misure restrittive

Italia unita per il Dantedì, ma divisa sulla pandemia

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Di Nicola Venturini –

La linea di massima è continuare con le misure restrittive, quindi niente zona gialla ma procedere con la riapertura delle scuole, almeno per i bambini più piccoli. Valutazione delicata, che Draghi intende fare la prossima settimana sulla base dei dati aggiornati. Scrive il Corriere: “Il primo obiettivo del presidente del Consiglio è rimandare in classe almeno i bambini più piccoli della scuola dell’infanzia e della primaria, anche in zona rossa, decisione che richiederebbe la modifica del Dpcm firmato il 2 marzo. Anche il decreto legge scade il giorno dopo Pasquetta e ieri il premier ha fatto il primo punto con i vertici del Cts, Silvio Brusaferro e Franco Locatelli e con il ministro della Salute Roberto Speranza, che resta fermo sulla linea del rigore”.

Il ministro Speranza dopo la riunione con Draghi, dichiara come al solito in maniera drastica e allarmistica: “Non ne siamo ancora fuori, la fase epidemica resta molto accesa. Servono ancora misure di contenimento, con oltre 500 morti al giorno non mi sembra il caso di parlare di riaperture”.

Di cosa parliamo in questo articolo

L’incontrastabile CTS

Un mese fa si discuteva sulle varianti, la diffusione del Covid – oltre il 30% delle infezioni in Italia era dovuta a quella inglese e la previsione la vedeva ad oggi (metà/fine marzo) come predominante in tutto il Paese. Così dichiaravano gli esperti di ISS CTS al premier Mario Draghi – e in diverse zone si materializzava la temuta terza ondata.

Le ormai esotiche mutazioni (oggi la nuova “variante brasiliana”) impauriscono la gente: quella inglese, ma soprattutto quelle sudafricana e brasiliana ormai presenti in numerosi luoghi d’Italia.

Intervistato da Radio CapitalWalter Ricciardi, non mostrava dubbi dubbi: «Soltanto l’Italia in Europa rifiuta il lockdown e non capisco perché. Dobbiamo chiudere subito le attività non essenziali». Cosa questa che ricorda molto da vicino le dichiarazioni di Monti e la tattica europeista di Draghi, sempre più chiara dopo i divieti di riapertura anche degli impianti sciistici. E infatti, prova del nove, anche secondo Ricciardi, era sbagliato far partire la stagione sciistica.

Cosa ci aspetta?

Pare che, come accaduto nel 2020, un possibile allentamento delle misure sia possibile solo dopo la Festa del Lavoro, dunque nel mese di maggio.

Su questo, come segnala La Repubblica, c’è un confronto acceso tra le varie anime del governo: da una parte Lega e Forza Italia spingono per un progressivo allentamento (con la reintroduzione della zona gialla) dall’altra ci sono le forze politiche, capitanate dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che vogliono mantenere la linea del rigore: l’Italia divisa tra zona rossa e zona arancione per tutto il mese di aprile con l’unica eccezione per le scuole: si ritornerà in presenza anche nelle zone rosse fino alla prima media.

Rinviata anche la riapertura di cinema e teatri ipotizzata, in un primo momento, per il 27 marzo.

Chissà cosa direbbe Dante… credo che il grande poeta, declamato da tutta la penisola proprio in questi giorni per il Dantedì, l’anniversario dei 700 anni dalla sua morte, non avrebbe parole leggere per ciò che stiamo vivendo ma soprattutto per come lo stiamo vivendo.

Photo: UnSplash

Fonti: IlParagone, OrizzonteScuola

Veneto. Ex curatore di magazine e libri, approfondisce ora il mondo dell’editoria digitale e del web marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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