Spoladori

Sicurezza sul lavoro, l’analisi dell’ingegnere Spoladori tra norme, cantieri e macchine

Gennaio 23, 2026
7 mins read

In un contesto in cui la sicurezza sul lavoro è sempre più al centro del dibattito pubblico e normativo, tra nuovi decreti, strumenti digitali e un apparato burocratico in costante crescita, le imprese, e soprattutto quelle medio-piccole, si trovano a dover affrontare sfide sempre più complesse. Dalla gestione dei cantieri alla conformità delle macchine, fino all’applicazione concreta delle nuove regole, il rischio è che la sicurezza resti confinata alla carta, perdendo di vista la tutela reale delle persone.

Su questi temi abbiamo intervistato l’ingegnere Alberto Spoladori, titolare dell’omonimo Studio Spoladori, realtà di riferimento da quasi trent’anni nel campo della sicurezza sul lavoro e della sicurezza delle macchine. Con un’esperienza che spazia dalla consulenza alle imprese alla marcatura CE, dalla messa a norma di macchinari esistenti all’affiancamento dei costruttori, lo Studio Spoladori opera quotidianamente a contatto con cantieri, aziende e organi di controllo, offrendo una visione concreta e pragmatica delle criticità del settore.

Nel corso dell’intervista, l’ingegnere Spoladori analizza le principali novità introdotte dal Decreto Sicurezza sul Lavoro 2025, soffermandosi in particolare sul badge digitale di cantiere, sui lavori in quota, sulle difficoltà operative per le imprese più piccole e sul tema della sicurezza delle macchine e le prospettive aperte dal nuovo Regolamento Macchine in vigore dal 2027.

Ne emerge un quadro lucido e senza retorica, in cui accanto ai significativi progressi compiuti negli ultimi decenni restano nodi irrisolti. Un’analisi che invita a ripensare la sicurezza non solo come adempimento, ma come valore condiviso e processo continuo.

Ingegnere, la sicurezza nei cantieri è spesso soffocata dalla documentazione. Come riesce il suo Studio a tradurre queste pile di documenti in comportamenti reali e sicuri, evitando che la sicurezza rimanga solo formale ma diventi sostanziale?

È oggettivo il fatto che la documentazione da presentare in cantiere sia sempre più complessa e spesso forse eccessiva, accentuata dal fatto che il committente o il coordinatore talvolta chieda molto più della documentazione minima prevista per legge. Ciò pone in difficoltà soprattutto le imprese medio/piccole, che difficilmente dispongono di un ufficio in grado di sostenere questa mole di documentazione che deve peraltro essere adattata a ogni singolo cantiere.

Il nostro studio lavora a fianco delle imprese puntando soprattutto su di un’efficace formazione dei lavoratori, sia a livello generale sia di attrezzature. La formazione, oltre a essere un obbligo di legge, è la base su cui si fondano i comportamenti sicuri dei lavoratori. Oltre a questo cerchiamo di aiutare le aziende nella preparazione di documenti quali il P.O.S. (piano operativo di sicurezza) che deve essere concreto e calato sulla realtà del cantiere e prevedere misure di sicurezza “effettive” e praticabili. Stesso approccio per gli ulteriori documenti di contorno. Infine, siamo a disposizione in caso di verifiche ispettive per avere un confronto, al di là dell’eventuale sanzione, più costruttivo possibile con l’Ente pubblico.

Il nuovo Decreto Sicurezza sul Lavoro 2025 ha introdotto misure organiche per rafforzare la prevenzione e ridurre gli infortuni in tutti gli ambiti lavorativi. Secondo lei, quale delle novità normative, tra cui l’introduzione del badge digitale di cantiere, avrà l’impatto più immediato sul modo in cui le imprese affrontano la sicurezza quotidiana?

Io non sono propriamente d’accordo con questi decreti che escono uno dopo l’altro, per così dire “a raffica”. Le imprese stanno ancora digerendo il concetto della patente a crediti, nonché cercando di capire il nuovo Accordo sulla formazione dei lavoratori che ecco che arrivano queste nuove disposizioni. Forse sarebbe meglio fare dei provvedimenti con minor frequenza, anche se più corposi e articolati, in modo da dare alle imprese il tempo di studiarli, recepirli e uniformarsi ad essi, ma questa è solo la mia opinione.

Detto questo, l’introduzione del badge digitale mi sembra una buona idea, in quanto porterebbe una chiarezza su chi sono le persone presenti in cantiere e a quale titolo, evitando situazioni spesso caotiche, per non dire altro. Sia le figure del committente (responsabile dei lavori, coordinatore, ecc.) sia gli Enti di controllo avranno una maggiore facilità di recuperare subito le informazioni sui lavoratori presenti. Vedo quindi positivamente questa novità, nella speranza che dal punto di vista della gestione (portali, procedure, ecc.) non ci siano particolari problematiche e che tutto il sistema sia più semplice possibile.

Un’altra novità interessante è la modifica sull’articolo che riguarda i lavori in quota, dove vengono chiarite molto bene le priorità che l’imprenditore deve adottare nella scelta delle misure di sicurezza per tali attività. In realtà la normativa non è cambiata, visto che nelle pieghe della legislazione precedente già erano tracciate le linee guida, ma ora è tutto esplicitato e spiegato meglio e non c’è più possibilità di interpretazioni non corrette. Speriamo che questo serva davvero a garantire una maggiore sicurezza durante i lavori in quota, che continuano a essere una delle maggiori cause di incidenti gravi. Si tratta anche di uno dei temi che il mio studio segue con maggiore attenzione, cercando di consigliare sempre le aziende ad adottare i migliori metodi e strumenti per effettuare in sicurezza tali lavori.

Altre novità, spero, saranno chiarite con successivi provvedimenti, in quanto lasciano spazio a interpretazioni, come quella relativa all’abbigliamento da lavoro. 

Dal punto di vista operativo, quali difficoltà concrete prevede nell’applicazione delle nuove regole nei cantieri medio-piccoli?

L’aumento della documentazione e della burocrazia nei cantieri rende da sempre complicata la gestione per i cantieri più piccoli e anche per le imprese medio/piccole. Ci sono stati alcuni tentativi di semplificazione per certe situazioni ma hanno sempre funzionato poco, dopotutto.

Molti imprenditori si rivolgono a noi per un aiuto che va oltre la semplice (per modo di dire..) consulenza. Sempre più spesso cercano anche una figura di riferimento, che li possa aiutare nel tempo per le varie esigenze. È per questo che noi proponiamo alle imprese anche un vero e proprio “pacchetto” di assistenza annuale che garantisce di avere tutte le informazioni per tenersi aggiornati e l’assistenza in caso di incidenti/controlli/contestazioni. Abbiamo sempre cercato di avere un approccio empatico e collaborativo, tanto che molti clienti sono con noi da più di vent’anni!

In tema di sicurezza delle macchine, il quadro normativo diventa sempre più stringente.
Le aziende sono consapevoli delle responsabilità che si assumono quando utilizzano o modificano macchinari non conformi?

Le aziende possono anche essere consapevoli delle responsabilità, ma le difficoltà subentrano quando si deve decidere come agire per sanare una situazione e rendere le macchine conformi alla normativa vigente. Si tratta di un tema molto tecnico, che richiede non solo un’ottima conoscenza del parco normativo esistente, che è davvero vasto, ma anche una grande esperienza del settore, delle situazioni vissute, delle centinaia di macchine viste e analizzate.

Il nostro studio segue da quasi 30 anni il settore della sicurezza delle macchine e affianca sia gli utilizzatori, in caso di messa a norma di macchinari/impianti esistenti, sia i costruttori, con la consulenza normativa, la stesura delle istruzioni d’uso e del fascicolo tecnico. Il nuovo regolamento macchine che entrerà in vigore nel 2027 sarà una nuova, grande ma interessante sfida.

Negli ultimi anni la sicurezza sul lavoro è diventata un tema sempre più centrale. Dal suo osservatorio privilegiato, dove siamo davvero migliorati e dove invece continuiamo a commettere gli stessi errori?

Da quando ho cominciato ad occuparmi di sicurezza sul lavoro, nel 1994, sono stati fatti passi da gigante. Al giorno d’oggi un infortunio mortale fa notizia e, giustamente, suscita scalpore, ma dobbiamo pensare ai numeri di adesso rispetto a quelli di 30 anni fa. Certo, il miglioramento è sempre possibile e tutti stiamo lavorando per questo.

Dal punto di vista pratico si può dire che concetti come quello della formazione (importantissimo) dell’uso dei D.P.I., della sicurezza degli ambienti e delle macchine, delle valutazioni dei rischi, ecc. sono ormai diventati parte del DNA delle aziende e ciò ha contribuito a un grandissimo miglioramento. Io penso che, d’altro canto, si stia andando verso un’eccessiva burocratizzazione della sicurezza e talvolta è più importante avere tutte le “carte” in regola piuttosto che la sostanza. In realtà, nella mia personale esperienza, l’infortunio avviene ancora per motivi spesso inafferrabili: distrazione, stanchezza, fretta, abitudine al rischio. Spesso è il lavoratore stesso che non si capacita di come abbia fatto a farsi male.

Sono convinto che, in questo momento storico, la maggior parte degli imprenditori (non dico tutti, certo..) voglia assolutamente essere in regola con tutto e faccia sforzi enormi per raggiungere tale obiettivo e che sia il primo che vuole garantire la salute e sicurezza dei lavoratori. Sarebbe interessante entrare di più anche in altri aspetti, come quello dei rapporti interpersonali, della comunicazione, del benessere dei lavoratori, perché forse in questi ambiti si potrebbe portare dei miglioramenti molto interessanti che poi, probabilmente, si trasformerebbero anche in comportamenti maggiormente virtuosi, da parte di tutti, imprenditori e lavoratori compresi.

Oltre a ciò, io personalmente potenzierei di più le fasi di addestramento sul luogo di lavoro, anche a dispetto della formazione “standard”, in quanto sono convinto che è sul campo che il lavoratore acquisisce la capacità di lavorare in sicurezza, ovviamente con il coordinamento di figure di adeguata capacità tecnica.

Infine, aumenterei i controlli da parte degli Enti preposti, ma con un ruolo, in prima battuta, di “verifica” senza comminare subito le sanzioni, ma con obbligo di messa a norma entro tempi ragionevoli.

In buona sostanza, secondo me, il panorama normativo è molto vasto e completo e non ritengo siano necessarie ulteriori modifiche che talvolta portano a complicazioni. Sarebbe invece auspicabile che si entrasse sempre di più nello spirito del D.lgs 81/2008 che si fonda (fin dall’inizio, ormai quasi vent’anni fa)  sulla partecipazione di tutte le figure aziendali, sulla collaborazione e sulla distribuzione di doveri e responsabilità a ogni singola persona, dal Datore di Lavoro fino a tutti i lavoratori. Ognuno deve partecipare alla sicurezza aziendale per quanto di sua competenza e lavorare in sicurezza deve far parte del concetto stesso di lavoro. Dal punto di vista tecnico sono stati fatti passi enormi e oggigiorno non è tollerabile un’azienda che non rispetti le norme dal punto di vista tecnico, ma ritengo che ci sia ancora molto da migliorare sull’aspetto umano, su cui si potrebbero fare davvero cose molto belle.   

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