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Aerospazio e Difesa, crescita e filiera: la visione di Enrico Deodati, Managing Director di Daidalos Aviation Safety

Febbraio 17, 2026
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Il comparto Aerospazio & Difesa sta attraversando una fase di espansione significativa, sostenuta da nuovi investimenti pubblici, innovazione tecnologica e una domanda crescente sia in ambito civile sia militare. Tuttavia, come evidenziano molti operatori del settore, la sfida principale non è più soltanto economica o commerciale, ma soprattutto industriale, con l’intento di voler trasformare la crescita della domanda in reale capacità produttiva qualificata, mantenendo elevati standard di sicurezza, tracciabilità e affidabilità.

In questo scenario assume un ruolo centrale il rafforzamento della filiera, con l’ingresso di nuovi attori industriali chiamati a confrontarsi con requisiti tecnici, normativi e culturali particolarmente stringenti. Programmi come “Crescere insieme” segnano un cambio di paradigma nel modo in cui il settore affronta la crescita.

Il vero salto di qualità consisterà quindi nel far crescere oltre ai volumi anche le competenze, la maturità dei processi e la cultura industriale lungo tutta la catena produttiva, pensando, in prospettiva, ad una crescita collettiva del settore passando da “Crescere insieme” a “Crescere insieme, crescere tutti”.

Ne abbiamo parlato con Enrico Deodati, Managing Director di Daidalos Aviation Safety, realtà impegnata nella consulenza strategica, nei sistemi di gestione e nella sicurezza in ambito aeronautico e difesa, per comprendere opportunità, rischi e prospettive future di un settore sempre più nevralgico per la competitività industriale e tecnologica del Paese.

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Enrico Deodati, Managing Director di Daidalos Aviation Services S.r.l.

Quali fattori concreti stanno sostenendo oggi la crescita del comparto Aerospazio & Difesa?

I driver sono convergenti: investimenti in difesa, cicli di procurement più intensi, domanda civile in crescita e spinta tecnologica. In Europa la dinamica è chiara: spesa 343 miliardi nel 2024 (stima 381 nel 2025) e investimenti 106 miliardi nel 2024 (stimati ~130 nel 2025). La domanda cresce più rapidamente della capacità produttiva: i colli di bottiglia si spostano sulla filiera. In Italia si muove la qualificazione: il voucher certificazioni PMI in Piemonte vuole stimolare le aziende ad introdurre i sistemi di gestione della qualità (UNI EN 9100) e della sicurezza delle informazioni (ISO/IEC 27001) nella catena di fornitura. E non è l’unica regione che si sta muovendo. 

Questa crescita non è solo un tema di mercato: è un elemento di competitività nazionale. La filiera ASD, oggi, è una leva di autonomia industriale e tecnologica che il Paese non può permettersi di trascurare: una filiera più matura e più ampia consente all’Italia di presidiare tecnologie critiche, ridurre vulnerabilità e rafforzare la propria autonomia industriale in un settore strategico.

Dal punto di vista operativo, come si traducono questi numeri all’interno delle fabbriche e della supply chain?

La crescita si materializza solo se la filiera regge. I vincoli sono capacità produttiva, competenze e tempi di qualifica. Non basta aumentare i volumi: serve capacità qualificata di fornire parti.

Quando si parla di “capacità qualificata”, a cosa ci si riferisce esattamente nel settore ASD?

Significa produrre rispettando requisiti, standard, tracciabilità e controlli che rendono il prodotto certificabile e sicuro. Nel dominio aeronautico e difesa “il processo è parte del prodotto”: senza evidenze, registrazioni, controllo della configurazione e delle modifiche il prodotto non è accettabile.

Quale funzione possono svolgere programmi di sviluppo della filiera come “Crescere insieme”?

Sono un acceleratore sistemico: ampliano la base fornitori e riducono dipendenze. Dalle informazioni pubbliche risulta uno scouting già avviato con platea eterogenea. Questa iniziativa dà conto di un cambio di passo da parte del campione nazionale del settore,  e però pone un tema: non basta ampliare la base dei fornitori nazionali, occorre elevarne lo standard. “Crescere insieme” potrà funzionare solo se lo intendiamo come “Crescere insieme, crescere tutti”: deve crescere anche lo standard dei nuovi attori chiamati a partecipare.

Quali criticità emergono quando aziende esterne al settore ASD entrano nella filiera?

Nasce dal gap culturale e di processo. Un’azienda eccellente altrove può non essere pronta su controllo della configurazione e delle modifiche, sulla necessità di avere processi qualificati e tracciabilità all’origine, la gestione delle non conformità e, soprattutto, sull’auditabilità di tutto questo. Se non gestito correttamente, l’ingresso di nuovi attori può generare ritardi e rischi sulla sicurezza e sulla missione. Come ogni cambiamento, serve lungimiranza e governance. 

Perché il settore automotive viene considerato il bacino più naturale per una possibile riconversione industriale?

Perché è in compressione: indice produzione -13,2% e autoveicoli -23,7%. Le imprese per la continuità del “business” cercano diversificazione. In positivo porta sicuramente industrializzazione e disciplina produttiva.

Qual è l’errore più frequente nelle aziende che tentano la transizione dall’automotive all’aerospazio e difesa?

Pensare che basti “fare bene”. In ASD non basta: va dimostrato. Si sottovaluta l’importanza della documentazione, del controllo della configurazione e delle modifiche, dell’integrazione qualità-sicurezza, di processi speciali qualificati e di consapevolezza dei subfornitori. La qualità non è un reparto: è un sistema che oggi integra la gestione della conformità, della sicurezza del volo e della sicurezza delle informazioni.

Cosa implica concretamente passare dal concetto di “Crescere insieme” a quello di “Crescere insieme, crescere tutti”?

Cambia il vincolo: non basta includere nuovi attori, bisogna aiutarli a crescere anche verso lo standard richiesto, incluse le loro supply chain. Nessuna scorciatoia su conformità, sicurezza del volo e sicurezza delle informazioni. Se volessimo usare una metafora tratta da un mito potremmo dire che Icaro è l’appetito di crescere in fretta; Dedalo è metodo e disciplina. Questa sintesi in ASD vuol dire conformità, standard di processi, evidenze documentali e attenzione ai fattori umani.

Perché la metafora Dedalo/Icaro è particolarmente efficace per descrivere la crescita del settore?

Perché descrive perfettamente la dialettica, sempre vivace, tra il desiderio di crescere e la necessità di governare i vincoli: l’aerospazio e la difesa si fondano su due esigenze, di assoluto valore, quella del fatturato, come ogni altra azienda, e quella della sicurezza, specifica del nostro settore. Nell’ASD non si cresce prendendo a modello Icaro, si cresce prendendo a modello Dedalo: per questo “Crescere insieme” deve essere inteso come “Crescere insieme, crescere tutti”.

Dove si riscontrano più frequentemente le criticità: nella gestione dei processi o nella documentazione?

Nell’interfaccia tra i due. Un processo non controllato genera documentazione di facciata; una documentazione incompleta rende il processo non dimostrabile. La documentazione è evidenza e memoria del prodotto, è consustanziale alla sicurezza.

Come si può integrare la safety nei processi aziendali senza rallentare la produttività?

Con un Safety Management System pragmatico, cioè proporzionale alla complessità dell’organizzazione, per evitare un inutile dispendio di risorse: identificazione dei pericoli, valutazione dei rischi associati, necessità di eventuali azioni di mitigazione e verifica della loro efficacia. Integrato col sistema qualità migliora la produzione e ottimizza i flussi interni. Se fatto bene aumenta la sicurezza, riduce costi e tempi e dà garanzie al Cliente.

Perché la sicurezza delle informazioni è diventata un elemento chiave nella supply chain aeronautica?

Gli episodi di cybersecurity nel trasporto aereo e nelle infrastrutture critiche mostrano che l’aviazione è un target naturale di attori malevoli. Per questo la sicurezza delle informazioni, che impatta progettazione, produzione e manutenzion,e è diventata un elemento chiave: occorre proteggere i dati tecnici, l’integrità della configurazione e la resilienza digitale, attraverso un sistema strutturato di gestione della sicurezza delle informazioni. L’ISMS è parte integrante della maturità di filiera e della sicurezza del volo.

Di cosa hanno bisogno concretamente le PMI per affrontare questo salto industriale?

Tempo e accompagnamento, investimenti mirati e governance. Senza governance la qualifica diventa infinita. In un percorso complesso, un supporto con esperienza di settore riduce i tempi, garantendo efficienza ed efficacia.

In che modo la sua esperienza professionale si inserisce in questa fase di evoluzione del settore?

Lavoro da oltre trent’anni anni su sicurezza del volo, fattori umani, normativa civile e militare, sistemi di gestione, audit e formazione. Il mio ruolo è fare da ponte: declinare i regolamenti nella realtà aziendale, tradurre i requisiti in processi idonei e proporzionati, formare persone e impostare verifiche.

Qual è il messaggio conclusivo che si sente di rivolgere oggi all’industria Aerospazio & Difesa?

L’allargamento della filiera è necessario. Ma va governato: “Crescere insieme, crescere tutti”. Devono crescere capacità e standard simultaneamente, altrimenti cresce solo il rischio. Nell’ASD la conformità, gli standard dei processi e le evidenze documentali garantiscono la sicurezza. E la sicurezza, ora anche delle informazioni, è la sola condizione per una crescita sostenibile.

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