Il potere di una bugia

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di Follotitta – from USA

Chi vuol dare di sé un’ immagine di  estrema superiorità, quando è sconfitto e naturalmente non vuole assumere la responsabilità legata all’ammissione di scelte perdenti o della propria mediocrità, si inventa un conveniente racconto alternativo senza alcun aggancio reale. Una menzogna bella e buona. Questo insegna la storia e, senza andare molto lontano, basta tornare agli avvenimenti che, attraverso una menzogna fondante, animarono la rivolta di un partito nazionalista fino all’evoluzione nazista, nella Germania dopo la Grande Guerra.

Nell’estate del 1918, mentre l’armata tedesca era decimata ed in ritirata, centinaia di migliaia di truppe fresche arrivavano ogni mese dall’America e se la guerra fosse andata avanti sino al 1919, la Germania sarebbe stata occupata dalle truppe alleate. Inoltre la popolazione, a causa del blocco navale inglese, stava morendo di fame e di stenti, ed il paese era maturo per essere sconquassato da una rivoluzione. Ai generali in capo di quello che rimaneva dell’armata tedesca e al governo, non rimase altro da fare che firmare un armistizio molto duro.

Ma non potendo accettare di assumere la responsabilità della sconfitta, fu inventata la conveniente bugia che ne fece ricadere la responsabilità su socialdemocratici, ebrei e sindacati, adducendo che erano stati loro a boicottare lo sforzo bellico. E intorno a questa comoda falsificazione di quanto realmente accaduto, la destra si radicalizzò su posizioni antidemocratiche fasciste. Questa bugia fu martellata ripetute volte da figure autorevoli dell’esercito e del governo, perfettamente consapevoli di stare avallando una menzogna. Infatti era stato il militarismo e l’autoritarismo tedesco che aveva iniziato una guerra giustificata solo dalla glorificazione del proprio potere, con la prevedibile conseguenza di vedersi coalizzato contro mezzo mondo. Invece i democratici avevano sempre portato avanti il valore della pace ed avevano spinto per un armistizio non alla fine, per evitare l’invasione delle truppe alleate, ma quando le sorti di una guerra sciagurata apparivano già segnate e si sarebbero potute evitare ulteriori, inutili carneficine.

Bugie deleterie

Il guaio è che quella bugia fu deleteria non solo per le sorti della democrazia nella Germania post-Weimar, ma destabilizzò ancora una volta mezzo mondo con una seconda guerra mondiale peggiore della prima.

Ed il guaio ancora maggiore è che nessun insegnamento, morale o materiale, è scaturito dall’esempio di quelle o simili catastrofi. Coinvolgere nei vaneggiamenti di una classe politica perdente milioni di persone, degrada la vita di una nazione non solo al suo interno, ma anche all’esterno, in modo imprevedibile e mai di buon auspicio. 

Il rifiuto di accettare la sconfitta ed il trucco di indicare un capro espiatorio per sfuggire alle proprie responsabilità, nello stesso spirito antidemocratico di quello che è successo in Germania dopo la Grande Guerra, ha avuto sempre degli adepti. In particolare il rifiuto di Trump di accettare il risultato elettorale del novembre 2020, avallato da ogni possibile corte e certificato da tutti i Grandi Elettori di ogni stato, è un esempio calzante di quanto quello spirito sia vivo e incombente nella vita democratica dell’America di oggi.

Il capro espiatorio

Il capro espiatorio di Trump sono stati gli immigrati, i lavoratori a salario minimo e la gente di colore; tutta marmaglia che ruba risorse e non ha alcun diritto di votare nell’America suprematista. E su questo paradigma sbagliato, ma ben accetto ad una base fascista, Trump ha battuto il chiodo della sua propaganda su elezioni vinte a valanga, inventando a contorno scuse ridicole come le macchine elettroniche elettorali di Dominion calibrate in modo da invertire i risultati (macchine perfette quando vinse lui nel 2016 -ed inoltre Dominion ha querelato Giuliani ed altri per miliardi di dollari-), brogli nel voto per posta, voti cambiati o buttati via, ecc. Tutte irregolarità proclamate a gran voce, ma senza un minimo straccio di prova a sostenerle, e tutte rigettate legalmente, per accettare le quali si deve essere o stupidi o complici o semplicemente pazzi.   

Le menzogne trumpiane

Nonostante questo, per mesi Trump ha arringato la sua folla affermando che solo la sua parola doveva essere creduta in contrasto con i risultati elettorali di 50 stati, regolarmente supervisionati da parte di ogni partito, incluso il suo. E su quella parola priva di ogni barlume di evidenza, ha chiesto ai propri seguaci di sospendere ogni giudizio critico, e di seguirlo sino alle estreme conseguenze del tentato colpo di stato del 6/1. La folla, si sa, è facilmente manipolabile, soprattutto quando si esaltano le sue paure e, malgrado i fantasmi della propria esclusione culturale, la si rende protagonista. Ma il 6/1, non è stata solo la folla ad avallare la delusione trumpiana, anche 147 rappresentanti e quasi tutti i senatori repubblicani, hanno votato nel Congresso la bugia delle elezioni rubate, cercando di sovvertire il risultato elettorale di una repubblica democratica. E questo dopo che loro stessi erano stati posti sotto assedio da una folla inferocita e costretti a barricarsi nei sotterranei del Capitol.

Evidentemente, malgrado aver sofferto in prima persona il degrado del sistema democratico, i legislatori repubblicani sono disposti ad essere complici sino in fondo di un tentato colpo di stato e di un falso ideologico, pur di riprendere il potere perso prima nella Casa dei Rappresentanti, poi nella Presidenza e quindi nel Senato. Senza mai riflettere sul fatto chiarissimo che tutte quelle sconfitte sono state conseguenza dalla mediocrità di Trump, del quale sono diventati complici non solo scagionandolo in due impeachments, ma consegnandogli le chiavi del partito senza alcuna remora morale e, solo a rifletterci un attimo in luogo di cantare una vittoria fasulla, senza alcuna convenienza politica.  

Opportunismo VS verità 

Essi sanno benissimo che Trump ha perso le elezioni ed il fatto che non abbiano altro ricorso che affidarsi ad un bugiardo ed alla sua base di suprematisti per tornare a vincere, la dice lunga su quanto il conservatorismo si sia radicalizzato su posizioni di mediocre opportunismo politico, a scapito di patriottismo e democrazia. 

Purtroppo, in diretta da Weimar, la lezione che il GOP non riesce a recepire è che ci si può illudere di controllare una bugia per pura sete di potere, ma alla fine è la bugia che prende il sopravvento, sfugge di mano e ti controlla. 

E’ successo con Hitler, può succedere ancora.

Con Biden la democrazia sembra essere tornata in buone mani, ma non è mai il momento di abbassare la guardia nella difesa della Verità. 

Follotitta vive tra New York e Miami, è architetto e appassionato di storia, architettura e politica. Una visione a 360° sul clima made in USA vista dagli occhi di un professionista "italiano in trasferta".

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