Mandeep e altri racconti

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Di Virginia Rifilato –

Un libro che esplora la Pontina e le sue storie umane.

Sulla piattaforma di crowdfunding Kickstarter c’è un progetto editoriale che vale assolutamente la visita e il “viaggio” nel quale vi accompagnerà: quello attraverso una terra Pontina inedita, la storia “segreta” e controversa dei suoi abitanti, e quella del fotografo romano che ha deciso di raccontarla.

Realizzato in collaborazione con la casa editrice Punctum Press (punctumpress.com), questo ambizioso progetto si avvale anche del supporto di un bravissimo illustratore, Fabio Magnasciutti, che ne ha disegnato le t-shirt: su Kickstarter infatti è possibile sostenere il progetto acquistando una copia del libro fotografico, il set di post-cards o l’ormai famosa T-shirt Rider con la bicicletta a cuore, simbolo dell’iniziativa.

Attraverso Mandeep e i suoi racconti scopriremo infatti che la pianura pontina è stata la terra di due incredibili fenomeni migratori, avvenuti a distanza di ottant’anni l’uno dall’altro attraverso l’uso della bicicletta. Da un lato i veneti, friulani, marchigiani ed emiliani che arrivarono per coltivare i campi dell’Agro pontino durante la bonifica fascista; dall’altro, i migranti arrivati a migliaia dal Punjab negli ultimi 30 anni, e che oggi lavorano quelle stesse terre come braccianti. Il lavoro di Mandeep è stato interamente realizzato dal fotografo Filippo Trojano con una pellicola di medio formato: così come la bicicletta, questa scelta obbliga ad un modo di guardare “lento” e attento, che prevede lunghe pause nelle sue fasi di costruzione.

Questo progetto si pone anche come volano di integrazione culturale: grazie alla raccolta fondi, sarà infatti possibile realizzare nuovi progetti didattici nella zona Pontina con i ragazzi indiani che la abitano, contribuendo a quella emancipazione e integrazione culturale così importante oggi. Il libro avrà inoltre un bellissimo contributo testuale in postfazione dello storico dell’arte Augusto Pieroni.

Così l’autore Filippo Trojano ha raccontato la genesi del suo progetto:

«Grazie all’aiuto di Marco Omizzolo, che da anni svolge nel territorio pontino un grande lavoro di denuncia dello sfruttamento dei braccianti agricoli, sono entrato in contatto con diversi indiani che vivono a Bella Farnia, una zona di villette a schiera costruite negli anni ‘80 come seconde case di villeggiatura tra Latina e Sabaudia e che negli anni si è trasformata in una specie di ghetto. Vengo travolto da un’onda di profumo di cibo indiano e diversi bambini di tutte le età che spuntano ovunque. Il primo giorno che porto la vecchia Pentax a pellicola iniziano a ronzarmi intorno attratti dalla grande macchina sul cavalletto ed invece di fare foto passo mezza giornata a giocare a palla, a nascondino e fare decine di aeroplani di carta; ricevo almeno tre inviti a pranzo dalle loro famiglie e solo nel pomeriggio faccio un paio di ritratti. Tornato a casa decido di organizzare un corso di fotografia gratuito per quei bambini ogni sabato per tutto il mese di agosto. Disegnavamo, guardavamo il mondo attraverso cornici di cartone, gli spiegavo la danza delle ombre e come funziona il diaframma. Nel giro di poco tempo sono diventati preziosi assistenti ed interpreti con tutti quegli indiani adulti che pur vivendo da decenni in Italia non sanno dire nulla in italiano ad eccezione di “ciao capo”… Si potrebbe facilmente cadere nell’errore di credere che nulla si stia modificando, ma la lenta ribellione dei lavoratori costruita in molti anni insieme ad alcune persone più sensibili sta lentamente cambiando le cose. La vera possibilità di un cambiamento, però, risiede nelle nuove generazioni, in quei giovani che grazie al contatto e confronto quotidiano che avviene all’interno della scuola, un giorno, sapranno andare oltre e superare dinamiche strutturate da tempo scoprendo una ricchezza profonda.»

Il progetto di Mandeep e altri racconti ha già riscosso un grande successo tra i suoi sostenitori, tanto che potremmo definirlo un vero e proprio fenomeno di co-produzione dal basso. Ad oggi, sono già stati raccolti più di € 5.200 su un obiettivo di € 5.600 e in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, nel quale le case editrici chiudono e le persone non hanno soldi da spendere, questa grande partecipazione ci appare davvero come un piccolo miracolo editoriale e sociale.

Per sostenere il progetto seguite il link alla piattaforma Kickstarter!

Il libro

  • Copertina rigida in tela di colore viola con stampa e lettering color oro incastonati a caldo
  • Formato chiuso 24×18 cm, aperto 48×18
  • Allestimento brossura cucita a filo refe cartonata, dorso quadro
  •  96 pagine Fedrigoni Symbol Matt Plus PW FSC da 150 gr
  • Testi ITA/ENG
  • 40 fotografie a colori, scansionate da fotografia di grande formato in pellicola 10×12 cm

L’autore: Filippo Trojano

E’ fotografo, docente di fotografia, attore ed autore. Inizia a praticare la fotografia a 11 anni. Nello stesso periodo lo incuriosisce la settima arte che diventa negli anni una ricerca approfondita sul cinema d’autore a tutto tondo al punto da portarlo a lavorare in diversi progetti cinematografici. Si forma con diversi fotografi e registi: Minkkinenn, De Oliveira, Bellocchio. Diventa fotografo professionista al termine delle scuole superiori, lavora per tre anni in una camera oscura fine art con Andrea Calabresi con il quale insieme anche a Fabio Severo fonda il gruppo di ricerca Nuovafotografia. Nel 2009 inizia il suo progetto a lungo termine Ritratti di Mari e l’anno successivo è assistente a Roma del fotografo Abelardo Morell. Il progetto Strade Parallele, sugli abitanti di vecchia e nuova immigrazione della pianura Pontina, è selezionato da Fotografia, Festival internazionale di Roma nel 2012. Tra i suoi progetti a lungo termine: Chinartfashion sugli studenti cinesi dell’accademia di belle arti di Roma e Cosplay, sui giovani che si mascherano da personaggi dei fumetti. I suoi lavori fotografici e video sono stati pubblicati su diverse riviste come Internazionale, Left, la RepubblicaNat Geo Italia. Nel 2018 realizza come regista il cortometraggio I suoi occhi.

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