Ogni giorno milioni di persone compiono un gesto tanto semplice quanto indispensabile: preparare un pasto. In molte parti del mondo basta ruotare una manopola o premere un pulsante. Nel Sud del Madagascar, invece, cucinare significa ancora raccogliere legna, acquistare carbone, accendere un fuoco e respirarne il fumo. È una quotidianità che racconta molto più di una semplice abitudine domestica. Parla di povertà energetica, di foreste che arretrano, di donne e bambini costretti a percorrere chilometri per procurarsi combustibile, di emissioni che alimentano il cambiamento climatico.
È proprio da qui che prende forma uno dei più ambiziosi progetti di cooperazione e finanza climatica sviluppati negli ultimi anni nel Paese. Si chiama MASAKA ed è promosso da Madaprojects, realtà italiana impegnata nello sviluppo di iniziative ad alto impatto ambientale e sociale. Ma oggi il progetto entra in una fase completamente nuova. Il passaggio decisivo non è soltanto l’espansione della distribuzione dei fornelli migliorati, ma la nascita di Madastove, la società costituita nel 2025 in Madagascar che sta costruendo a Tulear il primo polo produttivo semi-industriale dedicato alla realizzazione di sistemi di cottura migliorati destinati alle comunità rurali.
Un’evoluzione che cambia prospettiva. Non più soltanto un progetto che porta innovazione in Africa, ma una filiera produttiva che nasce direttamente sul territorio, crea occupazione, sviluppa competenze e rende le comunità protagoniste della propria trasformazione.
La cucina come questione climatica
Quando si parla di cambiamenti climatici si immaginano spesso grandi industrie, centrali energetiche o trasporti. Più raramente si pensa alla cucina di una famiglia che vive in un villaggio rurale. Eppure proprio lì si gioca una parte importante della sfida globale.
Secondo le stime, circa l’80% del fabbisogno energetico del Madagascar dipende ancora dalla biomassa. Per milioni di famiglie cucinare significa utilizzare carbone vegetale o legna da ardere su fuochi aperti o stufe tradizionali, sistemi estremamente inefficienti che consumano enormi quantità di combustibile e rilasciano nell’aria elevate concentrazioni di anidride carbonica, particolato e black carbon.
Le conseguenze sono molteplici. Da una parte aumenta la pressione sulle foreste, accelerando la deforestazione e la perdita di biodiversità. Dall’altra peggiora la qualità dell’aria all’interno delle abitazioni, con ripercussioni sulla salute, mentre donne e bambini dedicano ore ogni settimana alla raccolta della legna, sottraendo tempo all’istruzione, al lavoro e ad altre attività produttive.
Per questo motivo le Nazioni Unite considerano l’accesso a sistemi di cottura puliti uno degli elementi chiave per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Migliorare il modo di cucinare significa intervenire contemporaneamente sulla salute pubblica, sulla lotta alla povertà, sull’uguaglianza di genere e sulla tutela del clima.
Il progetto Masaka: una tecnologia semplice, un impatto enorme
È con questa consapevolezza che nasce il progetto MASAKA. L’iniziativa, sviluppata da Madaprojects insieme ad Aid4Mada e ai partner locali, promuove la sostituzione delle tradizionali Fatapera e dei fuochi a tre pietre con le stufe migliorate Angovo Maharitra, progettate e prodotte in Madagascar.

Il principio è semplice ma estremamente efficace. Grazie a una combustione più efficiente, le nuove stufe permettono di preparare gli stessi pasti utilizzando molta meno legna o carbone, riducendo così sia i costi sostenuti dalle famiglie sia le emissioni climalteranti.
Dietro questa tecnologia, tuttavia, c’è un approccio molto più ampio. La distribuzione dei fornelli è accompagnata da attività di formazione, sensibilizzazione ambientale, assistenza alle famiglie e monitoraggio continuo. Nei villaggi vengono coinvolti promoter locali che insegnano il corretto utilizzo delle nuove stufe, raccolgono informazioni e accompagnano le comunità nel cambiamento delle abitudini quotidiane.
I numeri raccontano la crescita del progetto. Tra ottobre 2023 e aprile 2024 sono stati distribuiti 14.390 sistemi di cottura migliorati ad altrettante famiglie residenti in dieci villaggi della regione Atsimo-Andrefana.

Nel novembre 2025, durante il Local Stakeholder Meeting organizzato a Tulear con la partecipazione di oltre cento rappresentanti delle istituzioni e delle comunità locali, è stata presentata la seconda fase del programma. Il piano prevede un salto di scala senza precedenti: altri 200.000 fornelli saranno distribuiti entro il 2030, consentendo a oltre un milione di persone di accedere a sistemi di cottura più efficienti e sostenibili. Un traguardo che non rappresenta soltanto una crescita quantitativa, ma la dimostrazione che il modello sviluppato può essere replicato su larga scala.
I Crediti di Carbonio, il motore economico della transizione
Dietro il progetto MASAKA c’è un meccanismo che permette di trasformare un beneficio ambientale in uno strumento concreto di sviluppo. È quello dei Crediti di Carbonio, certificati che attestano la riduzione delle emissioni di gas serra ottenuta grazie alla diffusione di tecnologie più efficienti.
Nel caso dei fornelli migliorati, ogni famiglia che abbandona i tradizionali sistemi di cottura a favore di una stufa ad alta efficienza consuma meno carbone e legna, contribuendo a evitare l’emissione di anidride carbonica in atmosfera. Queste riduzioni vengono monitorate, verificate e certificate secondo standard internazionali, come il Verified Carbon Standard (VCS) di Verra, trasformandosi in crediti che possono essere acquistati da imprese impegnate nei propri percorsi di decarbonizzazione.
Le risorse economiche generate dalla loro vendita non rappresentano soltanto uno strumento di compensazione delle emissioni, ma diventano il motore finanziario del progetto stesso: finanziano la produzione dei fornelli, la loro distribuzione nelle aree rurali, le attività di sensibilizzazione delle comunità, il monitoraggio sul campo e la creazione di nuove opportunità di lavoro.
È un modello di finanza climatica che consente di superare la logica degli interventi assistenziali, costruendo un sistema capace di autosostenersi nel tempo e di moltiplicare gli impatti ambientali, economici e sociali sul territorio.
Madastove: quando lo sviluppo diventa industria
La vera novità, però, arriva con la costituzione di Madastove. Fondata nel 2025 e controllata da Madaprojects, la nuova società rappresenta uno dei passaggi più significativi dell’intero programma. A Tulear è infatti in costruzione un nuovo stabilimento semi-industriale che sarà inaugurato alla fine di novembre 2026 e che, dal 2027, produrrà in serie una nuova generazione di fornelli migliorati.
La scelta di investire direttamente in una struttura produttiva locale cambia radicalmente la natura del progetto. Significa produrre in Madagascar, creare competenze industriali, ridurre la dipendenza dall’esterno e generare occupazione stabile.
Attualmente Madastove impiega già circa cinquanta persone impegnate nelle attività di coordinamento, distribuzione, monitoraggio, raccolta dati e sensibilizzazione delle comunità. Con l’entrata in funzione del nuovo polo produttivo verranno progressivamente integrate tutte le attività della filiera: dall’approvvigionamento delle materie prime alla produzione, dalla logistica alla distribuzione, fino al monitoraggio sul campo.
L’obiettivo è arrivare a circa 300 nuovi posti di lavoro, trasformando Madastove in una delle principali realtà produttive e occupazionali della regione Atsimo-Andrefana. È un cambio di paradigma che supera la logica dell’assistenza per costruire un sistema economico locale capace di generare valore nel tempo.
Lo sguardo è già rivolto al futuro
La seconda fase di MASAKA non rappresenta il punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso ancora più ambizioso. Ma il progetto potrebbe presto superare anche i confini della regione Atsimo-Andrefana. Il Ministero dell’Ambiente del Madagascar ha infatti proposto a Madaprojects di estendere il modello ad altre aree del Paese. Tra le ipotesi allo studio figura la realizzazione di un polo logistico nel Nord dell’isola, che consentirebbe di distribuire i fornelli prodotti nello stabilimento di Tulear anche alle famiglie delle regioni settentrionali.
Se questo scenario dovesse concretizzarsi, MASAKA potrebbe diventare uno dei più importanti programmi nazionali dedicati alla cucina pulita, contribuendo in modo decisivo alla riduzione delle emissioni, alla tutela delle foreste e allo sviluppo economico locale.
In un momento storico in cui la sostenibilità rischia spesso di rimanere confinata nelle dichiarazioni di principio, il progetto promosso da Madaprojects dimostra che la transizione ecologica può assumere forme molto concrete. A volte basta osservare un gesto quotidiano, come preparare un pasto, per capire dove può nascere un cambiamento destinato ad avere effetti ben oltre i confini di una cucina. Perché è proprio da lì, da milioni di cucine che consumano meno legna, proteggono le foreste e migliorano la vita delle persone, che può prendere forma una parte della risposta globale alla crisi climatica.










