliti operare secondo un’agenda precisa, in gran parte rimossi e lontani dalla vera umanità.

La reazione delle regioni

«Per l’economia delle Regioni è una mazzata all’ultimo secondo, perché dopo due rinvii arriva un altro stop. Le Regioni in zona gialla si erano organizzate per attuare un protocollo di sicurezza e ingaggiare personale adeguato, ma si rispegne una macchina che si era messa in moto nel rispetto delle regole», questo il commento di Daniele D’Amario, coordinatore della Commissione speciale Turismo ed Industria alberghiera della Conferenza delle Regioni.

«Una decisione dell’ultimo secondo che dà un ulteriore colpo gravissimo a un settore che stava faticosamente riavviando la propria macchina organizzativa. Ancora una volta si dimostra che il sistema delle decisioni di settimana in settimana è devastante sia per gli operatori, sia per i cittadini», attacca il presidente della Lombardia Attilio Fontana.

«Sono allibito da questa decisione. Soltanto dieci giorni fa il Comitato tecnico scientifico nazionale aveva stabilito che in zona gialla da lunedì 15 si sarebbe potuto sciare. Su queste direttive il Piemonte si è mosso, nel rigoroso rispetto delle regole. Regole che non possono cambiare tutte le settimane» dice il presidente del Piemonte, Alberto Cirio.

Zaia controcorrente

Con la nuova ordinanza Zaia in Veneto impianti sciistici riaprono da mercoledì 17 febbraio. L’ordinanza dà attuazione alle linee guida nazionali fissando nel 30% il numero massimo di posti disponibili sugli impianti, più altre norme comportamentali.

«Questo provvedimento arriva mentre il virus è ancora tra noi e l’emergenza richiede di tenere alta la guardia. Richiamo tutti al rigoroso rispetto delle linee guida e alla sobrietà e correttezza dei comportamenti» ha dichiarato il presidente della regione Veneto.

La “variante” inglese

“Il provvedimento – avverte il ministero, spiegando la misura varata – tiene conto dei più recenti dati epidemiologici comunicati venerdì 12 febbraio dall’Istituto Superiore di Sanità, attestanti che la variante inglese, caratterizzata da maggiore trasmissibilità, rappresenta una percentuale media del 17,8% sul numero totale dei contagi”.

La chiusura è stata consigliata dal Comitato Tecnico Scientifico (Cts), secondo cui alla luce delle “mutate condizioni epidemiologiche” dovute “alla diffusa circolazione delle varianti virali” del virus, “allo stato attuale non appaiono sussistenti le condizioni per ulteriori rilasci delle misure contenitive attuali, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale”. Il parere del Comitato tecnico scientifico ovviamente rispondeva alle esigenze politiche di Speranza

Nel frattempo, dietro le quinte

Mentre siamo tutti impegnati a sopravvivere a questo carrozzone di dpcm, misure anti-pandemia, ordinanze e strane “varianti” ovviamente iper-contagiose… il vaccino anti-Covid della Johnson & Johnson è quasi pronto e verrà sperimentato sui bambini dai 2 mesi ai 18 anni in vari centri internazionali.

L’ospedale Buzzi di Milano si è detto disponibile a testare il vaccino sui bambini dall’anno di vita in su, «anche perché è importante salvaguardare il primo anno, dove i bambini già ricevono parecchi vaccini. Se ci sarà una buona campagna vaccinale in generale, credo che sarà sufficiente iniziare a vaccinare i bambini da 1 anno di vita» così si è espresso il primario Zuccotti. Il protocollo di sperimentazione prevede l’impiego di due dosi di vaccino.

Spero solo che queste persone sappiano cosa stiano facendo, ma ho dei grandissimi dubbi a riguardo, viste le pressioni estenuanti di un’industria farmaceutica che ha raggiunto ormai le dimensioni di un impero e verso la quale è più facile piegarsi che resistere.

Fonti: HuffPost, Repubblica, CorrieredellaSera, TrevisoToday

Veneto. Ex curatore di magazine e libri, approfondisce ora il mondo dell’editoria digitale e del web marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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