Essere nel qui e ora. L’arte del cogliere l’attimo

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Essere nel qui e ora. Vivere il presente, con attenzione ai particolari. Acuire i sensi, respirando insieme alle cose, comunicando con ognuna di esse. Questo è il momentum. Qualcosa che potremmo tradurre con l’esserci.

Sei a casa, in ufficio, in un parco? Se ti prendi il tempo per trovare un angolo di pace, per chiudere gli occhi un istante, puoi cominciare a sentire le cose intorno a te. Percepirai prima i rumori e i suoni, che ti daranno la dimensione dello spazio in cui sei immerso. Poi farai caso agli odori e ai profumi, direttamente connessi con l’area del cervello legata alla memoria. Poi, aprendo gli occhi, potrai notare i colori delle cose, amplificandoli dentro di te, scoprendo forme e cose che ti fanno sentire più a tuo agio rispetto ad altre.

Acuire i sensi, respirando insieme alle cose, comunicando con ognuna di esse.

Il momento si amplifica in questo modo, mentre tu stabilisci un rapporto con te stesso e con il tuo ambiente a un altro livello. Prendere il controllo in questo modo, quando è utile e opportuno lungo il percorso di qualcosa che stai coltivando, come un progetto, un lavoro, un’attività, un’intenzione, insomma, in determinate fasi della tua vita, come della tua giornata, implementa quello che nel campo della finanza viene chiamato “effetto compounding“. Un effetto moltiplicatore che consente di incrementare il proprio stack iniziale attraverso la capitalizzazione degli interessi.

L’impazienza è l’avversario da battere, perché ci porta spesso a svalutare cose e situazioni, come a guardare ai risultati dei nostri sforzi in un’ottica di breve periodo. Vogliamo tutto e subito, ottenere feedback immediati e non ci rendiamo conto che tante cose intorno a noi hanno bisogno del loro tempo per nascere e crescere, mettere radici per avere piedi saldi, per riuscire poi a svilupparsi e consolidarsi in maniera organica.

I progressi complessivi sono il risultato di un costante cambiamento nel tempo, di un miglioramento continuo a piccole dosi. Dunque, la distanza dal proprio obiettivo dipende dal tempo in relazione allo sforzo applicato ma ben distribuito. 

L’impazienza è l’avversario da battere.

Gestire il momentum vuol dire avere quella giusta impostazione mentale basata sulla pazienza e sul rispetto. Se pianti un seme e nella fretta di godere dei frutti della tua pianta cominci a dargli ogni giorno massicce  dosi di fertilizzante, non farai altro che ucciderla. Mentre se le stesse quantità le distribuisci nel tempo, otterrai un effetto moltiplicatore, per cui a un certo punto la tua piantina si ritroverà a crescere velocemente.

Questa è la potenza del momentum! Il suo segreto è semplice, ma per nulla facile da perseguire: saper cogliere il valore dell’attimo, del singolo gesto, piccolo e apparentemente banale nella sua semplicità, ma che ripetuto nel tempo, si avvale di quel famoso effetto moltiplicatore tanto utile a chi lo sa gestire. Ma la pratica del compounding ha anche un messaggio di allerta da darti: produce spiacevoli sorprese alle performance quando si mantengono posizioni per un periodo di tempo troppo prolungato. 

Ciò che ti permette di “trasformare 1 centesimo in un milione” è la capacità e il coraggio di  rilanciarti a intervalli regolari.

Il messaggio per te? Quello di decidere che è il momento giusto per iniziare a dare il meglio di te. rilanciare la tua azione, aggiungendo nuove skills in tempi utili. E poi, con pazienza, momento dopo momento, perdurare nella causa.

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