In sintesi: Il report Executive Compensation Insights 2025 di Page Executive mostra un’alta propensione al cambiamento e una costante ricerca di allineamento tra obiettivi di carriera e valori personali
La mobilità dei top manager italiani sta entrando in una fase nuova, più consapevole e meno legata alla semplice progressione di carriera. Secondo l’Executive Compensation Insights 2025 di Page Executive*, sei dirigenti su dieci in Italia si dichiarano pronti a valutare un cambiamento professionale nei prossimi cinque anni, un dato che segnala una trasformazione profonda nelle aspettative dei leader. Al centro non ci sono solo retribuzione e status, ma il bisogno di riallineare ruolo, valori personali e qualità della vita. Un cambiamento che pone alle aziende una sfida cruciale: ripensare modelli di leadership, sistemi di incentivazione e capacità di trattenere il capitale umano più strategico.
La nuova mobilità dei vertici: cosa sta cambiando davvero
La disponibilità al cambiamento dichiarata da una quota così ampia di dirigenti italiani segnala una trasformazione strutturale del rapporto tra leadership e impresa. Per anni la stabilità del ruolo apicale è stata sinonimo di successo: lunghe permanenze, crescita interna, identificazione quasi totale con l’organizzazione. Oggi quel modello mostra segni di logoramento. I top manager continuano a considerare la carriera un elemento centrale, ma la leggono all’interno di un perimetro più ampio, che include tempo, identità personale, coerenza valoriale e sostenibilità del ritmo di lavoro.
Il dato emerso dal report Page Executive riflette una maggiore lucidità nelle scelte professionali. I dirigenti non cercano necessariamente una “uscita”, ma una riallocazione più sensata delle proprie energie. Questo spiega perché la mobilità potenziale cresca in parallelo a una maggiore selettività: valutare nuove opportunità non significa accettarle, ma usarle come strumento di confronto con il proprio ruolo attuale.
Per le aziende, il messaggio è chiaro. La retention non può più basarsi su automatismi di carriera o su incentivi standardizzati. Il capitale umano apicale ragiona in termini di progetto, orizzonte temporale e qualità del contesto. Ignorare questo cambiamento significa esporsi a una perdita silenziosa di leadership, spesso anticipata da segnali che vengono sottovalutati o letti in ritardo.
Retribuzione, benefit e flessibilità: il nuovo campo di battaglia dei talenti executive
La disponibilità al cambiamento dei dirigenti italiani si traduce in una pressione crescente sui modelli di compensazione e sulle politiche di people management. Il report Page Executive mostra come la retribuzione resti un fattore determinante, ma inserito in un contesto più complesso. Nel 2024, il 51% dei dirigenti ha ottenuto un aumento della componente variabile, mentre solo il 32% prevede ulteriori incrementi nel breve periodo, segnale di un clima di maggiore prudenza nelle decisioni aziendali.
La quasi totalità dei dirigenti italiani (92%) riceve una remunerazione legata alla performance. Il sistema di incentivazione privilegia in modo netto i bonus annuali in denaro, riconosciuti dal 94% dei manager, una quota significativamente superiore alla media europea. Al contrario, gli strumenti di incentivazione di lungo periodo rimangono marginali: i piani LTIP coinvolgono appena il 14% dei dirigenti, evidenziando una limitata diffusione di logiche orientate alla fidelizzazione nel tempo.
Accanto alla retribuzione, emergono con forza i benefit. Auto aziendale o indennità auto (81%) e assistenza sanitaria privata estesa alla famiglia (76%) rappresentano oggi elementi centrali del pacchetto complessivo. Tuttavia, il vero punto critico riguarda la personalizzazione: solo il 6% dei dirigenti senior in Italia può modulare il proprio pacchetto di benefit, contro una media europea del 14%. Una rigidità che riduce l’efficacia delle politiche di retention.
Anche la flessibilità organizzativa incide sulle scelte. Il 29% dei dirigenti lavora da remoto almeno due giorni a settimana, mentre il 97% continua a viaggiare per lavoro, confermando il valore strategico delle relazioni dirette. In parallelo, l’integrazione di obiettivi ESG nei sistemi di incentivazione sta ridefinendo le responsabilità dei vertici, chiamati a bilanciare performance economica, sostenibilità e governance.

Leadership sotto pressione: perché le aziende rischiano di perdere i loro vertici migliori
La mobilità crescente dei dirigenti italiani racconta qualcosa che va oltre i numeri e i report di settore. Racconta una tensione strutturale tra organizzazioni che faticano ad aggiornare i propri modelli e una classe dirigente che ha affinato la capacità di scegliere. I top manager non stanno semplicemente guardando altrove: stanno valutando con maggiore rigore dove investire tempo, reputazione ed energia in una fase della vita professionale in cui il margine di errore si assottiglia.
Per le imprese, il rischio non è una fuga improvvisa, ma un’erosione progressiva. Leader che restano formalmente al loro posto, ma riducono il coinvolgimento, rallentano l’assunzione di responsabilità, smettono di vedere un orizzonte chiaro. È una perdita silenziosa, difficile da intercettare con gli strumenti tradizionali delle risorse umane.
Il report Page Executive suggerisce una direzione precisa: trattenere i vertici richiede un cambio di paradigma. Sistemi retributivi coerenti, flessibilità reale, criteri di valutazione trasparenti e una cultura aziendale capace di dialogare con le aspettative individuali diventano fattori strategici, non accessori. In un mercato del talento sempre più selettivo, la leadership non si compra con un bonus una tantum. Si costruisce nel tempo, attraverso contesti che permettono ai decisori di rimanere tali senza sacrificare identità, visione e qualità della vita.
È su questo terreno che si giocherà la vera competitività delle aziende nei prossimi anni.
*Chi è Page Executive
Page Executive è uno dei principali player globali nella ricerca e selezione di profili executive. Presente in 37 mercati internazionali con oltre 350 partner e principal, la società è specializzata nella selezione di dirigenti per incarichi permanenti e interim, ruoli non esecutivi e servizi di advisory sul talento manageriale. Grazie a una rete internazionale consolidata, a una profonda conoscenza dei settori industriali e a capacità di ricerca proprietarie, Page Executive supporta le organizzazioni nella gestione di esigenze complesse legate alla leadership, offrendo soluzioni su misura in contesti caratterizzati da elevata competizione e rapidità decisionale.










