Il caso dell’assoluzione di Kyle Rittenhouse

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di Follotitta, corrispondente dagli USA –

Si è svolto a Kenosha, Wisconsin, il processo nei confronti di Kyle Rittenhouse, accusato di aver ucciso due uomini e di averne ferito un altro.

I capi di imputazione

Trascrivo i capi di imputazione direttamente in inglese per non incorrere in errori di trascrizione: First degree intentional homicide. First degree reckless homicide. Attemped first degree intentional homicide. First degree recklessly endangering safety. First degree recklessly endangering safety. Un altro capo di imputazione, il possesso illegale di un fucile e l’averlo trasportato in un altro stato, era stato stralciato direttamente dal giudice del processo.

Se ritenuto colpevole, l’imputato sarebbe stato condannato all’ergastolo, ma una giuria di 12 membri lo ha dichiarato innocente. Questo il fatto. Ora, immaginate che la cronaca riporti la storia di 2 uomini uccisi e di un altro ferito, colpiti da un fucile semi-automatico calibro 223; immaginate che l’uomo che ha causato questa carneficina, oltre ad essersi procurato illegalmente questo armamentario da guerra in cui erano comprese anche varie cassette di munizioni con bossoli a punta cava, abbia speso il proprio tempo nella frequentazione di un sito su Facebook che chiamava alla formazione di una gang di militanti che scendessero in strada a contrastare le proteste contro la brutalità della polizia; ed immaginate che per “portare sicurezza” e “salvare proprietà’, l’uomo abbia lasciato la tranquillità della propria casa, sia entrato in un altro stato e baldanzosamente armato con questo arsenale da guerra, si sia presentato in un’altra città, per divenire l’attore principale nella protesta in corso per la morte del nero Jacob Blake, colpito a morte dalla polizia mentre era disarmato.

L’identikit

Fin qui vi potete facilmente formare l’immagine di un omaccione dallo sguardo torvo ed il collo taurino, pieno di tatuaggi e possibilmente con una svastica ben in vista. 

Invece, quello che non immaginereste mai per quanto vi possiate sforzare, è la realtà incarnata dal vero protagonista di tanta tragedia; un personaggio avulso completamente dalla descrizione precedente che una notte di agosto di un anno fa, si è presentato in una città in preda a rabbia stradaiola parossistica imbracciando un fucile militare. Alla cintola aveva una riserva di munizioni e nel caricatore un magazzino di proiettili pronti per essere emessi in rapida successione e nel minor tempo possibile per uccidere il maggior numero possibile di persone; e per di più era in compagnia di una banda di sodali anch’essi altrettanto temibilmente armati.

Inoltre non immaginereste che la polizia, che avreste supposto fosse lì per calmierare la tensione, in luogo di detenere questa banda di provocatori, li abbia lasciati circolare liberamente senza opporre alcun tipo di restrizione o controllo. Anche se la conseguenza logica di questo potete facilmente immaginarla: 2 cadaveri ed un ferito, colpiti dalla stessa canna fumante del nostro inimmaginabile protagonista.

Inimmaginabile perché Kyle Rittenhouse non è l’uomo corpulento e tatuato che vi eravate prefigurato, ma un minorenne di 17 anni (al momento del fatto) con un volto innocente da bambino, un taglio di capelli corto e pulito, un’altezza banale di 1,60 metri ed una carnagione caucasica rosata. Ed in tanta mancanza di immaginazione vi è anche il fatto che questo ragazzino imberbe sia sopravvissuto per piangere fanciullescamente la propria innocenza in un processo ed essere assolto un anno dopo da una giuria di mamme e papà fin troppo permissivi.

Kyle Rittenhouse Takes the Stand in a Surprise Turn
Kyle Rittenhouse

La cronaca di un caldo agosto

Per dovere di cronaca, bisogna tornare all’agosto del 2020. Il Paese era scosso dalle manifestazioni di “Black Lives Matter“, dopo l’uccisione di George Floyd, a Minneapolis. Proprio in questo frangente, il 23 agosto un poliziotto colpisce con sette proiettili alla schiena l’afroamericano Jacob Blake, 29 anni mentre quest’ultimo stava cercando di sedare un alterco tra due donne. Blake non era armato. Dopo il fatto, l’ennesimo atto di schietta brutalità su un afroamericano da parte della polizia, dilagano le proteste, con scontri notturni tra attivisti e la polizia. Per tre notti consecutive Kenosha è nel caos, ed è in questo delirio generale che si fa avanti anche il nostro giovane Kyle.

A questo punto sarebbe da chiederci come mai negli Stati Uniti la polizia abbia terrore di gente di colore disarmata e la uccida con la leggerezza con cui si schiaccia un insetto molesto, mentre tollera che uomini bianchi vadano in giro armati fino ai denti in zone recintate invalicabili dove sono in corso proteste sociali, permettendo così che la tensione del confronto salga ad un livello di parossismo tale da provocare morti e feriti. 

E sarebbe da chiedersi anche come mai l’FBI sia più occupata a schedare manifestanti che milizia armata. Ma lascio la risposta alla storia di questi tempi, i nostri, in cui la democrazia sembra si vada sempre più svalutando nel mercato della politica, per lasciar spazio ad una ideologia di violenza e prevaricazione. 

Torniamo a Rittenhouse. Probabilmente il solo motivo per cui questo ragazzino abbia penetrato una zona fortemente presidiata e sia sopravvissuto dopo aver ucciso due persone e tentato di ucciderne una terza, è nel suo aspetto di bravo ragazzo, completamente differente dallo stereotipo del terrorista brutale e possibilmente barbuto. E questo è lo stesso motivo per cui abbia potuto raccontare piangendo lacrime fanciullesche una storia di legittima difesa ad una giuria che se la deve essere bevuta tutta.

Il paradosso

Dopo 4 giorni di deliberazioni la giuria ha reso un verdetto di innocenza per tutti e 5 i capi di imputazione, uno dei quali avrebbe contemplato una pena all’ergastolo obbligatoria.  Per arrivare a questo Anthony Huber, Joseph Rosenbaum, abbattuti sull’asfalto e Gaige Grosskreutz infilato in un’ambulanza verso l’ospedale, da vittime sono diventati violenti attentatori alla vita di un povero ragazzo impaurito. Nelle parole e lacrime di Kyle Rittenhouse e nelle menti di 12 giurati.

Nel corso del processo il giudice, tale Schroeder, ha stralciato l’unico capo di imputazione per il quale obiettivamente i giurati non si sarebbero potuti esimere dall’emettere una condanna di colpevolezza: il possesso di un’arma pericolosa da parte di un minorenne. La causale? La dimensione della canna del fucile era tale da esentare un minorenne dall’infrangere la legge. Boh, vacci a capire qualcosa della legislazione wisconsoniana. 

E’ alquanto prevedibile che questa sentenza di completa assoluzione farà nascere per emulazione un movimento di vigilantes che frenerà la libera partecipazione a future manifestazioni di protesta e, di fatto, limiterà il diritto a protestare, intaccando direttamente il primo emendamento della Costituzione sul “Free Speech“. Nel frattempo, l’estrema destra americana si appresta ad avere un nuovo eroe e le strade americane si preparano a nuove manifestazioni in cui ondeggeranno i già visti cartelli con su scritto: “No Justice No Peace“.

Follotitta vive tra New York e Miami, è architetto e appassionato di storia, architettura e politica. Una visione a 360° sul clima made in USA vista dagli occhi di un professionista "italiano in trasferta".

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