Una premessa retorica, Jen Psaki e considerazione finale

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di Follotitta – from USA

Facciamo un po’ di dietrologia sul Senatore Ted Cruz. Questi, nelle primarie del Partito Repubblicano del 2015 per la candidatura a Presidente della Repubblica, aveva fatto parte della emerita compagine di contendenti. Fra i quali vi era anche Donald Trump che sarebbe risultato vincitore, dopo aver superato una buona dose di insulti dai suoi compagni di partito. In particolare gli scambi fra Cruz e Trump erano stati fra i più accesi. Da una parte Trump sarebbe stato un imbroglione ed un affarista fallito; dall’altra Cruz avrebbe avuto una moglie impresentabile e sarebbe stato figlio dell’assassino del Presidente Kennedy.

Scontro incontro

Senza voler sindacare nel merito di asserzioni così pungenti, il fatto è che al sentirsi denigrata la famiglia non si può fare finta di niente; invece Cruz, quando Trump è stato eletto Presidente, ne è diventato il più fervente ed accanito sostenitore. Al punto da essere uno dei più infervorati divulgatori della delusione collettiva sulle elezioni rubate. 

A dimostrazione tangibile che fra convenienza politica ed onestà intellettuale, in certi ambienti, la scelta è obbligata.    

Adesso Cruz ce l’ha con Biden ed in un tweet, insieme con una foto in cui lo fa apparire accigliato e minaccioso, lo definisce noioso e radicale. Per certo Biden non è quello che blocca una legge di stimolo economico perché in essa non vi è la previsione di spesa per un suo busto a Mount Rushmore (monumento nazionale in cui, nel fianco di una montagna,  sono scolpiti i volti di Washington, Jefferson, Lincoln e Roosevelt), né è capace di scrivere 12 tweets zeppi di bugie per notte, né di protagonizzare un tal numero di scandali da averne perso conto e contenuto. D’altra parte se l’amministrazione Trump avesse nominato ministro un cavallo, nessuno si sarebbe meravigliato e certamente i senatori GOP ne avrebbero ratificato la nomina con grande entusiasmo.

Biden o mai più

La presidenza per Biden non è uno spettacolo in cui tirare fuori dal cappello a cilindro conigli e colombe. No, Biden non è capace di infervorare tanto l’attenzione del pubblico. Ha ragione Cruz, governare è noioso. Se poi lo si cerca di fare col solo intento di migliorare le condizioni del Paese e non quelle proprie, è peggiorativo per Repubblicani senza idee, capaci solo di opporsi. 

Ma vi chiedo, e qui viene la retorica:

  • Vaccinare piu’ di un milione di persone al giorno, è noioso?
  • Elargire un credito per ogni figlio a famiglie disperate, è noioso?
  • Aiutare famiglie a non essere sfrattate e finire per strada, è noioso?
  • Soccorrere piccole imprese commerciali sull’orlo del fallimento, è noioso?
  • Fare emergere fuori dalla povertà 20 milioni di bambini, è noioso?

Certamente è noioso votare contro queste misure sapendo di votare contro gli interessi dei propri elettori!

E per quanto riguarda la qualifica di radicale, c’è da dire solo, senza retorica, che per Cruz e sodali, chiunque cerchi di aiutare il prossimo è un radicale.

E veniamo a Jen Psaki, la quale è la portavoce di Biden che giornalmente si sottopone, con grazia ed acume, alle domande di un pool di giornalisti nella Sala Stampa della Casa Bianca. Mentre i suoi predecessori nella amministrazione precedente non facevano altro, imperturbabili, che ripetere i tweets del loro capo, la Psaki aggiorna una scheda legislativa che Biden ha reso piena di iniziative con decine di Decreti Presidenziali ed una legge, già approvata dal Congresso, per un Rescue Plan (Piano di Soccorso) per 1900 miliardi di dollari. Spesso è costretta a rispondere a domande a dir poco ipocrite, se non in cattiva fede; ma Psaki sa bilanciare contrarietà e gentilezza, facendole convergere in risposte ferme e senza replica.

Giovedì scorso un giornalista, dopo aver premesso che nessun Repubblicano aveva votato in favore dell’approvazione del Rescue Plan e che il deficit federale era salito a 3 trilioni, ha chiesto cosa rispondeva alla critica che quella legge avrebbe affossato l’economia.

Jen Psaki ha risposto spiegando pazientemente come il Paese fosse dentro la morsa di due crisi parallele, pandemia e recessione economica; con la conseguenza di una recessione economica da sopravvivenza per certe categorie; che la situazione richiedeva un rapido sviluppo del piano vaccinale; e che molti genitori erano avviliti e preoccupati per la salute mentale dei figli lontani da scuola da più di un anno. In una tale situazione di emergenza, la priorità del Presidente Biden non poteva essere altra se non quella di risolvere la crisi. E dopo questa premessa la Psaki ha consigliato al giornalista, sorridendo bonariamente, di rivolgere la stessa domanda a quei Repubblicani che con Trump non avevano avuto alcuna remora ad inflazionare il deficit federale riducendo le tasse ai redditi altissimi, mentre adesso con Biden si opponevano a sollevare gli Americani da una crisi senza precedenti.

Opposizione a prescindere

Questa opposizione a prescindere è una costante della politica Repubblicana. Quando Obama, all’inizio della sua Presidenza, trovò il Paese in una recessione comparabile forse solo con la crisi economica del 29, e tutta da addossare alle scelte politiche del suo predecessore, il Repubblicano Bush, presentò al Congresso il Recovery Act. Una legge che aveva l’intento di iniettare risorse per uscire dalla fase recessionista. Ma l’opposizione Repubblicana fu così dura che la stesura finale del RA risultò così annacquata da risultare irriconoscibile.

Biden non ha fatto lo stesso errore; non ha cercato un accordo bipartitico. Si è rivolto semplicemente all’opinione pubblica e, forte del supporto del 76% in generale e del 56% fra gli stessi Repubblicani, usando una misura di emergenza che gli permetteva di far passare la legge con una maggioranza semplice, l’ha vista ratificata col solo stralcio del salario minimo. 

Inoltre, al contrario del Recovery Act di Obama, nel Rescue Plan di Biden non vi è un dollaro che vada a banche o istituti finanziari. Esso va tutto direttamente nelle tasche degli Americani colpiti dalla crisi e ad istituti sanitari per governare la pandemia con le sue nuove varianti e un piano vaccinale il più rapido possibile.

L’ipocrisia della “trickle down economy” (la ricchezza che scende dall’alto per concessione di una classe di nababbi) con Biden è obsoleta.         

Follotitta vive tra New York e Miami, è architetto e appassionato di storia, architettura e politica. Una visione a 360° sul clima made in USA vista dagli occhi di un professionista "italiano in trasferta".

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