Sabato 13 giugno 2026, lo spazio culturale La Vaccheria di Roma ha ospitato Scugnizze sospese, uno spettacolo scritto dall’attrice Maria Sofia Palmieri, da un’idea originale del musicista Paolo Rasile – fondatore del progetto Harp Guitar Travel – che si concretizza come un live a tre voci, con la preziosa collaborazione della danzatrice Denise Agostini.
Un lavoro che sfugge a ogni categoria: non è teatro, non è concerto, non è danza. È tutte e tre le cose insieme, unite da un filo invisibile: quello della napoletanità, intesa come identità culturale, memoria collettiva e sentimento vivo.

Un omaggio a Napoli, dalla Sirena a Pulcinella
Al centro dello spettacolo c’è Napoli. Non come cartolina, ma come sostanza drammaturgica. I testi – tra cui monologhi inediti firmati dal giornalista e scrittore Francesco Palmieri – costruiscono un affresco della città attraverso le sue figure archetipiche: la Sirena, simbolo della città stessa e del suo richiamo irresistibile; la Malafemmena, figura ambigua e potente del folklore partenopeo; Pulcinella, maschera senza tempo che custodisce la saggezza popolare. A questi si affianca un brano tratto da Filumena Marturano di Eduardo De Filippo, pietra miliare del teatro napoletano, recitati tutti in dialetto, con naturalezza e profondità, dall’attrice Maria Sofia Palmieri.

Lo spettacolo non dimentica la Storia: tra i momenti più intensi, la rievocazione della vicenda di Francesco II di Borbone (il Re Franceschiello, ultimo re di Napoli), un episodio che inserisce la narrazione in una dimensione di memoria storica e identità nazionale.
Rasile e l’harp guitar: la musica che crea sinestesia
Sul palco con due harp guitar, Paolo Rasile ha costruito il tessuto sonoro dell’intero spettacolo, raccordando con le sue sonorità i passaggi tra recitazione, danza e canto. La scelta delle musiche non è casuale: al centro del repertorio ci sono i brani di Pino Daniele, eseguiti attraverso lo strumento che Rasile ha fatto proprio nel corso di anni di ricerca e tour.

L’harp guitar, con la sua voce polifonica e la capacità di evocare più piani sonori contemporaneamente, si rivela perfetta per uno spettacolo di questa natura: accompagna senza sovrastare, dialoga con la danza, sorregge la parola. In un lavoro che punta alla sinestesia – alla fusione tra sensi e linguaggi artistici – lo strumento diventa non semplice accompagnamento, ma voce narrante autonoma.
Danza aerea e tradizione: il corpo come linguaggio

Denise Agostini ha portato in scena una danza acrobatica di grande impatto visivo, con numeri aerei eseguiti sul lollipop – il cerchio sospeso nel quale il corpo costruisce figure, linee, tensioni. Un linguaggio fisico, ricco di eleganza, che dialoga perfettamente con la compattezza evocata dalle musiche di Rasile. Le immagini che ne scaturiscono sono di grande effetto sul pubblico, grazie anche alla partecipazione di Maria Sofia Palmieri che da interprete si è trasformata in danzatrice, nonché perfetta spalla di Agostini.

Accanto alla danza aerea, lo spettacolo ha trovato spazio anche per la tradizione: la Pizzica e la Tarantella, interpretate ancora una volta dalla coppia Palmieri-Agostini, hanno portato sul palco il calore e il ritmo della danza popolare del Sud, radici vive di una cultura che non ha paura di contaminarsi con il contemporaneo.
Un progetto in movimento
Scugnizze sospese si inserisce nel percorso più ampio di Harp Guitar Travel, il progetto ideato da Paolo Rasile che porta la harp guitar in contesti e collaborazioni sempre nuove – teatri, spazi culturali, eventi multidisciplinari – con l’obiettivo di esplorare le potenzialità sinestesiche dello strumento in dialogo con altre arti.
Una serata, questa del 13 giugno, che ha confermato come la tradizione, illuminata dalle arti performative, sappia sorprendere e affascinare un pubblico multiforme e intergenerazionale.










