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“Lisistrata” accende il Teatro Antigone: il manifesto femminile contro la guerra di Emilia Miscio

Un'intervista alla regista romana
Gennaio 12, 2026
4 mins read

Dal 22 al 25 gennaio approda sul palco del Teatro Antigone di Roma Lisistrata, una commedia tra le più audaci e visionarie di Aristofane, capace di attraversare i secoli con un tema che interroga ancora oggi il nostro presente: la guerra e la possibilità, radicale e provocatoria, di immaginare un mondo diverso.

Tra corpi a piedi nudi, Cori che si sfidano e uno spazio scenico che abbatte ogni confine tra palco e platea, questo classico greco conserva la stessa forza dirompente della prima messinscena, in quel 411 a.C. davanti ad un esultante pubblico ateniese che ne apprezzò la genialità nonché il messaggio umanitario, portato in scena con grazia poetica e irriverenza.

Lisistrata foto di Paul Fasciano 7

Il contesto è presto detto. La guerra lacera la Grecia, e le donne decidono di unirsi e di agire collettivamente per fermarla, utilizzando lo sciopero del sesso come atto politico estremo e paradossale, pronto a scuotere le coscienze. E Aristofane affida tutto questo a una figura femminile che ha la statura di un’eroina tragica: lucida, determinata, capace di assumersi il peso di una responsabilità collettiva che nessun uomo sembra voler portare.

La regia di Emilia Miscio

Emilia Miscio, regista e anima della Compagnia Teatrale Sogni di Scena, costruisce un’estetica che fonde contemporaneità e fedeltà al mondo antico. Attiva dal 2003 nel panorama teatrale romano, Miscio porta con sé un brillante curriculum che denota lucida visione artistica e riconoscimenti importanti.

I suoi spettacoli hanno vinto numerosi premi:

dalla Rassegna Shakespeariana 2023 al Teatro Ghione – dove La Tempesta ha ricevuto il Premio Miglior Spettacolo Menzione – fino alla Rassegna “ComeTiAmo”, dove Una folle notte al castello (scritto e diretto dalla stessa Miscio) ha conquistato i premi per Miglior Spettacolo, Migliore Regia, Miglior Testo Originale e Migliori Costumi nel 2023, mentre Crimini & Portate di Antonello Coggiatti, da lei diretto, si è aggiudicato il Premio Miglior Spettacolo Assoluto della Rassegna nel 2024.

Lisistrata foto di Paul Fasciano 6

Ricordiamo inoltre, tra gli altri, un grande successo al Teatro Marconi: con l’opera Sei personaggi in cerca d’attore (da lei scritto e diretto), all’interno del Festival Teatramm 2021, si è aggiudicata il Premio Miglior Spettacolo.

Traduttrice dall’inglese di testi teatrali inediti, la regista romana ha inoltre firmato gli adattamenti italiani di While the Lights Were Out (“Mentre le luci erano spente“), giallo di Jack Sharkey, e Who’s in Bed with the Butler? (“Chi è a letto col maggiordomo?“), commedia di Michael Parker – dimostrando con Lisistrata la sua capacità di confrontarsi con i classici mantenendo intatta la loro carica rivoluzionaria.

Lisistrata: l’allestimento

L’allestimento trasforma il palco nell’Agorà di Atene, la parte alta della platea nell’Acropoli, le scale in un territorio da attraversare insieme agli attori che si muovono tra il pubblico. Chi guarda e chi è guardato condividono lo stesso spazio, lo stesso respiro. La quarta parete non viene abbattuta: semplicemente, non esiste.

Locandina Lisistrata versione femminile

I nove attori in scena – Violetta Rogai, Elisa Panfili, Federica Pallozzi Lavorante, Chiara Silano, Barbara De Nardis, Enzo Avagliano, Simone Giulietti, Nino Palmeri, Marco Gargiulo – danno vita a due Cori, uno maschile e uno femminile, che incarnano la guerra dei sessi attraverso invettive, scontri verbali e sequenze coreografiche intense.

Recitano a piedi nudi: le donne in jeans aderenti e corpetti neri, gli uomini a torso nudo con pantaloni neri. Una scelta che esalta la fisicità, mettendo in dialogo femminilità e virilità in una dimensione primordiale.

L’estetica fonde contemporaneità e fascino antico: i costumi parlano il linguaggio di oggi, le pettinature richiamano l’antica Grecia, le musiche utilizzano strumenti ispirati a quelli antichi per restituire un suono arcaico e suggestivo.

Lisistrata foto di Paul Fasciano 8

Il risultato è un’esperienza teatrale totale, dove spazio, corpo e parola concorrono a creare un racconto che, attraverso il riso e la provocazione, invita a riflettere su un tema eterno e irrisolto.

Ne abbiamo parlato con Emilia Miscio.

L’intervista a Emilia Miscio

Emilia, stai per portare in scena un classico del teatro greco. Cosa ti ha spinto a scegliere Lisistrata in questo momento storico?

«Lisistrata è un testo che non smette mai di interrogarci. Ogni volta che lo rileggo, trovo risonanze con il presente che mi scuotono. Viviamo in un’epoca in cui la guerra continua a essere una costante, un rumore di fondo che rischia di diventare normalità. E questo non può lasciarci indifferenti. Aristofane, più di duemila anni fa, aveva già intuito che solo un gesto radicale, estremo, poteva scuotere le coscienze. E quel gesto lo affida alle donne, figure tradizionalmente escluse dal potere. C’è qualcosa di profondamente rivoluzionario in tutto questo, una necessità che sento ancora viva, urgente.»

Sei attiva nel teatro romano dal 2003, hai vinto premi importanti con Shakespeare e con testi originali. Cosa rappresenta per te confrontarti con un classico come Aristofane dopo aver esplorato linguaggi così diversi?

«Provengo da una formazione fortemente classica – greca e latina – e mi piaceva mettere in scena un testo teatrale che mi facesse tornare indietro agli anni di studio universitario, scegliendone uno dove le protagoniste fossero donne, donne di carattere, argute e sensibili che non pensano solo al loro bene ma a quello dell’intero mondo greco, femminile e maschile. Aristofane, inoltre, mi affascina per la sua capacità di essere assolutamente contemporaneo pur parlando di un’epoca lontanissima. È un autore che non ti lascia neutrale, che ti obbliga a prendere posizione. E questo, per me, è il cuore del teatro.»

Lisistrata foto di Paul Fasciano 1

La Lisistrata che porti in scena aderisce perfettamente all’opera originale o ne è una tua rivisitazione, e perché?

«Il finale della Lisistrata è liberamente scritto da me: dopo aver raggiunto la pace tra Sparta e Atene, inizia un banchetto fatto di prelibatezze, danze e canti che suggella la pace e un nuovo inizio, ma il corifeo e la corifea, che fino a poco prima erano distanti e avevano combattuto una guerra dei sessi tra chi era il più forte, ora si uniscono, si avvicinano e in una sorta di preveggenza condivisa vedono il futuro, un futuro fatto ancora di guerre e conflitto nei secoli a venire.»

Una vena drammatica in un testo che invece nasce comico, quindi?

«Esatto, proprio in questo risiede la mia rivisitazione drammatica. Lisistrata riuscirà a fermare la guerra del Peloponneso, ma la sua opera finirà lì; dopo di lei, quante altre guerre ci saranno nei secoli successivi, guerre che non solo non saranno fermate, ma continueranno ad essere alimentate, fino ad arrivare ai giorni nostri, dove ancora, si stima, ci siano attualmente quasi sessanta conflitti attivi? Quante donne oggi, come le antiche donne greche, subiscono queste guerre indirettamente con tutte le loro conseguenze?»

Lisistrata foto di Paul Fasciano 5

Il tuo spettacolo intende lasciare lo spettatore con una domanda. Qual è?

«Direi senza dubbio: Cosa farebbe oggi una Lisistrata contemporanea?»


INFORMAZIONI

Lisistrata

  • Date e orari: Dal 22 al 25 gennaio 2026 | Giovedì, venerdì e sabato alle ore 21; Domenica alle ore 18
  • Testo: Aristofane
  • Adattamento e Regia: Emilia Miscio
  • Compagnia Teatrale: Sogni di Scena
  • Cast: Violetta Rogai, Elisa Panfili, Federica Pallozzi Lavorante, Chiara Silano, Barbara De Nardis, Enzo Avagliano, Simone Giulietti, Nino Palmeri, Marco Gargiulo
  • Foto e Video: Riccardo Dell’Era
  • Disegno Luci: Giorgio Caredda
  • Produzione: Compagnia Teatrale Sogni di Scena
  • Teatro: Teatro Antigone Via Amerigo Vespucci, 42 – Roma
  • Info e Prenotazioni: 347.0619618
Lisistrata foto di Paul Fasciano 4

Foto: Paul Fasciano©

Virginia Rifilato

Giornalista del Quotidiano La Voce e Direttrice de Il Circolo del Golf, è collaboratrice di InsideMagazine dal 2020

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Laureata in Lettere con la specializzazione in Editoria e Giornalismo presso l'Università degli Studi Roma Tre, e diplomata anche presso la Scuola di Scrittura Omero, Virginia Rifilato è una giornalista di grande talento e esperienza, con una solida carriera nel campo del giornalismo e delle collaborazioni con importanti media nazionali come La Repubblica, come editor nell'industria cinematografica e televisiva per importanti canali satellitari e terrestri come Sky e Tim Vision, e collaboratrice di alcune emittenti radiofoniche di spicco, tra cui Radio 3 e Dimensione Suono Roma.

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All'interno del magazine InsideMagazine, Virginia ha il compito di curare le interviste di punta, offrendo ai lettori un'esperienza avvincente e coinvolgente. La sua passione per la scrittura e la sua capacità di raccontare storie affascinanti, oltre alla sua abilità nel creare domande incisive e nel catturare l'essenza delle personalità intervistate, la rende una risorsa di grande valore per la redazione.

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