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Nuovo Dpcm: le regole dal 6 marzo al 6 aprile

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Di Nicola Venturini –

Due settimane fa l’ordine del giorno della convocazione del consiglio dei ministri a Palazzo Chigi recitava:

DECRETO-LEGGE: disposizioni urgenti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 (PRESIDENZA -SALUTE);
LEGGI REGIONALI: esame, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione, di leggi regionali;
VARIE ED EVENTUALI.

La delibera?
Proroga dello stop ai movimenti tra territorio almeno fino al 30 marzo e studio del nuovo Dpcm con nuove regole per la zona arancione e rossa.

L’antefatto

Dopo la conference call del premier con i ministri i governatori venivano informati e consultati, alla vigilia della riunione a Palazzo Chigi, nella videoconferenza con Gelmini e con il ministro della Salute Roberto Speranza. Nel documento approvato all’unanimità dai governatori e inviato al governo si chiedeva «una revisione dei parametri e del sistema delle zone», ma anche nuovi protocolli che potessero individuare i settori da far ripartire e quelli che dovessero invece seguire «un regime più stringente per specifici contesti territoriali”.

Oggi il primo decreto ministeriale di Mario Draghi è arrivato. Firmato dal presidente del Consiglio e pubblicato sul sito del governo il nuovo Dpcm cambia le regole per la zona rossa, arancione e gialla mentre molte regioni rischiano di cambiare colore con l’ordinanza di venerdì.

I punti salienti del DPCM

Il Dpcm, sul quale le Regioni sono state consultate in anticipo, in discussione fino a tre giorni dalla scadenza del precedente il 5 marzo, sarà in vigore dal 6 marzo, sabato prossimo, fino al 6 aprile, il martedì dopo Pasqua. Il governo ha pensato ai congedi parentali per chi non può mandare i figli a scuola in zona rossa e nelle altre aree: nel Decreto sostegno ci saranno risorse retroattive per i congedi parentali (200 milioni di euro), da gennaio in avanti, e anche risorse per la didattica a distanza. Tra le novità anche la cancellazione del divieto di asporto delle bevande dagli esercizi commerciali dopo le ore 18, ma resta quello di consumarle sul posto e, come anticipato nei giorni scorsi alle Regioni, le ordinanze di Speranza del venerdì sulle fasce colorate entreranno in vigore dal lunedì successivo e non più dalla domenica.

Inoltre sarà prorogato fino al 6 aprile il divieto di spostamento tra territori, anche gialli (o bianchi, nel caso della Sardegna). Si potrà uscire solo per lavoro, salute e urgenza, con autocertificazione. Si potrà andare nelle seconde case, ma solo se sono in fascia gialla o arancione. Nelle zone gialle si conferma la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, è prevista l’apertura anche il sabato e nei giorni festivi. Sempre dal 27 marzo, nelle zone gialle si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. Il nuovo Dpcm 2 marzo 2021 cambia soltanto in parte le regole già in vigore.

La novità

Bar e ristoranti: la novità è l’asporto fino alle 22 dalle enoteche o esercizi di commercio al dettaglio di bevande. Rimane vietato il consumo sul posto. Le attività sono consentite dalle 5 alle 18 in zona gialla ma al tavolino si può stare al massimo in 4 salvo che siano tutti conviventi; dopo le 18 è consentito l’asporto e la consegna a domicilio fino alle 22 per i ristoranti e fino alle 18 per i bar; in zona arancione e rossa i bar e i ristoranti sono chiusi.

Altre novità riguardano cinema, teatri, mostre e musei: a partire dal 27 marzo gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, liveclub e in altri locali o spazi anche all’aperto “sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi”. “La capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 400 per spettacoli all’aperto e a 200 per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala”.

Per chi ritorna dall’estero

La quarantena per chi torna da Stati Uniti, Austria, Brasile, Regno Unito e Irlanda è obbligatoria. A chi è stato in Brasile nei 14 giorni precedenti è consentito l’ingresso in Italia anche per raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli minori.

Potete trovare il testo integrale del Dpcm qui.

Fonti: Today, Repubblica

Veneto. Ex curatore di magazine e libri, approfondisce ora il mondo dell’editoria digitale e del web marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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