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L'”ultimo miglio” di Speranza: tutto chiuso fino a Pasqua

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Di Nicola Venturini –

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, lo ripete durante la comunicazione al Senato, e poi alla Camera, sulle nuove misure per il contrasto della pandemia da coronavirus precisando che il prossimo Dpcm “varrà dal 6 marzo al 6 aprile” e includerà, dunque, le festività di Pasqua (4 aprile) e Pasquetta (il 5). Impossibile prevedere ora se le prossime festività saranno “in rosso” come lo scorso Natale: “L’evoluzione del quadro epidemiologico merita di essere seguita con la massima attenzione”, dichiara Speranza.

Le forniture di vaccini

“I ritardi di alcune forniture dei vaccini, che pure ci sono, non cambieranno l’esito della partita: il Covid è destinato a essere arginato. Finalmente vediamo la luce in fondo al tunnel. Ma bisogna essere chiari: in questo ultimo miglio non possiamo assolutamente abbassare la guardia: non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per allentare le misure di contrasto alla pandemia”.

“La consegna puntuale delle dosi che abbiamo per tempo opzionato è cruciale per una buona riuscita della campagna vaccinale. L’Italia non si rassegna alla riduzione rispetto ai contratti siglati in ambito europeo che le assegnano una quota del 13,46% per ogni accordo sottoscritto. Con i vertici Ue stiamo esercitando il massimo di pressione verso le aziende affinché si trovino le soluzioni necessarie ad aumentare la produzione”.

E per raggiungere questo obiettivo “vanno perseguite tutte le opzioni possibili, nessuna esclusa e come hanno sostenute numerose personalità davanti a un’emergenza di queste proporzioni non regge l’idea di una proprietà esclusiva dei brevetti. Il vaccino deve essere un bene comune accessibile a tutti e non un privilegio di pochi. Inoltre dobbiamo continuare a investire per sostenere e sviluppare il sistema italiano della farmaceutica, non per coltivare un’illusoria autosufficienza nazionale, ma per essere un partner sempre più autorevole a livello mondiale”.

Le nuove varianti

“Si fanno strada con un tasso di contagiosità elevato. Dire la verità al Paese è un obbligo che dobbiamo avvertire forte, anche quando queste verità sono scomode. I dati, come sempre, sono più chiari delle parole: siamo a un contagiato su 10 abitanti in Europa. Nel mondo 112 milioni di casi confermati e 2,5 milioni di morti”, continua il ministro della Salute. Che, parlando poi delle varianti, è entrato nel dettaglio: “La loro presenza condizionerà l’epidemia: la variante inglese è presente nel 17,8% dei casi e sarà presto prevalente e la sua maggiore diffusione rende indispensabile alzare il livello di guardia, ma fortunatamente non compromette efficacia dei vaccini. Le altre due varianti sono più insidiose per la ridotta efficacia dei vaccini. La loro diffusione è minore ma è necessario isolare i focolai”.

Il parere del CTS

“L’idea di una comunicazione più univoca e l’ipotesi di un portavoce è una proposta che può essere considerata positivamente”, osserva Speranza che ringrazia il Comitato tecnico scientifico sottolineando che “tutto ciò che può essere fatto per renderlo più agile e tempestivo è sicuramente utile al nostro lavoro”.

Le regole del DPCM

In famiglia
Non è ancora certo ma con ogni probabilità anche a Pasqua la parola d’ordine sarà parenti strettissimi e sobrietà. Dovrebbe essere consentito, come nelle vacanze di Natale, massimo uno spostamento al giorno verso un’altra abitazione, a non più di due adulti dello stesso nucleo familiare (esclusi nel conteggio figli minori conviventi e disabili). Vietati i pranzi numerosi in famiglia.

Al ristorante
I locali dovrebbero essere aperti solo a pranzo e prevedere l’obbligo di coperti limitati e solo tra componenti dello stesso nucleo familiare.

Gite fuori porta
Giro di vite prevedibile anche sulla classica gita di Pasquetta, con il consueto limite di spostamento una volta al giorno per due persone conviventi (escusi figli minori di 14 anni e disabili) ed entro il coprifuoco. Limitazioni che si aggiungono a quelle ulteriori sulle fasce di rischio: consentiti gli spostamenti interprovinciali e intercomunali tra zone gialle e arancioni, ma non tra zone arancione rafforzato e rosso. Quindi attenzione alla destinazione scelta.

Seconde case
E’ possibile raggiungere le seconde case solo se si trovano in fascia gialla o arancione, mentre non è possibile raggiungere la seconda casa qualora si trovi in una provincia in “arancione rafforzato”.

Fonti: Repubblica, IlGiorno

Veneto. Ex curatore di magazine e libri, approfondisce ora il mondo dell’editoria digitale e del web marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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