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Il Decreto Draghi: “futuro senza pandemia è vicino”

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Di Nicola Venturini –

Mario Draghi è tornato in conferenza stampa, in diretta dalla Sala Polifunzionale di Palazzo Chigi, per dare nuovi aggiornamenti sul Covid-19 in Italia, sul piano vaccini, sul Consiglio europeo di ieri e sui nuovi colori delle regioni in arrivo in serata.

Il decreto per Draghi

Il premier si è presentato davanti alle telecamere alle 14 di oggi, dopo la riunione della Cabina di regia che stamattina ha discusso anche del nuovo decreto Covid, in arrivo dopo le feste di Pasqua. Ha risposto alle domande dei giornalisti presenti o collegati in videoconferenza. Accanto a lui, il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Dopo la conferenza stampa del Consiglio dei Ministri tenutasi da Draghi e Speranza il 26 Marzo, che riposto qui sotto, le conclusioni ce le si poteva aspettare.

Numeri, questi, che spingono Draghi a mostrare un cauto ottimismo: «Bisogna cominciare a pensare al futuro senza pandemia, è vicino. Tutti gli italiani avranno la loro dose di vaccino. Garavaglia dice che i cittadini possono già pensare a prenotare le vacanze estive? Io sono d’accordo con lui, perché no, io ci penserei se potessi. A chi non piacciono le vacanze…», ha detto Draghi. Il presidente del Consiglio ha anche annunciato che si vaccinerà con AstraZeneca: «Ho fatto la prenotazione, sto aspettando di essere convocato. Spero per settimana prossima». Da oggi, ha spiegato il premier, tutti i dati sui vaccini somministrati regione per regione sono pubblicati sul sito della presidenza, «quindi chiunque può accedere ai numeri».

Il decreto per Speranza

Speranza ovviamente segue il capo, e nonostante la sua ormai risaputa rigidità sanitaria, egli sostiene “la linea del dialogo”. 

«Ora va usata prudenza, sono i numeri dei decessi – ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo all’incontro con le Regioni –, del contagio e delle terapie intensive a imporci attenzione. Con 3.721 posti letto in terapia intensiva occupati non possiamo fare un passo troppo lungo. Le prossime settimane saranno decisive per le vaccinazioni e potremo così programmare l’estate e la graduale uscita dalle restrizioni sulla base delle evidenze scientifiche e dei dati del monitoraggio che sono e restano la nostra bussola».

Nell’Esecutivo però è sempre più forte la spinta per introdurre «un automatismo con aperture mirate» dalla seconda metà di aprile, come chiede anche il ministro per le Autonomie, Maria Stella Gelmini. A rassicurare le Regioni, dopo il vertice sui vaccini con i Governatori, è innanzitutto il premier Mario Draghi, che è favorevole a ‘un tagliando del decreto’: «occorre ridare speranza al Paese, pensando a programmare e alle riaperture – dice – Bisogna cominciare ad aver di nuovo il ‘gusto del futuro’. Bisogna uscire da questa situazione di inattività».

Il decreto per le regioni

Con l’arrivo di oltre un milione di dosi di Pfizer, oltre 500mila di Moderna e 1,3 milioni di Astrazeneca, i territori avranno quei vaccini che chiedono da settimane per poter far decollare la campagna. Ma proprio per questo non si può sbagliare e dunque, è il messaggio del governo, lo Stato è pronto ad intervenire con militari e volontari in caso di difficoltà.

Se si accentrano gli acquisti di dosi di vaccino, occorrerà anche saperlo distribuire adeguatamente sul territorio (spetta allo Stato) ma occorrerà sapere quanto ne serve ai singoli territori, i quali a loro volta devono sapere quanti ne servono ai singoli reparti vaccinali. Bisogna collaborare ad esempio comunicando correttamente i dati che consentano di definire il fabbisogno.

Servono medici e personale sanitario e personale di supporto per la campagna vaccinale. Anche qui si innesta, seppur con varie forme, la leale collaborazione: Stato e Regioni devono dialogare per quantificare il bisogno e per reclutare. Non ha senso litigare sulle competenze: occorre mettersi “insieme” per capire come è meglio fare per arrivare al risultato, e se una regione ce la fa a reclutare lo deve poter fare, altrimenti potrà/dovrà intervenire lo Stato in via sussidiaria.

Photo: UnSplash

Fonti: EditorialeDomani, ANSA, IlSussidiario

Veneto. Ex curatore di magazine e libri, approfondisce ora il mondo dell’editoria digitale e del web marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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