Due repliche straordinarie riportano sul palco del Piccolo Teatro Carlo Goldoni il 7 e 8 febbraio “Ed è stata subito sera”, il recente luminoso monologo di Antonella Antonelli andato in scena a dicembre al Teatro Tordinona.
Secondo capitolo di una trilogia dedicata all’universo femminile, lo spettacolo si sviluppa intorno a una donna, Sophia, che attraversa infanzia, amore, disillusione, guerra e speranza, restituendo al pubblico un viaggio emotivo potente e sorprendente.

Dal testo alla scena: Antonella Antonelli
Antonella Antonelli, scrittrice, regista, dramaturg e coach attoriale, è una delle voci più originali della scena romana contemporanea, capace di intrecciare ricerca poetica e precisione tecnica in un percorso artistico che negli ultimi anni ha conquistato pubblico e critica.
Con “Ed è stata subito sera” Antonelli firma e interpreta il secondo capitolo della trilogia “Storie di vita, storie di donne”, consolidando un lavoro che unisce drammaturgia intimista, sguardo sociale e un metodo attoriale che lei stessa definisce “archeologico”, perché scava nella verità emotiva dei personaggi fino a riportarne alla luce le zone più fragili e sincere.
Al centro di questo monologo c’è Sophia, una donna caparbia e ferita, che dalla Roma della sua adolescenza approderà alle zone di guerra dello Yemen: un’esperienza unica, che la “spoglierà” del superfluo, lasciando cadere quella “maschera” che ognuno di noi, a tratti, deve indossare.
La città che fa da sfondo è una Roma viva e nostalgica: “Una Roma fatta di luci che rimbalzano da una piazza all’altra”, racconta l’autrice, “di bar con tavoli di marmo, buffetti affettuosi e cioccolata con panna a Piazza Navona”. È da questo paesaggio affettivo che emerge Sophia, bambina coraggiosa, poi giovane donna segnata da una madre problematica, un padre adorato e distante, un amore che si defila prima ancora di fiorire. “Era una bambina che cercava di proteggere sua madre da se stessa”, spiega Antonelli, “senza essere vista, forse senza neppure essere desiderata”.
“Ed è stata subito sera” è un viaggio fatto di incontri che illuminano e smarrimenti che insegnano, di domande che tornano ostinate e intuizioni che arrivano all’improvviso, come un raggio di sole in una giornata di pioggia. Tutto accade con una delicatezza che non nasconde il dolore, ma lo trasforma in raffinato racconto, lasciando affiorare quella forza silenziosa che solo i personaggi più veri sanno incarnare.

La regia di Massimiliano Milesi
In scena, lo spazio di Milesi è essenziale: le musiche scelte dal regista sono un ulteriore elemento espressivo che concorre ad aumentare il valore emozionale delle parole.
“Quella della scrittura e poi dell’interpretazione è una responsabilità che amo profondamente”, prosegue Antonelli, “e che condivido da anni con Massimiliano Milesi. So già come vuole che sia la messinscena, come deve essere interpretato il testo, e quale ritmo interno deve corrispondere all’intero arco scenico. Abbiamo una bellissima armonia, lo stesso intuito e la stessa percezione. Ovviamente il suo occhio esterno mi consente di sbagliare e aggiustare il tiro. E questo significa lavorare in sicurezza e con fiducia.”
Il monologo, che Antonelli definisce “cresciuto in embrione per anni”, ha trovato una forma nuova proprio nel lavoro con Milesi: “Il palcoscenico e la vita ci cambiano. Con il tempo è diventato qualcosa di diverso, di vero, con sempre una punta di riscatto nel finale”. La scrittura è vibrante, sincera e attraversata da quell’ironia lieve che Antonelli sa innestare anche nei momenti più drammatici.
Il titolo “Ed è stata subito sera”, prosegue, è nato da un grande amore per Salvatore Quasimodo: “Volevo sentire fino in fondo il passaggio del raggio di sole che ci colpisce e della sera che ci stupisce. Credo che Sophia ci sia riuscita.”
Il metodo DGC (Dinamica Gesto Carattere)
La sua riflessione sul mestiere di attore è altrettanto intensa: “Sono una coach-archeologa”, afferma Antonelli con un sorriso, “scavo nei miei attori con il metodo DGC (Dinamica Gesto Carattere),nato da una splendida idea di Milesi, che continuiamo ad arricchire e approfondire, per quanto mi concerne soprattutto dal punto di vista psicologico: cerco la verità dei gesti, anche inconsci. Poi, provando e riprovando, le emozioni – che talvolta mi travolgono – finiscono con l’appartenere al personaggio, e diventa più facile gestirle.”
Antonelli: un percorso artistico e umano
Il percorso artistico della drammaturga è, in sé, già una piccola grande opera: “Sono stata una studentessa, una moglie, una madre, una poetessa, una scrittrice e poi, nella maturità, è arrivato il teatro: lì sono diventata finalmente quella che sono. Quando vado in scena non divento il personaggio: io sono il personaggio. I gesti, i respiri, le emozioni, appartengono a lui/lei, non più alla mia esistenza. E sono grata al pubblico che ha condiviso con me questa sorta di osmosi. Forse, la magia più bella del teatro…”, confessa la dramaturg.
Cosa aspettarsi
“Ed è stata subito sera” promette di lasciare un’eco lunga negli spettatori: un racconto che appartiene a tutte le donne capaci di avanzare anche quando la vita arretra. Una storia che parla di resistenza, di cura e di un’ostinata speranza, portata in scena con forza e grazia da una delle voci più sensibili del teatro contemporaneo.
ED E’ STATA SUBITO SERA
- Piccolo Teatro Carlo Goldoni – Piazza di Donna Olimpia 5, Scala F, int. 6 – Roma
- Sabato 7 febbraio alle 19 | Domenica 8 febbraio ore 18
- Per informazioni e prenotazioni:
- Messaggio WhatsApp al numero: 329 86 58 537
- Oppure scrivere a: casa.delmonologo@yahoo.com










