USA. Trump e le Olimpiadi: l’ennesima brutta figura

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di Follotitta, corrispondente dagli USA –

La squadra di calcio femminile ha vinto la medaglia di bronzo battendo l’Australia 4-3. E naturalmente Trump ha fallito un’altra occasione per stare zitto e non invadere i media col suo solito veleno. E non solo Trump, perché anche la male assortita compagine dei repubblicani non manca occasione per seguire il capo e portare la propria anti-cultura alle Olimpiadi.

Di cosa parliamo in questo articolo

Parole di Trump

Trump e le Olimpiadi, un binomio imperfetto. Parole di Trump: “Se il nostro soccer team, capeggiato da un gruppo di Maniache di Sinistra, fosse stato sveglio avrebbe vinto la medaglia d’Oro in luogo di quella di Bronzo. Se ti addormenti perdi, vai a male come il nostro soccer team.” Questo da uno che ha perso le elezioni nel 2020 ed il voto popolare nel 2016, non certo da uno che macina vittorie. Da uno con poche idee ma sbagliate, specie in fatto di analisi tecniche calcistiche, che insiste: “Si distinguevano comunque un certo numero di Patriote. Sfortunatamente non basta rispettare il Paese e l’Inno Nazionale. Per vincere ancora dovrebbero sostituire chi ti fa addormentare con vere Patriote.” 

Trump: US Women's Soccer Team Lost to Sweden Because of 'Wokeism'

La più esplicita portavoce della squadra è la tornante di sinistra Megan Rapinoe, critica di Trump della prima ora, che è stata non meno politica nel 2019, quando il team USA ha vinto la Coppa del Mondo. Lei allora ha segnato da più anziana una rete ed è stata premiata come migliore giocatrice della competizione. Ma Trump, dimenticando il precedente e che nella partita per la medaglia di bronzo ha segnato 2 reti ed in quella contro l’Olanda il rigore decisivo, ha infierito: “La donna con i capelli viola ha giocato malissimo pensando più alle sue politiche radicali di sinistra che a fare il proprio lavoro,” chiaramente dimenticando il ridicolo colore arancione dei propri di capelli.

A questo, a proposito di patriottismo, ci sarebbe da aggiungere che Trump, prima della partita, aveva incoraggiato un gruppo di “patrioti” a fischiare la squadra.

Politici e “patrioti”

Anche politici e media repubblicani hanno indirizzato la loro rabbia su altri olimpionici nelle passate settimane. La più gettonata è stata Simon Biles, la cui decisione di salvaguardare la propria salute mentale e fisica ritirandosi dalle competizioni, ha scatenato un diluvio di commenti negativi da parte di gente che è facile si sloghi una caviglia scendendo le scale. Così, un saggio gesto di salvaguardia non solo nei confronti propri, ma anche di altri atleti nelle stesse condizioni di paura in uno sport che più degli altri comporta rischi vitali, è diventato un atto di codardia e mancanza di patriottismo. Un attorney general del Texas la ha definita: “Un egoista, bambinesco imbarazzo nazionale”, ed un altro sapientone di destra, tale Charlie Kirk ha rincarato: “Una egoista sociopatica”. Gente che comizia contro l’indossare una mascherina per proteggere se stessi e gli altri da un virus letale, pontifica contro un atleta che non riesce più a coordinare mente e fisico e rischia ad ogni esercizio di rompersi l’osso del collo. E questo malgrado il gesto della Biles non implicasse nessuna critica politica; ma il fatto che una donna di colore volesse salvaguardarsi, per i repubblicani ha rappresentato una offesa peggiore che se avesse bruciato la bandiera americana.

E’ che ai repubblicani non va giù vedere tanti atleti di colore trionfare e sono pronti a tifare contro, come quando il team di basketball maschile perse contro la Francia durante i preliminari, criticando soprattutto top-players come Kevin Durant e Javale McGee che hanno l’unico “difetto” di essere neri e che, in barba alle critiche, hanno portato la squadra verso l’oro. O a criticare aspramente la lanciatrice di martello, sempre nera, Gwen Berry che non ha vinto medaglie ma non ha fronteggiato la bandiera durante l’Inno.

In the first post-Trump Olympics, US athletes will not stay silent | Tokyo Olympic  Games 2020 | The Guardian

Direi che c’è da aspettarsi che gente a cui si negano i diritti civili, l’ultimo ed il supremo quello di votare, e che si lascia che venga uccisa in massa da poliziotti razzisti, trovi naturale ribellarsi in momenti di esposizione mediatica. 

Donald Trump continua ad essere il capo indiscusso, o poco discusso rispetto ai risultati ottenuti, del GOP. La sua politica è basata sull’insulto personale verso chiunque ritenga minaccioso nei suoi confronti, specie se si tratta di qualcuno non uomo, non bianco e non etero sessuale. Semplicemente una politica di cattiveria e rabbia. Ed i repubblicani la abbracciano con fervore, includendo, da veri patrioti quali si ritengono di essere, atleti alla sommità dei loro rispettivi sport, nel momento per il quale si sono allenati con enormi sacrifici per anni.          

Follotitta vive tra New York e Miami, è architetto e appassionato di storia, architettura e politica. Una visione a 360° sul clima made in USA vista dagli occhi di un professionista "italiano in trasferta".

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