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16 regioni in arancio: cosa ci aspetta fino al 2 giugno?

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Di Nicola Venturini –

Da oggi 16 Regioni sono in zona arancio, restano in zona rossa solamente Campania, Valle d’Aosta e Puglia, oltre alla Sardegna che dopo aver passato settimane in zona bianca si ritrova con le restrizioni più dure. Tutto il resto d’Italia, ovvero 16 Regioni e quasi 50 milioni di persone, da oggi (lunedì) sono in zona arancio. Ci ritorna, dopo un mese, anche la Lombardia insieme a Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Calabria e Friuli-Venezia Giulia. Già si trovavano in questa fascia Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sicilia, Umbria, Veneto e Trentino-Alto Adige.

La scuola nelle regioni arancio

Questa decisione significa innanzitutto il ritorno a scuola per la maggioranza degli studenti: in zona arancio, infatti, si torna tra i banchi (seppure al 50%) anche alle superiori. Poi ci sono le riaperture dei negozi, dei parrucchieri e dei centri estetici, oltre alla possibilità di muoversi liberamente all’interno del proprio Comune. Per bar e ristoranti, invece, si dovrà aspettare il ripristino della zona gialla, previsto al momento a fine aprile. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha difeso la riapertura delle scuole, con la consapevolezza che “c’è un elemento di rischio con l’aumento dei movimenti”. Il ministro ha sottolineato però che serve ancora prudenza: bruciare le tappe “potrebbe significare vanificare il buon lavoro che abbiamo fatto e anche i sacrifici delle persone”. Tra i temi affrontati da Speranza, oltre ai rientri a scuola, anche le vaccinazioni, “ci sono 13 mln di somministrazioni di vaccino fatte e da 3 settimane la curva vede un primo segno di piegatura”. AstraZeneca: “Io lo farei, è sicuro. C’è stato un problema di comunicazione e di cambio di linea però è un’arma importante di cui disponiamo”. E riguardo agli spostamenti all’estero, “stiamo lavorando al ‘green pass’, una specie di certificato verde che consentirà ai paesi europei una più facile mobilità.

Il programma fino al 2 giugno

L’Italia fuori dal lockdown il 2 giugno, ovvero nel giorno della Festa della Repubblica. L’annuncio è del ministro del Turismo in quota Lega Massimo Garavaglia in un’intervista a La Stampa.

Nell’intervista Garavaglia spiega che nei prossimi giorni la cabina di regia del governo sull’emergenza coronavirus comincerà a programmare alcune aperture, sempre sulla base dei dati scientifici e dell’andamento dei contagi. Settore per settore: «Ogni settimana che passa perdiamo pezzi di Pil e non ce lo possiamo permettere». E per quanto riguarda la stagione turistica l’esponente della Lega dice di lavorare per farla ripartire «a maggio, almeno per le spiagge, con protocolli rafforzati all’inizio». Per Garavaglia comunque la cosa più importante è dare una prospettiva. «Ovvio che sarei più contento se le spiagge, come l’anno scorso, aprissero a metà maggio».

Norme in zona arancio

Le visite, sempre una sola volta al giorno e sempre in non più di due persone, sono consentite in zona arancio, all’interno del Comune di residenza. Sono vietati gli spostamenti al di fuori del proprio Comune. Per quei territori con meno di 5mila abitanti è consentito spostarsi entro i 30 chilometri dal confine del proprio Comune, con il divieto però di recarsi verso i capoluoghi di provincia. Scuole in presenza fino alla prima media. Saranno in classe anche gli alunni fino alla terza media e quelli delle superiori, ma al 50%. Tutti i negozi sono aperti, compresi parrucchieri, barbieri e centri estetici, mentre i centri commerciali restano chiusi nel fine settimana. Restano vietati gli spostamenti tra le Regioni, a meno che non si abbia una seconda casa. La mobilità è consentita solo per motivi di lavoro, salute e necessità. Sarà sempre possibile rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Il CTS e la “leva della vaccinazione”

Il Comitato Tecnico Scientifico si riunirà già oggi per cominciare a valutare la questione delle riaperture con tanto di calendarizzazione. “Nel mese di marzo e aprile abbiamo scelto di non avere fasce gialle, perché la variante inglese ha una maggiore capacità di diffusione; ora ci sono due effetti su cui puntiamo per la seconda metà della primavera: da un lato le misure che hanno piegato la curva, sono 3 settimane che l’Rt ha un segno meno; poi c’è la leva della vaccinazione, la vera chiave per provare a uscirne. “Ogni chiusura comporta sacrifici sul piano personale, sono consapevole delle difficoltà di tante attività commerciali ed economiche, possiamo provare ora a capire come gestire questa fase e programmare settimane con meno limitazioni”, ha detto ieri il ministro della Salute Roberto Speranza a Che tempo che fa.

Photo: UnSplash

Fonti: IlFattoQuotidiano, Quotidiano, Today

Veneto. Ex curatore di magazine e libri, approfondisce ora il mondo dell’editoria digitale e del web marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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