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Scugnizze sospese: un omaggio a Napoli tra musica, danza e parole

A La Vaccheria di Roma, uno spettacolo unico nel suo genere ha incantato il pubblico con un viaggio multisensoriale nel cuore della cultura napoletana
Giugno 18, 2026
2 mins read

Sabato 13 giugno 2026, lo spazio culturale La Vaccheria di Roma ha ospitato Scugnizze sospese, uno spettacolo scritto dall’attrice Maria Sofia Palmieri, da un’idea originale del musicista Paolo Rasile – fondatore del progetto Harp Guitar Travel – che si concretizza come un live a tre voci, con la preziosa collaborazione della danzatrice Denise Agostini.

Un lavoro che sfugge a ogni categoria: non è teatro, non è concerto, non è danza. È tutte e tre le cose insieme, unite da un filo invisibile: quello della napoletanità, intesa come identità culturale, memoria collettiva e sentimento vivo.

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Maria Sofia Palmieri, Denise Agostini, Paolo Rasile

Un omaggio a Napoli, dalla Sirena a Pulcinella

Al centro dello spettacolo c’è Napoli. Non come cartolina, ma come sostanza drammaturgica. I testi – tra cui monologhi inediti firmati dal giornalista e scrittore Francesco Palmieri – costruiscono un affresco della città attraverso le sue figure archetipiche: la Sirena, simbolo della città stessa e del suo richiamo irresistibile; la Malafemmena, figura ambigua e potente del folklore partenopeo; Pulcinella, maschera senza tempo che custodisce la saggezza popolare. A questi si affianca un brano tratto da Filumena Marturano di Eduardo De Filippo, pietra miliare del teatro napoletano, recitati tutti in dialetto, con naturalezza e profondità, dall’attrice Maria Sofia Palmieri.

Maria Sofia Palmieri
Maria Sofia Palmieri

Lo spettacolo non dimentica la Storia: tra i momenti più intensi, la rievocazione della vicenda di Francesco II di Borbone (il Re Franceschiello, ultimo re di Napoli), un episodio che inserisce la narrazione in una dimensione di memoria storica e identità nazionale.

Rasile e l’harp guitar: la musica che crea sinestesia

Sul palco con due harp guitar, Paolo Rasile ha costruito il tessuto sonoro dell’intero spettacolo, raccordando con le sue sonorità i passaggi tra recitazione, danza e canto. La scelta delle musiche non è casuale: al centro del repertorio ci sono i brani di Pino Daniele, eseguiti attraverso lo strumento che Rasile ha fatto proprio nel corso di anni di ricerca e tour.

Denise Agostini e Paolo Rasile
Denise Agostini e Paolo Rasile

L’harp guitar, con la sua voce polifonica e la capacità di evocare più piani sonori contemporaneamente, si rivela perfetta per uno spettacolo di questa natura: accompagna senza sovrastare, dialoga con la danza, sorregge la parola. In un lavoro che punta alla sinestesia – alla fusione tra sensi e linguaggi artistici – lo strumento diventa non semplice accompagnamento, ma voce narrante autonoma.

Danza aerea e tradizione: il corpo come linguaggio

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Denise Agostini

Denise Agostini ha portato in scena una danza acrobatica di grande impatto visivo, con numeri aerei eseguiti sul lollipop – il cerchio sospeso nel quale il corpo costruisce figure, linee, tensioni. Un linguaggio fisico, ricco di eleganza, che dialoga perfettamente con la compattezza evocata dalle musiche di Rasile. Le immagini che ne scaturiscono sono di grande effetto sul pubblico, grazie anche alla partecipazione di Maria Sofia Palmieri che da interprete si è trasformata in danzatrice, nonché perfetta spalla di Agostini.

Denise Agostini e Maria Sofia Palmieri

Accanto alla danza aerea, lo spettacolo ha trovato spazio anche per la tradizione: la Pizzica e la Tarantella, interpretate ancora una volta dalla coppia Palmieri-Agostini, hanno portato sul palco il calore e il ritmo della danza popolare del Sud, radici vive di una cultura che non ha paura di contaminarsi con il contemporaneo.

Un progetto in movimento

Scugnizze sospese si inserisce nel percorso più ampio di Harp Guitar Travel, il progetto ideato da Paolo Rasile che porta la harp guitar in contesti e collaborazioni sempre nuove – teatri, spazi culturali, eventi multidisciplinari – con l’obiettivo di esplorare le potenzialità sinestesiche dello strumento in dialogo con altre arti.

Una serata, questa del 13 giugno, che ha confermato come la tradizione, illuminata dalle arti performative, sappia sorprendere e affascinare un pubblico multiforme e intergenerazionale.

Virginia Rifilato

Giornalista del Quotidiano La Voce e Direttrice de Il Circolo del Golf, è collaboratrice di InsideMagazine dal 2020

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Laureata in Lettere con la specializzazione in Editoria e Giornalismo presso l'Università degli Studi Roma Tre, e diplomata anche presso la Scuola di Scrittura Omero, Virginia Rifilato è una giornalista di grande talento e esperienza, con una solida carriera nel campo del giornalismo e delle collaborazioni con importanti media nazionali come La Repubblica, come editor nell'industria cinematografica e televisiva per importanti canali satellitari e terrestri come Sky e Tim Vision, e collaboratrice di alcune emittenti radiofoniche di spicco, tra cui Radio 3 e Dimensione Suono Roma.

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All'interno del magazine InsideMagazine, Virginia ha il compito di curare le interviste di punta, offrendo ai lettori un'esperienza avvincente e coinvolgente. La sua passione per la scrittura e la sua capacità di raccontare storie affascinanti, oltre alla sua abilità nel creare domande incisive e nel catturare l'essenza delle personalità intervistate, la rende una risorsa di grande valore per la redazione.

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