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Wahu, la scarpa intelligente è un’invenzione di Patrizia Casali

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È italiana la mente dietro la prima suola adattiva al mondo, premiata come una delle migliori innovazioni tra le tecnologie indossabili al mondo. Una mente che appartiene a Patrizia Casali, straordinario talento classe 1993.

Dopo la laurea in ingegneria biomedica e bioingegneria al Politecnico, Patrizia ha trovato lavoro in e-Novia, la “fabbrica di imprese” di Milano. Qui si occupa dello sviluppo di progetti innovativi per altre società.

Proprio lavorando con alcune imprese della moda e delle calzature, si è resa conto di quanto sia ancora inesplorato il settore delle scarpe “attive”. Scarpe in grado di offrire qualcosa in più a livello tecnologico.

Realizza, così, Wahu, la scarpa con la prima suola “adattiva” al mondo.

Patrizia Casali con Wahu, la scarpa “smart”

Qual’è la sua particolarità? Grazie all’intelligenza artificiale, Wahu è in grado di riconoscere il terreno circostante e di adattarsi alle condizioni dinamiche dell’utente.

L’idea è stata quella di creare innovazione in un contesto molto tradizionale, come quello delle calzature mirando a lanciare Wahu sul mercato in collaborazione con un brand del lusso italiano. Il progetto prevede il lancio di una prima collezione di test composta da 150 diverse calzature.

“Il primo prodotto che lanceremo sarà legato all’ambito urbano”, spiega Patrizia Casali, che ci tiene a specificare come si tratterà di una calzatura pensata per essere indossata tutti i giorni e in tutte le occasioni, in grado di adattarsi anche alla neve e al ghiaccio.

Per questa sua invenzione, Patrizia si è distinta a livello internazionale, venendo premiata tra le migliori innovazioni nella categoria “tecnologie indossabili” al CES di Las Vegas, la più grande fiera dell’elettronica al mondo.

Parla Patrizia Casali

Patrizia Casali si racconta a InsideMagazine: “L’idea è nata considerando la scarpa come un veicolo (il più tradizionale dei veicoli) anziché come un semplice accessorio moda. Applicando gli algoritmi di controllo e l’elettronica che si applicano nel controllo della dinamica veicolare, abbiamo ideato la soluzione tecnologica.

Da lì, ci siamo mossi per integrarla nel “Made in Italy” calzaturiero. Ad oggi stiamo proprio affrontando la sfida dell’industrializzazione, con la volontà di creare un prodotto totalmente Made in Italy, sia dal punto di vista tech che manifatturiero.

L’impresa non è semplicissima, ma faremo di tutto per raggiungere l’obiettivo :)”

Al CES c’è molta innovazione made in Italy, e in giro per gli stand ci si imbatte in piccole grandi idee. Ed ecco Patrizia Casali, di fronte a una teca che incuriosisce subito con la sua scarpa avveniristica che sembra uscita da uno di quei film di fantascienza ambientato in un futuro prossimo. Quel futuro è adesso. In quell’occasione le parole entusiaste di Patrizia:

“Lavoravo all’interno di e-Novia, la fabbrica di imprese di Milano, e mi occupavo dello sviluppo di progetti innovativi per altre società. Ho sempre avuto la propensione a creare qualcosa di mio. L’ispirazione è arrivata lavorando con imprese della moda e delle calzature. Mi sono resa conto di quanto fosse ancora inesplorato il settore delle scarpe “attive”. Lo scorso gennaio Nike ha lanciato la prima scarpa che si allaccia da sola. Mancava una suola che riuscisse a gestire differenti terreni. L’idea è nata 11 mesi fa, la società a fine luglio. Insieme a me, ci sono un designer, un ingegnere meccanico e uno elettronico. Siamo stati finanziati e supportati da e-Novia”, dice Patrizia. E a proposito di come funziona Wahu:

“La suola è in grado di adattarsi ai cambiamenti delle condizioni dinamiche dell’utente, del terreno e dell’ambiente. Funziona con una scheda elettronica dotata di sensori. Un algoritmo riconosce i micro-scivolamenti del piede e comprende quando attivare la suola. A quel punto, i micro-compressori gonfiano le cavità interconnesse facendo aumentare lo spessore della suola (fino a 8 mm) e cambiandone quindi l’aderenza al terreno e l’ammortizzazione. Abbiamo sviluppato anche un’app che permette di raccogliere dati (sull’andatura o la pressione plantare) che possono essere utili sia per il brand che produce la scarpa sia per l’utente. Per esempio, la suola potrebbe rilevare o prevenire la caduta di un operaio al lavoro oppure identificare una persona dal suo modo di camminare”.

E’ importante sapere anche a chi è destinata Wahu.

«Oltre ai lavoratori industriali, agli sportivi. E non solo. Il nostro primo market test, nel 2020, sarà in un ambito di “urban frost”. Un esempio? Nell’estremo sud e nell’estremo nord del mondo, a causa di variazioni climatiche molto forti, le persone sono costrette a cambiare scarpe anche quattro volte al giorno. Risolverebbero il problema con una suola che si adatta alle diverse condizioni esterne. Nei prossimi mesi creeremo una capsule collection di circa 150 pezzi insieme a un brand italiano. Così lanceremo e testeremo il prodotto».

Patrizia lascia anche un suggerimento per i giovani inventori.

«Non perdete mai la speranza. Sono convinta che un atteggiamento calmo e positivo possa davvero fare la differenza in tutto, anche nel confronto con le altre persone, collaboratori, investitori o partner. E poi pianificate. Serve organizzazione. Forse i vostri piani saranno distrutti, quindi preparatevi a ripianificare. Gestite l’imprevisto con calma. E non perdetevi d’animo».

Sul mercato la nuova Wahu

E’ arrivata sul mercato quest’anno l’innovativa sneaker dotata della suola “hi tech” in grado di cambiare forma. L’obiettivo della giovane startup e-Novia è di “creare innovazione” con un prodotto che inizialmente “sarà legato all’ambito urbano”, ovvero, una scarpa adatta alla vita di tutti i giorni, che però può essere utilizzata in contesti diversi. Tra gli ambiti di applicazione allo studio c’è quello sportivo, in particolare per il running, ma anche l’healthcare e la sicurezza sul lavoro, come ha precisato Patrizia. Tecnicamente, la suola è dotata di una scheda elettronica e di sensori ed è in grado di modificare autonomamente la propria forma, per adattarsi al cambiamento delle condizioni circostanti, come terreno e temperatura, o della persona che la sta indossando. “Lo fa attraverso un algoritmo che analizza il micro-slittamento tra la suola e il terreno. Quando lo slittamento supera un certo limite la suola si attiva per modificare le proprie caratteristiche tecniche, in particolare aderenza e ammortizzazione”. Con l’introduzione dell’elettronica nella scarpe, Wahu consente anche di creare servizi innovativi per l’utente, come l’identificazione basata sull’analisi dell’andatura, l’analisi della pressione del piede o la prevenzione delle cadute.

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Wahu, la scarpa intelligente

Oltre ai riconoscimenti ottenuti al Ces di Las Vegas 2020, Wahu ha ottenuto l’iF Design Award 2020, prestigioso premio internazionale attribuito per il design di eccellenza. Ad oggi fanno parte di e-Novia di 130 talenti, che diventano 250 considerando le imprese controllate e partecipate, e comprende più di 30 progetti imprenditoriali basati su oltre 40 brevetti.

In Italia si può inventare, si può innovare e si può essere all’avanguardia. e-Novia e Patrizia Casali ne sono un esempio.

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