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Ricciardi “l’inglese”: Lockdown totale e vaccinazione di massa

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Di Nicola Venturini –

Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Speranza, sprona alla chiusura totale dell’Italia. Contro di lui Salvini, Meloni e Toti. Favorevole Crisanti, ovviamente.

Repetita iuvant

Nino Cartabellotta, della Fondazione Gimbe: “Un lockdown totale per 2 settimane farebbe abbassare la curva, altrimenti bisognerà continuare con stop&go per tutto il 2021”. Il professor Giorgio Palù: “Se terremo a bada il virus nei prossimi due-tre mesi, forse usciremo dal raggio della sua minaccia”. Le solite parole trite e ritrite, ripetute ad libitum ad un’Italia addormentata che si beve tutto il calice, fino all’ultimo goccio.

Secondo Ricciardi, oltre a queste manovre, “va potenziato il tracciamento e rafforzata la campagna vaccinale”. È “evidente – avverte – che la strategia di convivenza col virus, adottata finora, è inefficace e ci condanna alla instabilità, con un numero pesante di morti ogni giorno. Ne parlerò col ministro Speranza questa settimana”.

Draghi e Ricciardi

“Chiederò a Draghi lockdown totale“, queste le parole del consigliere, che sicuramente troverà il gesuita a braccia aperte nell’accogliere la sua proposta.

Per mettere in atto pesanti manovre di public sector avere lo stato a regime minimo, con le attività iper-controllate e la popolazione impaurita ed esasperata, a livello teorico è quanto di meglio si possa opinare. Aggiungiamoci le privatizzazioni degli anni ’90 e i giochini fatti con l’indebitamento verso l’UE e il quadro, almeno quello italiano, è completo. Manca solo la manovra finale per portare la nave Italia in acque “sicure”, sicure per chi poi… solo loro lo sanno.

Intervistato da Radio Capital, Walter Ricciardi, non ha dubbi: “Soltanto l’Italia in Europa rifiuta il lockdown e non capisco perché. Dobbiamo chiudere subito le attività non essenziali. Cosa questa che ricorda molto da vicino le dichiarazioni di Monti e la tattica europeista di Draghi, sempre più chiara dopo i divieti di riapertura anche degli impianti sciistici. E infatti, prova del nove, anche secondo Ricciardi, è sbagliato far partire la stagione sciistica.

A seguire riporto integralmente la breve intervista, che non commenterò personalmente, ma lascerò commentare ad un azzeccatissimo post di Vittorio Sgarbi. Per chi riesce un po’ a leggere tra le righe, ancora meglio se ascoltandola qui, le frasi già sgrammaticate del consigliere risulteranno in più confuse e agitate, bisognerebbe chiedersi il perché. Ma no, figuriamoci…

L’intervista

«Gli impianti di risalita in Svizzera sono stati il veicolo, uno dei veicoli principali, attraverso cui la variante inglese è entrata in Europa. diciamo che gli sciatori inglesi che sono andati a sciare in Svizzera l’hanno trasmessa “durante gli impianti di risalita”(??, ndr). Eclatante il caso della maestra, della professoressa che poi tornando a scuola “ha fatto un cluster epidemiologico” e “ha introdotto la variante inglese nelle scuole”. Con questa circolazione, con queste varianti parlare di impianti di risalita cioè di ambienti stretti, soprattutto in alcune regioni in cui ormai la variante sta al 20-30% per cento, mi pare fuori luogo».

Quello che mi ha colpito è la stata la sua dichiarazione sul cambio di strategia necessario, cioè lei chiede un lockdown totale?

«La strategia deve essere polarizzata su tre pilastri: un lockdown per riportare la circolazione del virus sotto i 50 casi per 100.000 perché quella è la soglia attraverso cui possiamo testare e tracciare. Testare e tracciare in maniera implacabile quindi rafforzare i sistemi, i dipartimenti di prevenzione delle ASL di medicina generale, e fare una vaccinazione veramente di massa, ovviamente non in questo momento che non abbiamo i vaccini ma a partire da aprile però prepararci a vaccinare almeno 250-300 mila persone al giorno tutti i giorni 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana per tutti i mesi di quest’anno. Questi sono i tre perni, se noi non facciamo così ci condanniamo a un lungo e doloroso processo in cui avremo migliaia di casi al giorno centinaia di morti al giorno e poi a un certo punto dovremo fare un lockdown come hanno fatto tutti gli altri paesi sull’orlo dell’emergenza e non preparati».

Uno dei passaggi però è proprio arrivare cioè passare per un lookdown da un certo punto no?

«E d’altra parte siamo solo noi che non siamo in lockdown in questo momento, ci sono alcuni paesi che ne hanno fatti tre. In questo momento della Germania è al terzo lockdown la Gran Bretagna è al terzo lockdown, faccio fatica a capire perché noi riusciamo a, riusciremo diciamo, a sottrarci a questa logica in un contesto in cui appunto abbiamo questo tipo di circolazione di casi. Chiudete tutto quello che è possibile che non è essenziale per un periodo limitato prepariamoci ovviamente a vaccinare a tutto spiano centinaia di migliaia di persone al giorno. È la strategia no covid che in altre parti del mondo ha pagato e che adesso anche i paesi europei stanno cominciando ad approcciare, credo e spero che lo “facciamo anche noi”».

Il parere di Sgarbi

L’agenda è una, ed è già decisa.

Fonti: Corriere, La Repubblica, RadioCapital, SkyTg24

Veneto. Ex curatore di magazine e libri, approfondisce ora il mondo dell’editoria digitale e del web marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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