Il Ministero della Giustizia ha avviato un tavolo tecnico di confronto sulle modalità di svolgimento dell’esame di abilitazione forense per le sessioni 2026-2027. L’iniziativa rappresenta un segnale importante di apertura e attenzione verso un tema che riguarda migliaia di praticanti avvocati e l’intero sistema di accesso alla professione legale.
Assotutela accoglie con favore il confronto istituzionale
Assotutela (l’associazione italiana no-profit che si dedica alla tutela dei diritti dei cittadini, dei consumatori e degli utenti) accoglie con favore l’avvio di questo percorso di confronto istituzionale, anche alla luce delle interlocuzioni e degli interventi promossi nelle scorse settimane sul tema.
Il dialogo con Melillo e Foreste: un confronto costruttivo
L’impegno di Assotutela ha trovato ascolto e condivisione da parte del Presidente della Commissione centrale per l’esame di avvocato Antonio Melillo e del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Carmine Foreste, con i quali si è sviluppato un dialogo costruttivo volto ad affrontare le principali criticità e a individuare possibili miglioramenti del sistema.
“Ringraziamo il Ministro della Giustizia e il Governo per l’attenzione dimostrata su una questione così rilevante”, dichiarano Antonio Melillo, Carmine Foreste e Michel Emi Maritato.
“Nelle ultime settimane si è sviluppato un confronto serio e responsabile che ha portato all’apertura di questo tavolo tecnico. Siamo convinti che il dialogo tra istituzioni e rappresentanze del mondo forense sia lo strumento più efficace per individuare soluzioni equilibrate, capaci di garantire trasparenza, meritocrazia e una selezione adeguata dei futuri professionisti del diritto”
Antonio Melillo, Michel Emi Maritato, Carmine Foreste
Il tavolo tecnico rappresenterà quindi un’occasione di ascolto e di proposta tra istituzioni, ordini professionali e rappresentanze del settore, con l’obiettivo di definire modalità di esame sempre più moderne, chiare e coerenti con le esigenze della professione forense e del sistema giustizia.
Un chiaro segnale istituzionale che il mondo forense attendeva da tempo. Ora la sfida è tradurre il dialogo in riforme concrete, all’altezza di un sistema giustizia che non può più permettersi di rimandare.










