FFP2

Mascherine FFP2, le 5 sigle non a norma secondo la European Safety Federation

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di Giacomo Torresi –

Non si arrestano le polemiche sulle mascherine FFP2 soprattutto dopo che il Ministro Speranza ha praticamente ritirato dal mercato le U-mask perché considerate “non conformi alle norme di sicurezza“.

FFP2 Umask
Umask FFP2

Cerchiamo di capire quali siano le mascherine FFP2 considerate realmente sicure e quali sono invece i codici da evitare.

Di cosa parliamo in questo articolo

Le FFP2 segnalate

L’European Safety Federation ha messo online un database dove si può verificare se il prodotto acquistato rispetti tutte le caratteristiche di sicurezza e soprattutto se la società che lo vende abbia tutti i requisiti per farlo.

Si sta lavorando assiduamente per riuscire a capire chi mette in vendita mascherine Ffp2 non a norma ed al momento si evincono solo alcuni codici considerati non sicuri:

  • ICR Polska (Polonia) – CE 2703
  • CELAB (Italia) – CE 2037
  • ECM (Italia) – CE 1282
  • ISET (Italia) – CE 0865
  • TSU Slovakia (Slovacchia) – CE 1299

Chi avesse acquistato una mascherina appartenente a questi codici CE dovrebbe buttarla perché non sono a norma e non svolgono assolutamente il ruolo di protezione a cui invece devono sottostare.

In Italia in questi giorni si è creato un grande caos per le mascherine FFP2 con codice CE 2163.

Al momento queste mascherine non rientrano nella lista dell’European Safety Federation dei certificati sospetti, ma ha provato a fare un po’ di chiarezza Lorenzo Petrilli, vicedirettore del Dipartimento Certificazione e Ispezione di Accredia, l’unico ente scelto dal Governo italiano per accreditare gli organismi di certificazione nazionali.

In una intervista rilasciata al Corriere, Petrilli ha chiarito come siano a conoscenza delle indagini in corso su queste mascherine FFP2 CE 2163, ma finché un organismo notificato resta sul database Ue, si presume che stia lavorando in maniera corretta.

L’unica cosa da capire al momento è se dopo esser stati certificati dalla CE, tali dispositivi non fossero già conformi oppure solo dopo sono stati prodotti in modo differente.

Per ora non si può quindi parlare di mascherina FFP2 CE 2163 non a norma, solo i codici menzionati sopra non sono sicuri.

La marcatura CE

Sempre secondo Petrilli:

La marcatura CE è un sistema efficace nel garantire la tutela dei consumatori nel mercato dell’Unione Europea. Lo è perché esiste da moltissimi anni e prevede una serie di interventi da parte di soggetti diversi e indipendenti l’uno dall’altro.

La presunzione di conformità dei prodotti, nella fattispecie mascherine FFP2, è infatti garantita dalle certificazioni emesse da organismi terzi che sono accreditati e riconoscibili.

I quali, una volta abilitati, non si limitano ai controlli preventivi sulla sicurezza dei prototipi, ma sorvegliano anche la successiva fabbricazione in serie: una volta all’anno vanno dai produttori, prelevano decine di campioni, li testano e così stabiliscono se i modelli messi in commercio in un determinato periodo di tempo possano essere ritenuti conformi o meno
.

Ma chi controlla chi controlla? Vale a dire: chi è chiamato a rilevare sospette lacune nell’operato degli organismi di certificazione?

La sorveglianza del mercato, ossia le camere di commercio, le dogane, le forze di polizia e tutti gli altri apparati di cui i ministeri dei Paesi membri si servono per monitorare la qualità dei prodotti sia in fase di prima immissione che dopo il loro approdo sul mercato, a tutela dei consumatori.

Conclude Perilli:

Questo secondo livello di controllo funziona e a dimostrarlo sono i numerosi procedimenti giudiziari in corso a carico di chi ha immesso o provato a immettere nel mercato europeo prodotti fraudolenti. Quindi a mio giudizio il sistema è consolidato e affidabile. Poi tutto è sempre perfettibile, ma questo fa parte della natura umana.

(Fonte: bufale.net / Corriere)

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