lockdown

Lockdown: Il CTS dà il placet, il governo conferma

5 mins read

Di Nicola Venturini –

“Con l’accelerazione dei vaccini la via d’uscita non è lontana”

Queste le parole del capo del governo tecnico italiano, Mario Draghi.

Il CTS (Comitato tecnico scientifico) chiede anche l’inasprimento delle misure in zona rossa. Ora la palla passa al governo

L’istanza di palazzo Chigi agli scienziati sottolinea «il progressivo mutamento del quadro epidemiologico» e sollecita un’indicazione «sulla necessità di implementare le misure di mitigazione e contenimento del virus». Venerdì scorso, dopo aver analizzato il monitoraggio settimanale, era stato l’Istituto superiore di sanità a ritenere «indispensabili» regole più strette per contrastare «l’aumento sostenuto della circolazione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità». Ecco perché adesso si chiede di valutare se sia opportuno stabilire ulteriori divieti in quelle zone — anche in fascia gialla e arancione — dove i presidenti di Regione hanno deciso di chiudere tutte le scuole.

CTS e misure per il lockdown

Il Comitato tecnico scientifico (CTS) chiede la stretta. Nella distopia sanitaria odierna. Questo fantomatico CTS, che non si capisce bene a chi faccia capo, ma ha molta più forza di quello che pensiamo oppure… Draghi, da bravo politico, è bravo a fingere di accondiscendere alle sue decisioni di buon grado.

In occasione della riunione odierna, volta a discutere un rafforzamento delle misure anti-Covid per far fronte all’aumento dei contagi, gli esperti hanno stilato una serie di indicazioni, trasmettendole al governo, che ora dovrà decidere se e come recepirle. Tra queste, spiccano l’inasprimento delle misure nelle zone in fascia gialla e l’imposizione di chiusure nel fine settimana sul modello di quanto avvenuto durante le vacanze di Natale.

Intervistato da Radio CapitalWalter Ricciardi, già qualche settimana fa non aveva dubbi: «Soltanto l’Italia in Europa rifiuta il lockdown e non capisco perché. Dobbiamo chiudere subito le attività non essenziali». Cosa questa che ricorda molto da vicino le dichiarazioni di Monti e la tattica europeista di Draghi, sempre più chiara dopo i divieti di riapertura anche degli impianti sciistici. E infatti, prova del nove, anche secondo Ricciardi, è sbagliato far partire la stagione sciistica.

Inoltre, il Cts chiede che nelle zone rosse venga previsto il massimo delle restrizioni per limitare gli spostamenti delle persone nelle aree di maggiore contagio.

Modifica al Dpcm

La decisione è presa, il Dpcm sarà modificato. Nuovi divieti entreranno in vigore, forse già il prossimo fine settimana. Dopo aver ricevuto le indicazioni degli esperti saranno stabilite le nuove regole. Tra le possibili misure c’è il lockdown nei fine settimana e in tutte le aree dove i contagi settimanali sono superiori ai 250 per 100mila abitanti che diventano zona rossa. Ma anche la serrata dei negozi nei Comuni dove si decide la chiusura delle scuole. Il bollettino quotidiano con 13.902 nuovi casi e 318 vittime conferma la salita della curva…

Zone rosse

In tutti i Comuni in cui viene decretata la zona rossa bisognerà adottare il «modello Codogno» con la facoltà di uscire di casa soltanto per «comprovate esigenze», motivi di lavoro, salute e urgenza. Misure strettissime che prevedono la chiusura di tutte le attività «non essenziali».

Il fine settimana

Un vero e proprio lockdown che — questa è la valutazione degli esperti — dovrà scattare in tutta Italia nel fine settimana, dove inevitabilmente aumenta la circolazione dei cittadini. Se il governo varerà questa modifica, il sabato e la domenica saranno consentiti soltanto l’asporto e la consegna a domicilio di cibi e bevande. E sarà confermato il divieto di consumarli all’aperto e nelle adiacenze dei locali.

Negozi, cinema e teatri

La chiusura dei grandi magazzini e dei centri commerciali, ma anche di alcuni negozi, potrebbe scattare in tutte quelle regioni — anche in fascia gialla e arancione — dove si prevede la chiusura delle scuole.
In questa situazione di alto rischio torna in discussione anche la scadenza — già fissata per il 27 marzo — per la riapertura di cinema e teatri. Di fronte a un tasso di positività che aumenta non appare più scontata la possibilità di far ripartire l’attività dello spettacolo. La decisione sarà presa dopo il 20 marzo, quando si valuterà se le altre misure hanno funzionato.

Fonte: RaiNews, Corriere, Open

Veneto. Ex curatore di magazine e libri, approfondisce ora il mondo dell’editoria digitale e del web marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

Serie A
Articolo Precedente

Serie A, l'Inter mantiene il distacco dal Milan

storytelling Instagram
Articolo Successivo

Instagram e i suoi segreti (rivelati da advmedialab)

Ultime News

7 giorni con Virginia Raggi

di Virginia Rifilato e Gabriel Rifilato – Un’intervista esclusiva di Roman Walks in collaborazione con InsideMagazine. La versione integrale

“La Vignetta”