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“Oltre le sbarre” di Francesco Certo

100 poesie per riscattare il vuoto del carcere
Febbraio 6, 2026
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Francesco Certo, giornalista e voce storica di Radio Dimensione Suono Roma, torna alla poesia con “Oltre le sbarre”, la sua diciassettesima raccolta, dedicata al mondo carcerario. Il libro sarà presentato lunedì 9 febbraio alle ore 11 in Campidoglio – Sala del Carroccio, alla presenza della presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli. Un appuntamento istituzionale che segna l’avvio pubblico di un progetto editoriale destinato a uscire presto dai confini tradizionali della presentazione libraria.

A partire da aprile, infatti, “Oltre le sbarre” inizierà un percorso di incontri all’interno delle carceri italiane, cominciando dalla Casa Circondariale di Civitavecchia, accompagnato da Claudio Germanò, altra voce nota della radio romana. Un passaggio non simbolico, ma sostanziale: portare i testi laddove il tema raccontato è vissuto quotidianamente.

«Non ho mai vissuto il carcere, e non ho voluto fingere il contrario. Ho scelto di costruire una figura simbolica che raccontasse in prima persona il proprio vissuto, le emozioni: un detenuto possibile, perché ciò che mi interessava non era il reato, ma la reazione umana alla privazione»

Francesco Certo

Esistono luoghi in cui il tempo non scorre, ma rallenta fino a fermarsi. Il carcere è forse, per eccellenza, la dimensione della sottrazione: manca lo spazio, manca l’affetto e manca l’aria che si respira. Un perimetro di cemento e silenzi forzati, dove la parola scritta può farsi strumento di sopravvivenza, uno squarcio dal quale intravedere un orizzonte possibile e negato.

Francesco Certo, con questa sua raccolta di poesie, compie un’operazione letteraria audace: dare voce a chi abita questo spazio, esplorando la reclusione attraverso la lente della poesia. Ma come può un autore che non ha mai varcato la soglia di una cella raccontare con verità il “nulla” del quotidiano carcerario? La sfida risiede in una domanda che interroga la funzione stessa dell’arte: può un verso, nel momento del massimo isolamento, diventare una forma possibile di libertà?

Copertina Oltre le sbarre

La genesi della raccolta “Oltre le sbarre”

Per dare vita a questi cento componimenti, Francesco Certo non ha scavato nell’oscurità della propria memoria, ma in quello di un’alterità immaginata. È quello che egli stesso definisce “uno sforzo virgiliano”: una discesa negli inferi della privazione per farsi guida di un protagonista invisibile. Senza aver mai vissuto il carcere, nemmeno come osservatore esterno, l’autore ha costruito la “figura X” di un detenuto ideale, caricandolo di tutte le complicazioni emotive e delle sofferenze tipiche della vita reclusa.

L’obiettivo non è la cronaca del reato, ma l’analisi della reazione umana. L’immaginazione diventa qui un ponte necessario tra il “fuori” e il “dentro”, permettendo di guardare il mondo attraverso gli occhi di chi è costretto a sopravvivere. È una ricerca di senso che tocca vette di profonda umanità, come nel componimento ”Bambina mia”, dove il desiderio di un padre di sollevare la figlia “sulle nuvole” trasforma la sbarra in un ostacolo puramente fisico, incapace di contenere il peso dell’amore filiale.

Perché narrare la routine brutale della cella in versi anziché in prosa? «La poesia ha il compito di esorcizzare il nulla» risponde l’autore, «di dare aria a pareti che ne sono prive. Laddove la prosa rischierebbe di appiattirsi sul resoconto documentaristico, il verso distilla l’essenza del dolore e della speranza, nobilitando l’esperienza del recluso.»

La grammatica poetica

Questa operazione richiede quella che Certo chiama una “precisione linguistica maniacale”. Le poesie, contenute quasi sempre entro il limite dei 30-35 versi, sono celle di rigore formale: in uno spazio così breve, ogni parola deve essere esatta, perché “non è prosa”. È un paradosso creativo: il limite metrico e strutturale diventa la chiave per la libertà espressiva. Il risultato è una scrittura dotata di una musicalità naturale, una scorrevolezza che l’autore paragona a “una bevuta di caffè”: un gesto quotidiano, essenziale e stimolante, che non costringe il lettore a tornare indietro, ma lo trascina fino all’ultimo verso.

Uno dei nuclei più potenti della raccolta emerge nella filosofia dietro ”Ascoltami Secondino”, un componimento che scardina le gerarchie consolidate del sistema penitenziario. Nel rapporto tra il carcerato e l’agente, Certo individua un’ironia sottile e brutale che ribalta i ruoli di forza.

L’agente ha il potere immediato, il chiavistello, le chiavi che serrano il mondo. Ma in questo dialogo serrato si scopre che è lui, l’agente, a essere destinato a restare per sempre entro quel perimetro, prigioniero del proprio ruolo. Il detenuto, invece, nell’anima o al termine della pena, varcherà quella soglia. Chi è, dunque, il vero padrone della propria libertà?

La poesia come nuova libertà espressiva dei giovani

Contrariamente al pregiudizio che vorrebbe la poesia come un linguaggio morente o lontano dalle nuove generazioni, l’esperienza di Certo racconta una realtà vibrante. Attraverso i Poetry Slam e le lezioni tenute nelle università, l’autore ha intercettato un bisogno collettivo di musicalità e significato. I giovani, se dotati di una penna, trovano nel verso l’antidoto perfetto al piatto rumore della contemporaneità.

Francesco Certo
Francesco Certo

La poesia al centro delle librerie

Un segnale tangibile di questa rinascita è racchiuso in un aneddoto legato alla storica libreria Mondadori di via Cola di Rienzo a Roma. Un tempo, il reparto poesia era confinato in uno scaffale marginale, nascosto dietro il “labirinto” delle novità commerciali. Oggi, quel reparto è stato spostato al centro della sala principale. Questo spostamento fisico è il simbolo di un riposizionamento culturale: la poesia non è più un genere di nicchia per pochi eletti, ma una necessità intima e sociale, un ritorno al ritmo e all’accuratezza della lingua come strumento di interpretazione del reale.

Un viaggio nelle carceri italiane

A seguito della presentazione istituzionale in Campidoglio, l’autore ha scelto di sottoporre i propri versi al giudizio di chi la reclusione la vive sulla pelle nella Casa Circondariale di Civitavecchia, grazie al supporto dell’associazione Seconda Chance — guidata da una giornalista da anni impegnata nel creare ponti tra carcere e società. L’obiettivo è verificare se quei versi abbiano toccato corde reali o se siano rimasti esercizi di stile. In questo contesto, l’arte assolve alla sua funzione più alta: spingere chi attende una sentenza a rimettersi in gioco, offrendo un linguaggio per ricostruire la propria identità oltre le colpe e i reati, o presunti tali.

Il messaggio finale di Francesco Certo è un invito alla fluidità della parola. La sua è una poesia che aspira a farsi canzone, elevando il linguaggio quotidiano a una forma d’arte che cura e libera. «Il mio desiderio è che i versi non restino confinati nella “intimità del divano”, ma diventino emozione collettiva, vibrazione condivisa.»

In fondo, questo viaggio oltre le sbarre ci insegna che la parola può trasformarsi in prezioso chiavistello capace di scardinare porte invalicabili. Resta, tuttavia, una domanda che l’autore lascia aperta nel cuore del lettore: può un verso essere più efficace di una sbarra nel definire chi siamo veramente? Forse la vera libertà inizia proprio lì, nel punto esatto in cui la musica interiore riesce a superare il muro del silenzio.


  • Titolo: OLTRE LE SBARRE
  • Casa Editrice: Edizioni Ensemble
  • Autore: Francesco Certo
  • Presentazione istituzionale alla stampa: lunedì 9 febbraio 2026, ore 11, Sala del Carroccio – Campidoglio, Roma

Virginia Rifilato

Giornalista del Quotidiano La Voce e Direttrice de Il Circolo del Golf, è collaboratrice di InsideMagazine dal 2020

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Laureata in Lettere con la specializzazione in Editoria e Giornalismo presso l'Università degli Studi Roma Tre, e diplomata anche presso la Scuola di Scrittura Omero, Virginia Rifilato è una giornalista di grande talento e esperienza, con una solida carriera nel campo del giornalismo e delle collaborazioni con importanti media nazionali come La Repubblica, come editor nell'industria cinematografica e televisiva per importanti canali satellitari e terrestri come Sky e Tim Vision, e collaboratrice di alcune emittenti radiofoniche di spicco, tra cui Radio 3 e Dimensione Suono Roma.

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All'interno del magazine InsideMagazine, Virginia ha il compito di curare le interviste di punta, offrendo ai lettori un'esperienza avvincente e coinvolgente. La sua passione per la scrittura e la sua capacità di raccontare storie affascinanti, oltre alla sua abilità nel creare domande incisive e nel catturare l'essenza delle personalità intervistate, la rende una risorsa di grande valore per la redazione.

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