Ecco una cosa curiosa sui valori: non sono affatto quella roba noiosa che pensavi fossero. Non sono liste di parole nobili da scrivere nel primo giorno dell’anno nuovo, quando sei ancora convinto che stavolta sì, cambierai davvero vita. Non sono nemmeno quelle cose vagamente spirituali che emergono nelle conversazioni imbarazzanti durante le cene aziendali, quando qualcuno chiede “Ma tu, cosa ti muove veramente?” e tutti annuiscono cercando di sembrare profondi.
I valori sono molto più pratici di così. Direi quasi pericolosamente pratici.
Perché se prendi sul serio un valore – intendo davvero sul serio – cambia il modo in cui ti alzi la mattina, scegli cosa mangiare, decidi se mandare quella email o meno, interpreti il silenzio di qualcuno, reagisci quando le cose vanno storte. Cambia la vita, insomma. Solo che lo fa in silenzio, senza avvisare.
Le aree dove i valori fanno quello che devono fare
I valori che contano – quelli che chiameremo “valori fine” per distinguerli dai cugini meno interessanti – operano in alcune aree piuttosto centrali dell’esistenza umana. Tipo: motivazione profonda, autenticità, autorealizzazione, trascendenza, speranza, etica, servizio, empatia, senso di appartenenza.
Se questa lista ti sembra astratta, prova a pensarla così: sono le stesse aree che si accendono ogni volta che dici “Questa cosa per me conta davvero” e lo dici con quella voce leggermente diversa dal solito, quella che usi quando non stai solo parlando ma ti stai dichiarando.
Quindi, domanda semplice: quali valori riconosci come tuoi in queste aree? E soprattutto – questa è la parte interessante – ce n’è uno che, più degli altri, sembra tenere insieme tutti gli altri? Una specie di valore-capo, se vogliamo.
Perché chiamarli “superpoteri” non è poi così ridicolo
Come tuo coach (e sì, lo so, suona strano dirlo così direttamente, ma facciamo finta che siamo già amici da anni e quindi va bene), posso dirti una cosa senza troppi giri di parole: i valori sono ciò che ti permette di affrontare situazioni complesse senza perdere completamente la bussola.
Sono i tuoi veri superpoteri.
Non nel senso che ti fanno volare o attraversare i muri – sarebbe bello, ma no. Li chiamiamo superpoteri perché ti dicono come rispondere quando la situazione si fa difficile. Quando non sai bene cosa fare. Quando tutti i manuali del mondo non servono a niente perché la vita reale è sempre un po’ più complicata dei casi studio.
Il problema – e qui sta il bello – è che nessuno ci ha mai veramente insegnato a riconoscerli. Quindi finiamo per usarli a caso, come se usassimo un telecomando senza sapere quali tasti fanno cosa. Oppure, peggio, li dimentichiamo del tutto e poi ci stupiamo di sentirci persi.
La lezione di Spider-Man (sì, sul serio)
Il motto di Spider-Man dice una cosa che molti manuali di crescita personale impiegano trecentocinquanta pagine per non dire altrettanto bene: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità.”
Ed è proprio questo il punto. Il momento in cui Peter Parker sceglie la responsabilità come valore è lo stesso identico momento in cui diventa davvero Spider-Man. Le abilità c’erano già – il ragno radioattivo aveva fatto il suo lavoro giorni prima. È il valore che gli dice come usarle. Se trasformarle in spettacolo da circo o in servizio alla comunità.
Ecco. Lo stesso vale per te, solo che probabilmente non sei stato morso da un ragno radioattivo. Spero.
Il metodo EROI: ovvero come dare finalmente forma ai tuoi valori
Per aiutarti a individuare i tuoi valori fondanti – quelli veri, non quelli che pensi di dover avere – useremo un percorso chiamato EROI.
Non è un caso se il nome richiama gli eroi. È esattamente qui che impari a usare al meglio i tuoi superpoteri. E come tutti gli acronimi che si rispettano, questo significa quattro cose che iniziano con quattro lettere diverse.
E – Estrazione
Qui porti alla luce il contesto attuale. È come svuotare lo zaino prima di un’escursione per vedere cosa diavolo hai portato con te.
Pensa alla tua situazione oggi, in relazione al tuo Obiettivo (sì, con la maiuscola, perché dev’essere importante per funzionare), e rispondi:
Cosa sta succedendo?
Quali sono le conseguenze?
Come ti senti davvero? (Non come pensi di doverti sentire. Come ti senti.)
Poi scegli un’emozione principale tra Rabbia, Paura, Tristezza, Felicità. Una sola. E scrivi da cosa nasce. Senza giudicarti, che è la parte più difficile ma anche quella che conta di più.
R – Rappresentazione
Ora osservi quell’emozione più da vicino, come farebbe un entomologo con una farfalla particolarmente interessante. Solo che qui la farfalla sei tu.
In quali circostanze emerge questa emozione?
Che funzione ha in quel momento? (Sì, le emozioni hanno funzioni. Non sono lì per caso.)
Cosa rappresenta per te viverla proprio ora?
Infine – e questa è la domanda che cambia le carte in tavola – prova a immaginare cosa cambierebbe se agissi guidato da un valore importante per te. Non un valore qualsiasi. Uno che conti davvero.
O – Ordinamento
Qui metti ordine. È il momento in cui smetti di girare in cerchio e inizi a capire dove stai andando.
Chiediti: Cosa conta di più in questa situazione?
Perché conta così tanto?
E poi continua a rispondere al “perché” finché emergono chiaramente i valori coinvolti. È un gioco che può andare avanti un po’, tipo quelle bambole russe che contengono altre bambole che contengono altre bambole. Solo che qui dentro ci sei tu.
La domanda chiave è questa: Quale valore scegli quando devi decidere davvero, anche se costa fatica?
E ancora: Questo valore è un mezzo per corrispondere a quale valore più profondo?
I – Implicazioni
Questo è il passaggio decisivo. Il momento in cui tutto si connette.
Chiediti: Qual è il fine ultimo di questo valore?
Quando onoro questo valore, io sono una persona che…
Ora fai un check ecologico (sì, si chiama così, ed è importante): chi trae beneficio dall’uso di questo valore per raggiungere il tuo Obiettivo? Chi potrebbe non trarne vantaggio? In che modo puoi rimediare restando fedele ai tuoi valori?
Qui non si tratta di essere perfetti. Si tratta di essere coerenti, che è molto più difficile ma anche molto più umano.
Un esempio concreto (perché altrimenti tutto questo resta teoria)
Potresti scoprire che per te il rispetto è fondamentale. Sembra chiaro, no? Ma poi vai più a fondo – tipo un archeologo che continua a scavare anche quando ha già trovato qualcosa – e ti rendi conto che il vero valore fine è il riconoscimento.
Riconoscere l’altro. Dare importanza. Essere riconoscenti. E allo stesso tempo – perché siamo umani e non statue – desiderare di essere riconosciuti.
È attraverso questa dinamica che il rispetto prende forma reale nella tua vita. Non come concetto astratto, ma come azione quotidiana.
Un ultimo suggerimento prima di chiudere
Tieni un elenco dei tuoi valori. Scrivilo da qualche parte. Non su un’app che poi dimentichi di aprire, ma su un foglio, un quaderno, qualcosa di fisico che puoi ritrovare.
Accanto a ciascun valore scrivi perché lo hai scelto. Non per motivarti – la motivazione va e viene come il wi-fi nei bar – ma per ricordarti chi sei quando dovrai decidere.
Ed è proprio da qui che, nel percorso dell’Agenda Coach, inizierà a emergere una certezza silenziosa ma potente: le abilità che hai diventano forza quando sanno al servizio di cosa mettersi.
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