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Il primo DL di Mario Draghi sul COVID: cosa ci aspetta a marzo?

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Di Nicola Venturini –

L’ordine del giorno della convocazione del consiglio dei ministri a Palazzo Chigi recita:

DECRETO-LEGGE: Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 (PRESIDENZA -SALUTE);
LEGGI REGIONALI
Esame, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione, di leggi regionali;
VARIE ED EVENTUALI.

La delibera?
Proroga dello stop ai movimenti tra territorio almeno fino al 30 marzo. Allo studio il nuovo Decreto Ministeriale con nuove regole per la zona arancione e rossa.

Draghi e le politiche regionali

La nuova strategia del governo Draghi prevede che ogni nuovo decreto e nuovo Dpcm sia approvato almeno una settimana prima dell’entrata in vigore, per permettere ai cittadini e alle attività economiche di organizzarsi, e alle misure di tipo sanitario verranno affiancati i ristori per gli esercizi penalizzati.

Per Andrea Crisanti: «Non dobbiamo aspettare di arrivare a 50mila casi al giorno per capire che abbiamo un problema e bisogna intervenire», quindi in poche parole serve un lockdown immediato.

Bocciata l’ipotesi di far scattare un’unica zona arancione nazionale (la cosiddetta zona arancione scuro) si chiede di semplificare e correggere il modello della divisione dell’Italia in tre colori, rivedendo i criteri e i 21 parametri di classificazione.

I dettagli del DPCM


Il nuovo decreto di Draghi conserverà la possibilità di fare visita ad amici e parenti, ossia la regola, per ora valida fino al 5 marzo, che consente di spostarsi verso un’altra abitazione privata massimo in due persone, più i figli minori di 14 anni. Il tutto in un’Italia che oggi ha visto entrare in vigore la zona arancione in Campania, Emilia Romagna e Molise, con una voglia di uscire dei cittadini che con il bel tempo sembra quasi irrefrenabile.

Dopo la conference call del premier con i ministri i governatori vengono informati e consultati, alla vigilia della riunione a Palazzo Chigi, nella videoconferenza con Gelmini e con il ministro della Salute Roberto Speranza. Nel documento approvato all’unanimità dai governatori e inviato al governo si chiede «una revisione dei parametri e del sistema delle zone», ma anche nuovi protocolli che possano individuare i settori da far ripartire e quelli che devono invece seguire «un regime più stringente per specifici contesti territoriali”.

Proroga delle riaperture

Il desiderata dei presidenti delle Regioni dovrebbe servire «in modo da arrivare a riaperture a ridosso delle vacanze pasquali che potrebbero rappresentare una boccata d’ossigeno per gli operatori turistici».

«È stata una riunione preparatoria a quello che dovrà essere il nuovo Dpcm che dovrà essere fatto entro il 5 marzo. Personalmente, ho chiesto che ci siano linee chiare, parametri chiari, e che soprattutto ci sia un riferimento scientifico unico a livello nazionale», dice Luca Zaia, presidente del Veneto, facendo anche sapere di aver esplicitamente chiesto al ministro della Salute Roberto Speranza di far parlare il Comitato Tecnico scientifico «con una voce sola» e «preferibilmente con il governo». La composizione del Comitato tecnico-scientifico cambierà e appare ormai scontato che il numero dei componenti sarà ridotto.

Le Regioni chiedono poi di accelerare decisamente nella campagna vaccinale collegando il problema ai criteri che hanno regolato finora i colori, in primis l’inesorabile Rt, l’indice di trasmissibilità. «Si ritiene indispensabile procedere ad una revisione dei parametri e alla contestuale revisione del sistema delle zone – affermano -, nel senso della semplificazione, che passi funzionalmente anche da una revisione dei protocolli per la regolazione delle riaperture, in senso anche più stringente laddove necessario». E ancora «È evidente che se la campagna vaccinale accelera, l’Rt perde progressivamente di rilevanza».

La principale decisione riguarda il divieto di spostamento tra le Regioni, anche in zona gialla: la norma sarà prorogata per altri 30 giorni. Si va verso la conferma anche del limite di due persone — senza contare i minorenni — per le visite ai parenti: perché «purtroppo» — spiega Speranza — «con le varianti in circolazione continuare con le restrizioni è indispensabile».

Le Regioni hanno anche chiesto che «in via strutturale, lo stesso provvedimento che introduce restrizioni per il Paese e poi restrizioni particolari per singoli territori attivi gli indennizzi».

Il taglio di Astra Zeneca

Per quanto riguarda i vaccini, AstraZeneca ha imposto un ulteriore taglio delle sue forniture all’Italia: in una settimana vengono consegnate dosi con una decurtazione tra il 10 e il 15%.

Il piano di somministrazione accumula così nuovi ritardi, Stefano Bonaccini rivolge un appello al governo: «Serve un deciso cambio di passo nella campagna vaccinale, che è la priorità e sta andando a rilento non per disguidi organizzativi. Il problema è l’approvvigionamento». Insomma, per Bonaccini l’esecutivo Draghi deve reperire più dosi e personale per vaccinare tramite un accordo quadro con i medici di base. Quanto ad AstraZeneca, «si tratta di una riduzione di 9 mila dosi per le prossime consegne e questa è una brutta notizia», dice l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato.

«Gravissima la riduzione improvvisa. Noi ce la stiamo mettendo tutta ma con questa incertezza è tutto più difficile» dice Zingaretti. Situazione “insostenibile” per il presidente della Lombardia Attilio Fontana che ha intima a Mario Draghi di far sentire la sua voce “autorevole” in Europa.

Italia Virtuosa in Europa

A questo proposito cito le parole del commissario europeo agli Affari economici Gentiloni che, intervistato da La Stampa, si è espresso in questo senso verso il governo Draghi «l’Italia può diventare protagonista della rinascita europea», giocando «un ruolo decisivo nell’Unione». Dopo le «sbandate» degli ultimi tre anni, soprattutto quelle di Conte, Gentiloni vede «un’Italia più virtuosa», più attenta agli investimenti per la crescita, alla stabilità finanziaria, alla gestione del debito, al controllo degli sprechi.

Fonti: Today, Corriere, LaNuovaFerrara, Linkiesta

Veneto. Ex curatore di magazine e libri, approfondisce ora il mondo dell’editoria digitale e del web marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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